PANZER DRAGOON ORTA

ortacover2.jpg (16240 bytes)Sulla scia di un rinnovato sentiero biotecnologico Smilebit, in collaborazione con Sega, ritorna al passato e realizza un nuovo episodio di Panzer Dragoon in esclusiva su Xbox. Sebbene non sia proprio recente essendo uscito nel 2002, Panzer Dragoon Orta è ancora ai vertici della produzione grafico-artistica della console Microsoft per ambientazioni, caratterizzazioni e soluzioni visive oggettive. In quanto a sostanza il titolo introduce sì nuove caratteristiche ma non si dissocia di netto dai suoi predecessori per Saturn, adducendo una cavalcata arcade di tipo primordiale con linearità latente. Il percorso è ancora predefinito e di conseguenza non dovremo fare altro che sparare. Ma il fascino si innalza grazie a nuovi percorsi e nuove soluzioni ludiche, che variano sulla struttura di gioco creandola polivalente su tre diverse metamorfosi del drago. Le stesse saranno performabili in qualsiasi momento, e quindi starà a noi decidere il momento propizio per un Heavy Dragon o un Glide Dragon, il primo abbastanza distruttivo ma piuttosto macchinoso mentre il secondo molto agile ma con scarsa potenza di fuoco. Tutto già visto, si direbbe....

Oltre alle trasformazioni Smilebit introduce comunque una conformazione di sparo con lock-on, per individuare il nemico e farlo fuori sia con il fuoco del drago, sia con l'equipaggiamento bellico di Orta. In ogni caso la sensazione di battaglia aerea è accentuata dall'altissimo numero di nemici che ci attaccherà, e dal fatto che potremo ruotare liberamente il nostro punto di vista vettoriale. Anche agevolati dal radar, potremo voltarci di 360 gradi e fare fuori le bestiacce che si seguono, realizzando una frenesia ludica raramente raggiunta prima da uno sparatutto non convenzionale. Per ottenere successo nelle varie missioni sarà necessario apprendere l'utilizzo del gleed, una sorta di avanzata rapida che consente di evitare gli attacchi più repentini, e allo stesso tempo di disarcionare i nemici che ci vengono in contro. Soluzione comoda ma limitata da una apposita barra che regola lo stato del gleed, che una volta utilizzato decrementerà il suo status fino al suo completo esaurimento. Per fortuna la barra si ricarica autonomamente nel periodo di inutilizzo, evitando al giocatore la frustrazione di dover usare detta super mossa in una unica soluzione. Divertimento arcade, di fatto, anche più dei predecessori per Saturn grazie al parziale rinnovamente delle modalità di sparo. La velocità è altresì aumentata e il divertimento ne trae giovamento per una rinnovata frenesia e un maggiorato fattore strategico, per quanto l'obiettivo resti sempre lo stesso: sparare a tutto.

Panzer Dragoon Orta ha dalla sua uno stile difficilmente imitabile. Passano gli anni ma grandiosità resta, in una visione paesaggistica imponente nel dettaglio, idilliaca nella drammaticità del volo, pachidermica nella rappresentazione delle strutture. L'arte Smilebit prende forma nella raffinatezza quasi barocca dei castelli volanti e nella conformazione stessa delle creature alate, ricche di una anatomia biotecnologica profanatrice del meccanico ma anche sinuosa nelle animazioni. Sulla qualità delle textures pensiamo che le immagini abbiano già parlato per noi, mentre sui filmati possiamo dire di trovarci allo stato dell'arte del Full Motion Video. Il sentiero epico intrapreso dalla colonna sonora chiude definitivamente il conto per quello che è un capolavoro tecnico assoluto, che ancora una volta è smorzato dall'unico fattore limitante della saga: la manovrabilità. Sebbene siano stati fatti dei progressi in tal senso, la sensazione di trovarsi su di un binario prefissato, senza potersi muovere liberamente negli immensi spazi tridimensionali, limita il divertimento e costringe ad assecondare la inesorabilità dello scrolling. Una lacuna, quest'ultima, imputabile non necessariamente al gioco in sè, quanto alla struttura scelta, che da Space Harrirer in sù non si è mai evoluta per davvero risultando oltremodo limitata rispetto a uno sparatutto a scrolling orizzontale. Un gioco come Panzer Dragoon va accettato per quello che è, ossia una magnifica rappresentazione scenografica di un mondo sfrenatamente fantastico. Un viaggio iconograficamente irripetibile che inevitabilmente trascura il gameplay puro e arcaico in favore degli spazi immensi, delle contee inesplorate, delle creazioni architettoniche avveniristiche. Se da un videogioco cercate questo allora non rimarrete delusi dall'opera Smilebit. In caso contrario non aspettatevi la distruzione tipica degli shooters orizzontali.

 

 

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PRO

Iconograficamente un capolavoro

Eccellente colonna sonora

Buone innovazioni strutturali

CONTRO

Ludicamente ancora limitato...

                
                      

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