CASTLEVANIA: Lament Of Innocence

lamentcover2.jpg (27493 bytes)Devil May Cry è un gioco di azione bello spaccoso, che riesce a intrattenere il fruitore attraverso efficaci meccaniche basate sulle combo e sulla evoluzione dinamica del personaggio principale. Inoltre la ottima realizzazione tecnica, e sonora e scenografica, non fanno che completare una delle opere meglio riuscite della software house giapponese da quando è al lavoro su Playstation 2. Detto ciò, sia reso noto che Castlevania: Lament Of Innocence è un clone del titolo testè descritto. Un clone. Vi saranno anche degli elementi che rimandino al passato glorioso della saga dei Belmont, ma sono talmente "appiccicati" da potersi ritenere ininfluenti sul gameplay. Konami, dovendo necessariamente portare Castlevania sul 3D delle "nuove console", decide di trasformarlo nell'ennesimo action game stiloso per sopperire alla evidente crisi di idee del suo staff pensante, che un tempo di idee interessanti ne aveva di certo prodotte. Chiariamoci: Lament Of Innocence non è Castlevania. Na. E' un videogioco, indubbiamente. Vi è una frusta. Vi è un Belmont. Ma non ci si dica che questo titolo c'entri qualcosa con i fasti della saga.....

Che il titolo sia incentrato quasi esclusivamente sul "procedi e combatti" risulta chiaro già dalla prima fase di gioco. Incrociando il primo nemico si comincia ad assaporare la struttura a combo dei metodi di attacco, molto spettacolari a una analisi superficiale. Avremo modo di ricrederci in seguito, perchè al di là della mera coreografia Leon è in grado di sconfiggere un po' tutti con il minimo sforzo. E' questo il primo, grave difetto di Lament Of Innocence: difficoltà di gioco male equilibrata ed eccessiva semplificazione del sistema di controllo. Sarà anche gratificante far compiere a Leon quintali di evoluzioni con il suo nerbo, ma la sua forza soverchia palesemente quella del parco mostri, ivi compresi i boss di fine livello. Inoltre tutte le mosse, anche quelle più letali, si eseguono attraverso combinazioni elementari (potrebbe bastare anche una semplice successione del pulsante di fuoco), così privando il giocatore di quella ricerca della "combo definitiva" propria dello stesso Devil May Cry. E il sistema di inquadrature non aiuta di certo a sopperire a tale deficienza, regolato da una telecamera più o meno fissa che mette a fuoco i soli combattimenti, trascurando inevitabilmente le fasi di "esplorazione". Che sono ridotte all'osso, comunque. Qualche stanza nascosta, in ossequio al passato bidimensionale della saga, e qualche sezione platform inserita occasionalmente non bastano a risollevare il destino, già segnato, di un titolo che scontenta sia i fan di DMC che quelli di Castlevania.

Lament Of Innocence è un Castlevania decisamente mediocre. Non il peggiore da quando il franchise si è trasferito alla terza dimensione (in Curse Of Darkness sprofondiamo letteralmente nell'oblio), diviene in ogni caso emblema della incapacità di Konami nel presentare meccaniche che modernizzino la saga lasciandone intatto il fascino originale. Si guardi ad esempio alla verticale involuzione del fattore RPG, che se in Nocturne In The Moonlight così come nell'ultimo Dawn Of Sorrow assume una valore centrale per la creazione ultima del personaggio, quì è sacrificato sull'altare di uno stylish gaming che comincia veramente a infastidire. Solo la atmosfera, in qualche modo, ci riporta alla mente lo splendido medioevo di Super Castlevania IV, ma anche in questo caso l'entusiasmo viene smorzato da una realizzazione tecnica appena sufficiente. A parte la ottima caratterizzazione del personaggio principale, non possiamo che rilevare una generale scarsezza di poligoni riservati alle scenografie e una limitata brillantezza delle tessiture. Tra un livello e l'altro si denota altresì un rimescolamento di strutture già utilizzate che va a creare, quale risultato ultimo, una sgradevole sensazione di deja vu. I livelli appaiono come fotocopiati in successione e solo nel design dei mostri di fine livello i grafici si concedono qualche "licenza", offrendo una modellazione peculiare e ben riuscita. Salviamo in blocco il sonoro, nonostante tutto, che in Lament Of Innocence, così come era accaduto negli episodi per Nintendo 64, riesce a distinguersi con eccellenti composizioni strumentali ed effetti generalmente riusciti. E non vi è null'altro che sia degno, in questa sede, di ulteriore approfondimento. Il primo episodio di Castlevania per Playstation 2 è un giochino senza alcuna pretesa, che non rende onore al nome che porta limitandone tanto il fascino iconografico quanto la giocabilità "essenziale".  

 

 

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PRO

Bellissima immagine di copertina

Sonoro come sempre di alto livello

                         

CONTRO

Niente a che fare con Castlevania

                           
                           

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