OTOGI 2:
Immortal Warriors Se Akira Kurosawa, Peter Jackson e
John Woo cooperassero alla realizzazione di un videogioco, probabilmente verrebbe fuori
qualcosa di molto simile a Otogi 2. From Software ha dato il meglio di sè nella
realizzazione di un titolo estremamente visivo, ricco di virtuosismi tecnici, carico di
fascino mistico, pregno della plasticità fotografica di un dipinto. Come il suo
predecessore, Otogi 2 si immola nella trascendenza medievale del Giappone
incentrando il gameplay nella pura azione del combattimento. Il parco personaggi si
rafforza di cinque nuove unità, ampliando le possibilità ludiche offerte dalla
narrazione e offrendo, tra un livello e l'altro, la scelta tattica più consona alla
successiva distruzione. Perchè il fulcro del gioco è rimasto il medesimo: ripulire
completamente le aree esplorabili e passare oltre. Sembra un po' semplicistico, ma in
realtà nella strutturazione del titolo From Software vi è del metodo. Ed è quel metodo
che scaturisce dalla devastazione degl ambienti, che ai colpi della nosra spada andranno
in pezzi favorendo la scoperta di interessanti oggetti e potenziamenti vari.
Immortal Warriors è un action game dal
forte senso d'impatto. Distruggere i nemici sarà una scalata architettonica verso la
sublimazione delle combo, la catenazione di sequenze armoniose mosse dal vento
indefinibile del mistero. Nella battaglia con le fantasmagoriche creature infernali ciò
che reggerà la azione sarà, più che la nostra sete di distruggimento, lo stile
vagamente etereo dei protagonisti. Il portamento è tutto. From Software ha decretato una
iconografia complementare alla azione, che sostiene il movimento creandolo precetto di una
visione estesa della irrealtà. Ripulire le zone diverrà essenziale non per imposizione
ludica, bensì per giustificazione estetica. Percorreremo larghe vie, sorvoleremo
caseggiati, ponti, monti. E il pallino resterà quello di dovere a tutti i costi scoprire
il mondo successivo per esserne nuovamente soggiogati. Il fascino è estremo. From
Software ha decretato la classificazione del combattimento multidirezionale devoto alle
leggende giapponesi degli Oni, creando simbiosi fra gli aggraziati fendenti del guerriero
e gli intrecci emotivi del racconto. Rispetto al predecessore, Immortal Warriors presta
maggiore attenzione alla storia di fondo pur senza trascurare la azione pura dello
scorrimento. La difficoltà di gioco appare a tratti molto alta, ma non a tal punto da
causare reale frustrazione. Piuttosto, è la gestione delle inquadrature, che sovente
perde di vista il guerriero, a cagionare i maggiori problemi in fase di manovrabilità.
Fortunatamente è possibile "aggiustare il tiro"
tramite lo stick di destra per inquadrare una porzione di schermo più accettabile, ma a
volte il dinamismo degli scontri sarà tale da non concederci il tempo materiale per tali
ripiegamenti. Purtroppo i rallentamenti che affliggevano il primo Otogi persistono anche
in Immortal Warriors, sebbene non incidano più di tanto sulla giocabilità, che si
mantiene allta anche nei momenti di slowdown e durante l'esecuzione delle magie.
Queste ultime concedono alla vista una spettacolarità maestosa, con ogni sorta di
diavoleria che si sprigiona dal nostro potere spirituale, aggredendo i nemici e
sussurrando al nostro belligerare un'aura eterea di invincibilità. La realizzazione
grafica è sublime. I grafici offrono all'utente uno scenario dal dettaglio spazioso e
idilliaco, surreale e ancestrale. L'imponenza dei guerrieri donerà al contesto
scenografico una violenza visiva allucinata, che gioca molto sul taglio prospettico delle
inquadrature per elevare la immagine e consacrare il momento. L'eleganza delle
ambientazioni concede effetti visivi sinuosi e mai esagerati, e mentre la distruzione
degli edifici consacrerà un motore poligonale bene ancorato, le fattezze spaventevoli del
nemico, unite alla magistrale animazione dei protagonisti, consacreranno Immortal Warrior
nell'olimpo delle migliori tecnice visive consumate su XBox. Alla colonna sonora ci si
accosta in modo reverenziale: indubbio il fascino di tutte le sonorità e degli effetti,
che si insinuano nel gioco con il rigore strumentale delle grandi opere sinfoniche. Immortal
Warriors è un titolo di grande fascino. Uscito un po' in sordina sia in Giappone
che negli States, è auspicabile che in Europa possa ottenere quei consensi che ad oggi
gli sono mancati causa un mercato eccessivamente preso dai titoli di richiamo. Se
possedete un XBox dovete avere Otogi 2. Punto.
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