OUTRUN
2006: Coast 2 Coast A un certo punto quella sballata
della nostra ragazza comincia a ondulare le braccia come una discotecara esclamando
"che divertimento!". Intanto il contachilometri supera i trecento orari e la GT
360 si inclina in un derapage che dura mezz'ora lasciando tre chili di sgommata
sull'asfalto. Questo è Outrun 2006: Coast 2 Coast, un folle viaggio
oltre ogni limite e oltre ogni convenzione videoludica. Siamo arrivati al punto in cui ci
si ferma a contemplare il divertimento con il sorriso malinconico di chi
ha oltrepassato una linea di confine, ben sapendo che il miracolo non si ripeterà. Per
Outrun 2006: Coast 2 Coast decideremo noi per tutti, e che tutti, per una volta, stiano a
sentire. Qui non si tratta di valutare un videogioco e sputtanarlo con votacci in stile
Future Media, bensì di guidare la massa priva di cervello verso un titolo che racchiude
in sè tutto il percorso filosofico e artistico di Sega e tutto il significato intrinseco
di "gioco di guida". Non pensavamo, francamente, che si potesse migliorare una
pietra miliare come Outrun 2, eppure
eccoci qua a toccare con mano il seme della evoluzione made in Sega......
Per chi fosse ignaro della genesi arcade del titolo ivi recensito rammentiamo che si tratta, sostanzialmente, della conversione di Outrun 2 SP, uscito su hardware Chihiro agli inizi del 2005. Il porting è stato ancora un avolta affidato alla ottima Sumo Digital, che quantomeno per la versione XBox da noi testata non ha avuto eccessivi problemi date le forti similitudini tra l'hardware da sala e la console Microsoft. Ma si parlava di evoluzione. Ebbene le modifiche apportate al sistema di controllo, che era anche il punto di forza di Outrun 2, riguardano il "linkaggio" delle derapate nella fase di doppia inclinazione (doppia curva), che adesso avviene con slide ancora più fluidi, e l'assestamento della macchina nelle curve intermedie, che tendono a non rallentare la stessa eccessivamente permettendo una traiettoria gestibile e "personalizzabile". Genesi della perfezione. In Outrun 2006 è comunque contenuto Outrun 2, che naturalmente si avvantaggia di tutte le migliorie - anche grafiche - apportate alla versione SP. E su quest'ultima ci soffermiamo per decantarne il level design supremo, che vede la nostra Ferrari affrontare curve interminabili, dossi pazzeschi, tunnel scavati negli alberi, strade innevate, cantieri e spiaggie su Long Beach e quant'altro di spettacolare possa offrire il territorio americano, comprese le piramidi Azteche e la base di lancio dello Shuttle. Tra le modalità di gioco vi sono ancora le "missioni", che consentiranno l'accumolo di danaro utile all'acquisto di materiale extra..... La forma monetaria di Outrun 2006 viene calcolata in miglia. Vinta una missione ce ne vengono attribuite in proporzione alla nostra abilità. Ma non è questa la chiave del divertimento cagionato dal titolo Sega. Divertimento, per Outrun 2006, è creare simbiosi tra occhio e sistema di controllo, in modo che velocità, incrementata di un buon 20% rispetto alla precedente versione, divenga impugnabile anche a 320 orari. E' stata introdotta la possibilità, estremamente gradita, di affrontare tutti e 15 i tracciati in successione, per una maratona corsistica che conceda l'intero splendore delle scenografie senza affrontare diramazioni. Una grafica impensabile quella di Outrun 2006, insostenibile per dettaglio ed estensione, commovente nelle panoramiche tutte. La bellezza iconografica raggiunta travalica il fotorealismo, attraversa i limiti tecnologici della piattaforma ospite giustificandone l'esistenza più e più volte. I fotogrammi per secondo saranno mille, altro che sessanta, e spesso metti in pausa e ti chiedi: "ma è possibile tutto ciò?". Il sonoro segue le variazioni metereologiche offrendo all'interlocutore degli effetti dal realismo spaventoso, mentre le musiche rendono omaggio anche agli episodi "classici" della saga riscoprendo un brano del calibro di Keep Your Heart (1989, Turbo Outrun). Outrun 2006: Coast 2 Coast va giocato con il vento nei capelli e il gomito fuori dal finestrino, nel pieno della sbruffonaggine anni '80, fregandosene del mondo, sfrecciando all'infinito senza la preoccupazione di dovere arrivare. Siamo dinnanzi a un titolo la cui fine corrisponde al punto di arrivo del gioco di guida stesso, il punto più alto concepibile da un videogioco di genere. Coast 2 Coast non venderà un cazzo, un po' come accaduto per Outrun 2, ma in un certo senso è meglio così, perchè dubitiamo che un tale capolavoro possa essere universalmente compreso.
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CONTRO |
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