THE HOUSE
OF THE DEAD OVERKILL Bella sfiga il progetto
Grindhouse, fallimento in America e mezzo fallimento in Europa: il grande pubblico
americano, tanto per cambiare, non ha assecondato gli intenti della coppia
Tarantino-Rodriguez. Il grande pubblico europeo, dal conto suo, non ha potuto che
incazzarsi per la proiezione separata dei due segmenti, concepiti originariamente per una
visione congiunta. È quindi uno sbeffeggio il successo globale del nuovo capitolo di
House of the Dead che, sia per contenuti che per spessore ludico, altri non è che il
tributo giocato al cinema dei doppi spettacoli americani, ed in particolare al tributo di
Rodriguez. Un tributo al tributo insomma: sembra quasi che Headstrong Games ci
sbatta in faccia la sua idea di Videogioco, cioè che, per partorire un gioco di culto,
non solo non sia necessario innovare ma sia sufficiente riciclare (o, più elegantemente
omaggiare). Questa volta AM1 non centra col nuovo House of the
Dead: impossibilitata ad una conversione fedele del quarto episodio da sala, Sega ha
affidato al team inglese il nuovo episodio esclusivo per Wii. Ed è stata lungimirante
perché Overkill è tutto ciò che gli (scontenti) possessori del Wii aspettavano da
tempo: uno sparatutto da bar ottimamente orchestrato, violento, frenetico e
multigiocatore. E privo delle censure imposte dalla politica Nintendo rivolta a famiglie
Panariello-addicted, attratte in massa dallo yoga e da un irrefrenabile bisogno di
quantificare la propria età cerebrale.
E allora in Overkill si prende il wiimote, lo si infila nella Hand Cannon (indispensabile pistola/pezzo di plastica prodotto per loccasione da Sega) e, nei panni di unagente G alle prime armi e del suo partner Isaac Washington si fa piazza pulita degli zombies che infestano Bayou City: ringraziamo gli esperimenti genetici condotti dalla nuova icona Papa Ceasar per aver aggiunto altri zombies al mondo dei videogiochi. Sette livelli, ognuno a rappresentare un episodio di una fantomatica serie cinematografica dei vecchi drive-in, dove si spara a (quasi) tutto ciò che si muove, dove il sangue sgorga in abbondanza e dove i dialoghi tra G e Washington, infarciti da parolacce, riferimenti sessuali e tutto ciò che si può cercare in un B-movie, fanno apparire il buon Conti un galantuomo dai modi raffinati. La formula è la medesima degli House of the Dead incontrati in sala: il gioco è rigorosamente su binari (è possibile affacciarsi attorno puntando larma oltre lo schermo), larma utilizzata ha un massimo di colpi per ogni caricatore, lo sparacchiamento è generoso. Ci si dimentichi i controlli raffinati e, nel suo genere, complessi di Umbrella Chronicles (coltello in una mano, armi da fuoco nellaltra), ci si dimentichi la sua estetica lucida e patinata, i filmati in computer grafica. Ci si dimentichi i momenti di lenta esplorazione nei quali Rebecca ammorba con noiose vicissitudini sui retroscena dellombrello, mentre distruggiamo candelabri e finestre con la speranza di trovare armi, erbette e bonus di vario genere. Perché in Overkill si trova solo ignoranza, violenza e grafica sporca (con tanto di effetto pellicola rovinata), geniale escamotage per nascondere lobsolescenza della macchina Nintendo. Peccato solo per il sistema di puntamento, unico tallone dachille del gioco: calibrare larma con una certa precisione risulta pressochè impossibile. Il giocatore navigato sa bene che il wiimote è solo una lontana approssimazione di una light gun e sa quindi che, disabilitando il puntare (sì, il puntatore si può disabilitare), i colpi perderanno notevolmente in precisione. Fortuna che la difficoltà è nettamente inferiore alla media degli House of the Dead arcade. È come se Headstrong Games avesse pensato ok il wiimote è una merda, lo sappiamo tutti: allora bilanciamo il gioco rendendolo più semplice dei vecchi classici con light gun. Sta di fatto che lobiettivo è stato raggiunto. Impossibile non innamorarsi della volgarità delle
situazioni, dellatmosfera da B-movie, del funky anni 70 che da solo vale il
prezzo del biglietto (tanto che non potevamo non condividerla coi nostri lettori: la
colonna sonora è disponibile su retrogamer.it). Impossibile non contemplare la bontà del
motore grafico che, seppur con sporadici rallentamenti, tiene insieme una regia dinamica
piuttosto degna, che permette a grappoli di zombies di correrci incontro da ogni pertugio.
In Overkill si è davvero nellospedale di Planet Terror con un fucile semiautomatico
in una mano e una Magnum nellaltra in attesa di amputare arti a infermiere, medici e
pazienti. Il dinamismo di Overkill è impressionante: i livelli, tutti decisamente
ispirati, scorrono velocemente, così velocemente da non concedere il tempo di contemplare
il sangue rappreso sulle pareti, sui tavoli e sui lampadari. Ma la breve durata della
esperienza e la relativa facilità sono peccati veniali che si perdonano presto ad Headstrong
Games. Perché ci rigiocherete e ci rigiocherete. Ripercorrerete tutti e sette i
livelli nella modalità Directors Cut, vorrete provare tutte le armi di
distruzione di massa, desidererete potenziarle e bramerete la modalità dual-wield per
giocare con due armi contemporaneamente (una per ogni mano) e raggiungere così un
potenziale bellico di tracotante portata. Totalizzando nuove combo e battendo nuovi record
sboccherete contenuti extra come filmati, art work e modelli dei personaggi: ma non lo
farete per questo. Lo farete perché va fatto e basta. Che siate soli o in compagnia, che
amiate il genere oppure no lHouse of the Dead di Headstrong Games
è un titolo imprescindibile per la dose massiccia di violenza gratuita che è in grado di
liberare e per il seguente appagamento.
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PRO |
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Molto Rodriguez |
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Parecchio sangue |
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Parecchia carne putrida |
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CONTRO |
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Il wiimote |
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