KOF
MAXIMUM IMPACT - Limited Edition - La prima novità è che non si
tratta di un titolo di provienienza arcade. Fatto strano trattandosi di un King of
Fighters, ma non poi tanto se pensiamo alla nuova politica attuata da SNK Playmore, che
tende a privilegiare maggiormente il mercato domestico rispetto a quello dei coin op. La
seconda novità risiede nella estetica: completamente poligonale, mutuata dai vari Tekken
e Virtua Fighters, rappresenta la naturale evoluzione della saga dopo dieci anni di
completa bidimensione. KOF Maximum Impact è, in apparenza, un
picchiaduro convenzionale. Dimenticatevi pure degli incontri a squadre perchè adesso
combatteremo nel classico uno contro uno, con personaggi in parte inediti e vecchie
conoscenze rappresentate dai protagonisti chiave, tra cui segnaliamo Terry Bogard, Mai
Shiranui, Iori Yagami e Kyo Kusanagi. Quale primo capitolo di una sicura saga parallela
(il seguito è già stato annunciato) possiamo affermare di essere rimasti favorevolmente
colpiti. Pensiamo sia stato un bene accantonare la formula tre contro tre, che dopo nove
capitoli avrebbe rischiato la standardizzazione....
Caricato il gioco ci apparirà una schermata con tutte le
modalità disponibili. Immancabile lo Story Mode, a cui seguiranno il Versus e il
Challenge Mode. Quest'ultimo rappresenta una via di gioco alternativa, sulla scia di Soul
Calibur, in cui affrontare una serie di missioni specifiche che sbloccheranno svariati goodies
(fondali inediti, abiti alternativi per i personaggi). Le opzioni non offrono nulla
di particolarmente nuovo, consentendo i classici settaggi sulla disposizione dei tasti e
attivazione del force feedback. E poi vi è il gioco, che ci ha sorpreso sin
dalle battute iniziali per una attenzione verso il gameplay ragionata, frutto di una
attenta rielaborazione delle meccaniche antiprospettiche dei predecessori. I programmatori
hanno avuto l'intelligenza di non disperdere il feeling della saga, offrendo ancora tutto
il dinamismo che il 2D predispone, ma anche ampliando le azioni possibili e introducendo
la possibilità di spostamento laterale. Ogni personaggio è fornito di una incredibile
quantità di movenze, speciali e normali, con un notevole repertorio di combo e prese
ravvicinate. Il ritmo si mantiene altissimo grazie a una velocità di gioco veramente
elevata, che sostiene drammatici corpo a corpo pur mantenendo un certo rigore tecnico e
coreografico. Sul profilo strettamente meccanico si registra un efficiente bilanciamento
di tutti i personaggi, aventi ognuno un parco mosse competitivo e quasi mai invadente
rispetto ai diretti concorrenti. Indubbiamente ci si diverte.
Sorgono alcune riserve sul numero dei combattenti, sparuto
se pensiamo alla accozzaglia dei precedenti capitoli, ma è anche vero che la
caratterizzazione degli stessi è stata notevolmente approfondita. Ora ogni mossa può
contare sul linkaggio di svariate combinazioni, e ogni super è amplificata per fornire
maggiore spettacolarità. Ed è sullo spettacolo visivo che SNK Playmore, malgrado il
Renderware, ha eretto il suo nuovo pargolo mazzuolatore: animazioni eccellenti, character
design fedele alla saga, effetti di luce devastanti e immersivi. Purtroppo gli sfondi
non mantengolo la medesima qualità, o quantomeno risultano essere di ispirazione
altalenante, mostrando ambienti a tratti eccellenti (vedi il parcheggio sotterraneo), a
tratti poveri (il deposito all'aperto). Resta il fatto che, per ogni fondale, troveremo
tutta una serie di animazioni rese a 60 fps: elicotteri, uccelli, automobili e chi più ne
ha più ne metta. Il motore poligonale scorre via fluido senza mai rallentare, cambiando
inquadratura in modo violento, zoomando, ornando lo schermo di potenti effetti luminosi e
mostrando in modo dettagliato le grazie delle protagoniste femminili. Noterete subito un bouncing
di notevole sballonzolamento e curvature mozzafiato. Certo non siamo sui livelli di
dettaglio visti in Soul Calibur II e Tekken 4, ma i modelli poligonali
risultano comunque privi di sbavature e assolutamente credibili. Abbastanza anonima,
invece, una realizzazione strumentale che risulta essere fastidiosamente simile a quella
di Dead Or Alive 2. Malgrado questo piccolo dettaglio, Maximum Impact si
mantiene un picchiaduro di assoluto livello. E trattandosi del primo esperimento
tridimensionale della saga non possiamo che elogiare SNK Playmore per l'impegno profuso,
nonchè attendere con impazienza il prossimo episodio. Se questo è solo il principio ne
vedremo delle belle.
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