KETSUI: Kizuna Jigoku Tachi EXTRA - Limited Edition -

ketsui_cover.png (18880 bytes)Per semplificarsi il porting XBox 360 di DoDonPachi Dai Ou Jou quelli di 5pb si erano fottuti il codice della versione Playstation 2. Solo che poi ne avevano tirato fuori quel contenitore di bugs di Black Label Extra che a tutt'oggi non ha ancora ottenuto l'annunciato DLC di aggiustamento. Si era dunque pessimisti sulla conversione di Ketsui, il cui nome dice buona parte del blasone di Cave e di storia del manic shooter, ma si vede che le pressioni - e le possibili azioni legali - che gravavano dai quartieri alti devono avere costretto 5pb a mantenere degli standard elevatissimi. Ketsui: Kizuna Jigoku Tachi EXTRA è un adattamento coi controcazzi. Ma talmente coi controcazzi che anche il cultore comincia a preferire quest'ultimo al coin-op: su tre e sessanta lo sparatore viaggia più velocemente e più fluidamente. 5pb ha operato azione di ripulitura di quasi tutti i bugs preesistenti - viene giustamente preservato il glitch della bomba, comunque disattivabile via menu - pur senza compromettere il gameplay della PCB. Poi ci sta l'X-Mode, una alternativa a cancellazione che mette carne e allunga di parecchio l'esperienza bellica.

Bisognava adattare l'immagine in low-res alla alta definizione. E' stato fatto apportando discreti filtri a smussamento, piuttosto utili, eppure viene a mancare il rendering dello scanline, quello che Gulti ha usato in Raiden Fighters Aces e che non si capisce perché non venga ancora introdotto nei porting della Cave. A ogni modo è presente una utilissima funzione di allargamento dell'immagine per i monitor in 16:10 - è il nostro caso - per guadagnare ampiezza e superare in "verticalità" i display delle sale giochi (col TATE allestito, ovviamente). Il comparto opzioni è esaustivo. Accumulati un certo numero di continue si possono - e attenzione: qui si va sul pesante - attivare l'URA e lo TSUJOU loop, che per chi si era comprato la scheda senza riuscire a sbloccarli sono come piste di coca da tirarsi a colazione mentre fuori piove acido. Quella pioggia che discioglie l'asfalto. Ci si può salvare le partite. Ci si può scaricare i replay delle partite dagli schermi delle classifiche mondiali. Si può optare per la colonna sonora remixata, che francamente è qualcosa tipo elettroshock in una cisterna di xeno. Tutte cose che fanno calare di prezzo le PCB. Tutta sbobba che fa di questa traslazione postuma la "versione ideale di Ketsui". Una sorta di director's cut a cui aggiungere il lardo extra delle limited col doppio CD e l'involucro in plastiche traslucenti.

Lo scoring system alla base di Ketsui prevede la acquisizione di questi box numerati - il cui valore massimo è cinque - da moltiplicare sul principio della vicinanza agli obiettivi. Quindi sul margine sinistro dello schermo si aziona il countdown delle chain per ottenere box del medesimo valore del primo ottenuto - da qui la necessità di prendersi un 5 - e proseguire in lock-on fino all'esaurimento del timer. Al cospetto dei guardiani di fine livello subentra il boss counter, un misuratore dei box acquisiti nello stage che tende ad azzerarsi e che in un certo senso mette alla prova la abilità di annientamento del giocatore, visto che il punteggio extra viene calcolato in base alla velocità di terminazione del boss. Assecondare l'overflow del punteggio diviene una questione di ordinaria amministrazione, nel caso di Ketsui. La azione è maniacale ma superabile attuando la schematizzazione dei percorsi utili e dei processi di sovraccarico del moltiplicatore; più lo schermo si riempie, più ci si accosta alla abulia delle intersezioni dei proiettili sparati a esse, a cerchio, a stormo. Lo stato di trance psicotica avvicina il giocatore all'unico io. L'unico Dio al di sopra del bene e del male. Ketsui è un po' questo. Una scarica di elettroni a grafica bidimensionale complessa che identifica la idea di sparo della Cave e i metodi di sparo del manic shooter più di qualsiasi altro manic shooter e più di qualsiasi altro tentativo di ghettizzare lo shoot'em up post-classico. Una pietra. Vai avanti, continui a perdere vite ma non riesci a farne a meno. E continui e continui finché non ti accorgi che malgrado la quantità di sprites esiste uno spazio, tra le linee, che porta alla salvezza.

      

 

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PRO

Cattivo e pieno di proiettili

Eccellente conversione

                      

CONTRO

Assente lo scanline dell'immagine

            

                          

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Note di produzione