THE KING
OF FIGHTERS 2003 Con la edizione 2003 del
picchiaduro-simbolo della fu SNK, Playmore comincia a valorizzare la ricca eredità
lasciatagli dai giapponesi e dimostra che anche un team coreano è in grado di produrre
videogiochi di qualità. Con The King Of Fighters 2003 Playmore da inizio
alla "nuova generazione" della saga, malgrado la grafica ancora in 2D e le
tempistiche di combattimento rimaste immutate dalla edizione 2000. Inoltre, questo è
anche l'ultimo King Of Fighters ad apparire originariamente su hardware Neo Geo, visto che
di lì a breve la linea arcade di Playmore si sarebbe focalizzata sulla Atomiswave di
Sammy (praticamente una Naomi modificata). La versione testè recensita è quella
Playstation 2, che come avremo modo di raccontare resta fedele al coin op pur introducendo
alcune interessanti variazioni scenografiche (e non solo). Fatto basilare, la giocabilità
portante si mantiene su livelli tecnici generalmente elevati non smarrendo la effettive
dinamiche di esecuzione mosse, nè il bilanciamento delle facoltà di ogni singolo
lottatore. Siamo difronte a un valido esempio di beat'em up in 2D nonostante gli
otto precedenti capitoli....
Se dovessimo elencarvi tutti i personaggi inseriti in
questa nuova edizione, tra vecchie e nuove conoscenze, sprecheremmo un bel po' di
caratteri. L'altissimo numero complessivo dei lottatori, esclusi quelli segreti,
rallegrerà chi si avvicinasse per la prima volta al franchise SNK, perchè la
varietà, caratteriale e filosofica, risulta concreta già dal primo scontro. Si sappia
che il team battle ha beneficiato di un "ritorno al passato" attraverso
la eliminazione dello Striker, e di una rinnovata gerarchia con la introduzione
del team leader, che oltre a capitanare il trio avrà il potere di sferrare due
terrificanti super mosse inedite. Non sarà altresì difficile non avvedersi del
rinnovamento attuato in fase di gameplay, laddove vi è l'abbandono dei combattimenti
sequenziali in favore di un vero e proprio tag battle con cui interscambiare i
personaggi in qualsiasi momento di gioco. L'intervento di un nuovo lottatore non comporta,
purtroppo, alcuna mossa combinata, e l'unico vantaggio del "passaggio di
testimone" sta nell'usufrutto di una inviolata barra energetica. Tuttavia, alla base
di codesto principio di mutuo trasferimento vi è una condizione di lotta piuttosto
strategica, che costringerà l'utente a valutare la forza oggettiva del trio selezionato e
a trarne, tempisticamente, le peculiarità del "momento". Dobbiamo anche
precisare che non vi è un netto divario potenziale tra i vari combattenti, bensì una
specie di "scarto calcolato" che si compensa tra forza fisica, efficacia delle
super e velocità.
L'adattamento Playstation 2 di KOF 2003 è approntato con
il massimo della professionalità concepibile. Così, oltre ad avere tra le mani una copia
pressochè perfetta dell'originale, ci ritroviamo con un lieve rifacimento dell'assetto
grafico nell'intento di conferire maggiore profondità virtuale. Praticamente alcuni
elementi del fondale sono stati ridisegnati in 3D, e addirittura si registra la presenza
di nuove animazioni (tutte rigorosamente a 60 fps). L'aspetto generale è di maggiore
pulizia rispetto al coin op, ed è un bene anche perchè si è provveduto a non rendere
traumatico il cambio di prospettiva. Tutto si integra perfettamente alla bidimensionalità
dei personaggi, che purtroppo restano in bassa risoluzione ma che non perdono nulla in
carisma e caratterizzazione. La fase di selezione è francamente splendida, con un artwork
che, per quanto criticato e mal visto dai fan sfegatati della SNK, si lascia ammirare per
uno stile decisamente sinuoso e pulito. Ora, le animazioni sono quelle che sono.
D'altronde i personaggi preesistenti sono stati ripresi in blocco, con tutto il parco
movenze rimasto invariato dalla edizione' 98. Ma è un po' poco. Rispetto ai picchiaduro
Capcom la differenza di fluidità dei movimenti comincia a farsi sentire (basta fare un
semplice raffronto con Street Fighter III Third Strike per rendersene conto), ma
anche a confronto di un titolo come Garou: Mark Of The Wolves il picchiaduro di
Playmore ne esce decisamente sconfitto. Riscontriamo, in ambito sonoro, la presenza di
musiche remixate a dovere e di ottimi effetti campionati per ogni personaggio. Quindi un
buonissimo titolo questo King Of Fighters 2003, certo distante dall'essere un capolavoro,
ma ancora sorretto da caratterizzazioni così irresistibili da fare passare in secondo
piano le sue carenze in sede di originalità visiva e strutturale.
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