| LUMINES La modalità di gioco principale è il Challenge Mode, con Versus, Puzzle e Time Attack a ruota per rendere l'esperienza un po' più longeva e varia. Ma non ve ne sarebbe stato bisogno dato che, in tutta probabilità, sarete talmente presi dal Challenge che finirete per ignorare del tutto le altre modalità (eccetto il Versus nel caso abbiate un amico da sfidare in WiFi). Sistema di gioco: blocchi di quattro quadratini da elaborare, allineare e disporre in modo che la linea detonatriche crei un annullamento che faccia ricadere gli stessi in posizione concatenatrice. Lungimiranza prima di tutto, per prevedere dove il castello andrà a cadere e come ci si dovrà comportare per annullare una ulteriore stringa. Ma dovremo agire velocemente, prima che il ritmo scandisca l'innesto di una nuova linea distruggitrice e che il quadro si completi del tutto in altezza. Un gran casino e in effetti sulle prime è così. Bisognerà abituarsi alla afferatezza quasi sghignazzante del Mizuguchi che prende per la coda il videogiocatore portandolo a uno stato psichedelico superiore, e accettare il fatto che una volta entrati in ballo difficilmente ci si staccherà dalla visione policromatica dell'insieme. La musica pompa, e tu ti muovi in sincronia e quando metti a segno una annullata epocale senti il ritmo scandire le detonazioni e l'adrenalina schizzarti letteralmente dal cervello. Un genio. Lo ripetiamo sin dai tempi di Space Channel 5 e oggi ribadiamo il concetto a ritmo di musica. Mizuguchi si innalza a profeta impasticcato del nuovo millennio per stabilire che, per entrare in simbiosi con una console, basta giusto qualche skin e un quintale di sana musica elettronica. Mai come in questo caso un gioco si adatta naturalmente a una console portatile, e mai prima di adesso un titolo aveva trasmesso la filosofia del trip in modo così provocatorio. Tu giochi al puzzle e avverti, al contempo, tutta una sottocultura videocosmica che parte da 2001 Odissea Nello Spazio e atterra nei sentieri inseplorati del dio colore. Ogni skin è accuratamente tematizzata, e quindi con gli sfondi cambierà anche la struttura grafica dei menu e dei bottoni. Nulla di che, roba che sfrutta le potenzialità di PSP all'1% ma che sprigiona una classe iconografica immane, perpetua, allucinogena. Lo stile portato dai grafici risulta essere sempre amalgamato alla musica corrispondente, giusto per restare in tema di fusione di sensazioni multiple. E la musica, se non lo si era già intuito, fa di tutto per incalzare il giocatore in una scalata quasi metafisica, che abbraccia tutto, anche la new age, pur dimostrandosi mistificatrice in seno alla techno sperimentale. Se proprio vi è un difetto in Lumines lo troveremo nella difficoltà di gioco superiore alla media. Non pensiate di cavarvela con poco. Giocare il titolo Q Entertainment richiede massima concentrazione visiva e discreto sforzo intellettuale, e se ambite a ottenere buoni risultati dovrete in ogni caso assecondare, e assimilare, i meccanismi visivi di tutti gli schermi. Un grande gioco, in definitiva, che vi ipnotizzerà per lunghi tratti senza mai rischiare di annoiarvi.
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PRO |
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Struttura ludica geniale |
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Avvincente |
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Grande senso del ritmo |
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CONTRO |
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Nulla di rilevante da segnalare |
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