KILLER 7 Come Resident Evil 4,
Killer 7 era stato progettato per funzionare unicamente su Gamecube. Si è deciso in
seguito di portare i due titoli anche su Playstation 2, con tutto il dissenso di Mikami,
che non è mica stupido. Lui sapeva benissimo che le traslazioni su console Sony non
avrebbero mantenuto la qualità grafica garantita su Gamecube. E siccome lui alle sue
opere ci tiene, oltre ad opporsi in maniera veemente ai propositi dei capoccia ha anche
deciso di non partecipare al processo di conversione, delegando l'incombenza a una seconda
squadra di sviluppatori. Ovvio che, alla fine, la versione Playstation 2 di Killer 7 si è
rivelata pesantemente inferiore, corrotta da tempi di caricamento soporiferi, da un
aliasing abbastanza orripilante e da bruschi cali del frame rate. Quindi occhio: se
davvero siete interessati all'acquisto di Killer 7 e siete utenti Playstation 2 vi
conviene comprare, assieme al gioco, una console che si chiama Gamecube, prodotta da una
strana società che si chiama Nintendo. Ah, e visto che ci siete compratevi pure Resident Evil 4, perchè la versione
Playstation 2 subirà tagli anche maggiori.
Ora c'è questo killer di nome Smith, pazzo scatenato la cui trasmigrazione attraverso personalità alternative creerà un orrore appiccicoso e delirante tra i corridoi, nei colori assurdi, nelle inquadrature malate. Premendo il tasto A l'alter ego virtuale procede incessante fino ai bivi il cui direzionamento è automatico, arrivando infine nelle stanze del massacro. Praticamente un incubo: mostri immani punteranno verso le nostre budella, e noi dovremo sparare per guadagnare il sangue necessario al potenziamento degli altri killer alternabili. E' necessario attuare una scansione dei luoghi sul modello di Metroid Prime per individuare i nemici e coglierne altresì i punti deboli, che una volta centrati uccideranno all'istante il loro ospite. E' anche possibile uccidere sparando a ripetizione, ma in questo caso saremo penalizzati in fase di upgrade. Interessante constatare un buona dose di strategia insita nella sparatoria, che oltre a placare la nostra carenza ematica decreterà un "passaggio di livello" nella efficacia bellica globale. Ma le fasi esplorative non sono solo pretestuose. Servono a instaurare il giusto livello di tensione, che tende a rimanere latente fino al processo terminale degli scontri a fuoco. Un titolo decisamente folle, Mikami, ma ci avevi avvertiti. Ci avevi detto che non si trattava di un semplice survival horror in cui ti muovi, spari e hai un infarto ogni tanto, ma di un una nuova via psicologica di concepire la cinematografia plastica delle prospettive, delle ombre, delle luci. Killer 7 è un malsano delirio di onnipotenza stilistica. Il Cel Shading delle sagome dipinge un mondo inconcepibile e disturbante per sesso violento, sangue rappreso, morte incessante. In bilico tra un incubo fantascientifico e un horror paradossale, la opera del team Grasshopper intercede per una inconsistenza voluta, estremamente iconografica, per mutare pelle dopo ogni sezione e ricomporsi in una visione esoterica della irrealtà. Inutile soffermarsi sui vari strati di "incoscienza" ludica stagnante, perchè quando si comincia a sparare si comincia a godere. La straordinaria fluidità del motore tridimensionale rende ogni fase un autentico frullato di sangue, che schizza ovunque, che si fonde con il rosso delle pareti, che esplode ricoprendo la scena di un "nulla" oscuro e maleodorante. La innovazione estrema apportata al sistema di gioco, che potrebbe sovvenire ripetitivo negli spostamenti attraverso gli edifici, va intesa come sindrome metafisica e inscindibile del processo deambulatorio, come una paccottiglia insolubile atta a corrodere la personalità degli assassini protagonisti e quella dello stesso utente manovratore. Una nuova strada percorribile del gameplay, azzarderemmo, e per questo dubitiamo che possa essere intrapresa da tutti. Killer 7 è un titolo dalla personalità complessa. Un titolo mascherato da sparatutto in prima persona ma che, in effetti, si addentra in un settore ludico inesplorato sperimentando a piene mani sul nichilismo video-indotto delle immagini. L'innovazione, reale o presunta, si piega così al materialismo degli oggetti con la trasparenza di una regia impeccabile anche se intangibile. Si trascina in un tunnel degli orrori sanguinario con la insofferenza immateriale di una allucinazione. Si avvelena di una percezione crepuscolare e fotografica del contrasto, decretandosi il Dio di un pensiero cosciente e deformante.
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PRO |
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Delirio onirico di sesso e sangue |
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Straordinaria realizzazione grafica |
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Struttura ludica molto originale |
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CONTRO |
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La conversione per Playstation 2... |
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