KOF MAXIMUM IMPACT - Limited Edition -

maximumcover2.JPG (9855 bytes)La prima novità è che non si tratta di un titolo di provienienza arcade. Fatto strano trattandosi di un King of Fighters, ma non poi tanto se pensiamo alla nuova politica attuata da SNK Playmore, che tende a privilegiare maggiormente il mercato domestico rispetto a quello dei coin op. La seconda novità risiede nella estetica: completamente poligonale, mutuata dai vari Tekken e Virtua Fighters, rappresenta la naturale evoluzione della saga dopo dieci anni di completa bidimensione. KOF Maximum Impact è, in apparenza, un picchiaduro convenzionale. Dimenticatevi pure degli incontri a squadre perchè adesso combatteremo nel classico uno contro uno, con personaggi in parte inediti e vecchie conoscenze rappresentate dai protagonisti chiave, tra cui segnaliamo Terry Bogard, Mai Shiranui, Iori Yagami e Kyo Kusanagi. Quale primo capitolo di una sicura saga parallela (il seguito è già stato annunciato) possiamo affermare di essere rimasti favorevolmente colpiti. Pensiamo sia stato un bene accantonare la formula tre contro tre, che dopo nove capitoli avrebbe rischiato la standardizzazione....

Caricato il gioco ci apparirà una schermata con tutte le modalità disponibili. Immancabile lo Story Mode, a cui seguiranno il Versus e il Challenge Mode. Quest'ultimo rappresenta una via di gioco alternativa, sulla scia di Soul Calibur, in cui affrontare una serie di missioni specifiche che sbloccheranno svariati goodies (fondali inediti, abiti alternativi per i personaggi). Le opzioni non offrono nulla di particolarmente nuovo, consentendo i classici settaggi sulla disposizione dei tasti e attivazione del force feedback. E poi vi è il gioco, che ci ha sorpreso sin dalle battute iniziali per una attenzione verso il gameplay ragionata, frutto di una attenta rielaborazione delle meccaniche antiprospettiche dei predecessori. I programmatori hanno avuto l'intelligenza di non disperdere il feeling della saga, offrendo ancora tutto il dinamismo che il 2D predispone, ma anche ampliando le azioni possibili e introducendo la possibilità di spostamento laterale. Ogni personaggio è fornito di una incredibile quantità di movenze, speciali e normali, con un notevole repertorio di combo e prese ravvicinate. Il ritmo si mantiene altissimo grazie a una velocità di gioco veramente elevata, che sostiene drammatici corpo a corpo pur mantenendo un certo rigore tecnico e coreografico. Sul profilo strettamente meccanico si registra un efficiente bilanciamento di tutti i personaggi, aventi ognuno un parco mosse competitivo e quasi mai invadente rispetto ai diretti concorrenti. Indubbiamente ci si diverte.

Sorgono alcune riserve sul numero dei combattenti, sparuto se pensiamo alla accozzaglia dei precedenti capitoli, ma è anche vero che la caratterizzazione degli stessi è stata notevolmente approfondita. Ora ogni mossa può contare sul linkaggio di svariate combinazioni, e ogni super è amplificata per fornire maggiore spettacolarità. Ed è sullo spettacolo visivo che SNK Playmore, malgrado il Renderware, ha eretto il suo nuovo pargolo mazzuolatore: animazioni eccellenti, character design fedele alla saga, effetti di luce devastanti e immersivi. Purtroppo gli sfondi non mantengolo la medesima qualità, o quantomeno risultano essere di ispirazione altalenante, mostrando ambienti a tratti eccellenti (vedi il parcheggio sotterraneo), a tratti poveri (il deposito all'aperto). Resta il fatto che, per ogni fondale, troveremo tutta una serie di animazioni rese a 60 fps: elicotteri, uccelli, automobili e chi più ne ha più ne metta. Il motore poligonale scorre via fluido senza mai rallentare, cambiando inquadratura in modo violento, zoomando, ornando lo schermo di potenti effetti luminosi e mostrando in modo dettagliato le grazie delle protagoniste femminili. Noterete subito un bouncing di notevole sballonzolamento e curvature mozzafiato. Certo non siamo sui livelli di dettaglio visti in Soul Calibur II e Tekken 4, ma i modelli poligonali risultano comunque privi di sbavature e assolutamente credibili. Abbastanza anonima, invece, una realizzazione strumentale che risulta essere fastidiosamente simile a quella di Dead Or Alive 2. Malgrado questo piccolo dettaglio, Maximum Impact si mantiene un picchiaduro di assoluto livello. E trattandosi del primo esperimento tridimensionale della saga non possiamo che elogiare SNK Playmore per l'impegno profuso, nonchè attendere con impazienza il prossimo episodio. Se questo è solo il principio ne vedremo delle belle. 

 

 

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PRO

Confezionamento Deluxe

Ottima realizzazione tecnica

Giocabilità sorprendente

CONTRO

Sparuto numero di personaggi

Alcuni sfondi rivedibili

                            

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