METROID:
Other M Non di solo voto vive luomo
videoludico. Quindi prima di schizzare a fondo pagina si consideri il videogioco trattato
allinterno di un contesto seriale storicamente importante e non come titolo di
spicco del 2010, che in ogni caso vale la pena giocare. Ma andiamo con ordine. Questo
nuovo capitolo di Metroid si inserisce perfettamente tra la magnificenza tridimensionale
della serie Prime creata dai Retro Studios e gli scattanti episodi in due
dimensioni pubblicati per Game Boy Advance. Il team diretto da Yoshio Sakamoto (Super
Metroid, Metroid Fusion e Zero Mission) era sprovvisto di
unesperienza sufficiente per quanto riguarda la creazione di modelli 3D e
lelaborazione di filmati in computer grafica, per cui era necessario tentare la
strada della collaborazione. Sakamoto trova nel Team Ninja (Ninja Gaiden, Dead
or Alive) il partner ideale per donare una dimensione in più a un gameplay classico
e ancor più adrenalinico rispetto al passato. Se però da una parte abbiamo una sapiente
direzione di gioco che favorisce molto limmedesimazione, dallaltra Metroid non
è più lo stesso quando viene privato quasi del tutto della sua imprescindibile
componente esplorativa.
Quellesplorazione viscerale e necessaria connaturata alla serie è andata via via in
calando col tempo, fino ad arrivare a questo Other M. Praticamente non si
esplora più, o se lo si fa è per acquisire qualche potenziamento secondario non così
difficile da trovare. In un paio di punti bisognerà inventarsi qualcosa di ingegnoso per
proseguire, ma questo non basta. Il dramma è che, nonostante ciò sia giustificato
perfettamente dalla ben realizzata trama di gioco, Samus ha finito di girare per le varie
aree alla ricerca di nuove risorse per la sua Power Suit. Lei possiede già tutte le
abilità possibili e immaginabili, ma non le userà finché il comandante Malkovich
(conosciuto virtualmente in Metroid Fusion, che si colloca
cronologicamente dopo il titolo in esame) non darà il suo permesso. Si snellisce
parecchio lesperienza, che si fa rapida, indolore, ma interessante da un punto di
vista del gameplay. Il sistema di controllo prevede ladozione del solo Wiimote privo
di nunchuck e orientato in orizzontale, proprio come se fosse un tradizionale controller.
I movimenti di Samus sono limitati alle otto direzioni del d-pad, ma ciò non risulta
scomodo e, anzi, la croce direzionale diventa essenziale per le coreografiche e
rapidissime schivate che possiamo fare in ogni momento in prossimità di un attacco
avversario. Oltre a ciò è prevista una ricarica completa dei missili tramite la
pressione del tasto A mentre teniamo il telecomando in verticale. Con lo stesso sistema
possiamo ricaricare lultimo serbatoio di energia quando saremo prossimi alla morte,
un espediente che rende il combattimento imprevedibile e drammatico. Dulcis in fundo,
abbiamo una visuale in prima persona per lanciare missili agganciando i bersagli che si
attiva semplicemente puntando il telecomando verso lo schermo. Linsieme di salti e
combattimenti porta il giocatore a vivere unesperienza appagante da un punto di
vista puramente smanettatorio. Visivamente non si fanno miracoli, il motore grafico è
quello di Ninja Gaiden volutamente sottosfruttato: si vuole conservare un aspetto
spartano, logico e pulito come negli episodi bidimensionali della serie, e persino le
sequenze in computer grafica - comè stato dichiarato da Sakamoto - si adeguano a
questa filosofia per non creare uno stacco eccessivo tra filmati e motore di
gioco. Ciò non toglie che la regia di queste sequenze sia ottima.
A tratti un po lunghi e verbosi, i filmati ci mostrano una Samus pensante e
parlante, con un passato da raccontare e dei sentimenti da esprimere. Cose piuttosto
inedite per la serie, ma che vengono trattate talmente con grazia e rispetto per tutto
ciò che è Metroid da non farci avvertire minimamente alcuna stonatura o incongruenza.
Davvero eccellente in questo senso la direzione di Sakamoto che non perde mai di vista la
sua creatura e riesce addirittura a donarle più luce, al di là di un level design non
allaltezza degli episodi per Game Boy Advance e ben lontano dai fasti di Super
Metroid. Quello che si potrà ricordare come il Metroid con la trama è
in realtà una produzione ben bilanciata nelle sue parti, e anche se non ci troviamo di
fronte a un capolavoro in grado di passare alla storia del videogioco, di certo può dare
quel qualcosa in più anche ai più scafati conoscitori della serie. Other M è qualcosa
di bello, ma non abbastanza. Si è comunque creato un precedente dagli sviluppi
interessanti: chi ha giocato a Corruption avrà compreso che la serie Prime
ha fatto il suo tempo, e il duo SakamotoTeam Ninja potrà concederci senza sforzi un
prossimo, grande, capitolo di Metroid esente da difetti. Acquistare Metroid: Other M oggi
è un sicuro investimento sul futuro della serie.
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