P.N. 03

pncover2.JPG (14882 bytes)P.N. 03 non ha avuto vita facile perchè, paradossalmente, non è un titolo moderno. Capcom si è ispirata a un tipo di sparatutto concettualmente retrò, piuttosto lineare nel suo svolgimento a successione di quadri asettici. Lo stile rimanda a una fantascienza minimalista che rispolvera la curvatura architettonica di Spazio 1999, pur meccanizzando un contesto che diventa più metallaro e spregiudicato. Perchè in P.N. 03 tutto è incentrato sulle movenze della protagonista che balla e spara, che mostra le sue grazie trasformando la esperienza di gioco in una sorta di musical futuristico. Fatto inusuale. Capcom non ha sfruttato eccessivamente le risorse del cubo, ma è stata attenta a creare uno stile che non fosse facilmente imitabile da altri videogiochi, e che non fosse già stato sfruttato. Il gioco convince. Bando ai commenti poco entusiastici di note riviste del settore, giacchè Capcom non voleva certo creare uno sparatutto in prima persona sullo stile di Halo. E su queste prospettive di mercato P.N. 03 riesce a ricavare originalità su diversi fronti, malgrado il suo assetto arcade unilaterale.

P.N. 03 è uno sparatutto classico. Niente ricerca, niente strategia, niente innovazione. In realtà è come se la tridimensionalità del titolo fosse stata riadattata da una visione ludica bidimensionale (sparatutto in verticale) per assecondare gli estetismi moderni. La semplicità di fondo del gioco Capcom ci riporta indietro di qualche anno, nel periodo in cui Xybots poteva dirsi shoot'em up in soggettiva piuttosto originale. Siamo convinti che Capcom abbia considerato la retroludicità annessa per produrre una immediatezza priva di fronzoli, in cui bisognasse semplicemente sparare e schivare i proiettili avversari: si accomodino. Abbiamo apprezzato il sistema di controllo calibrato sapientemente, con lo stick di destra per cambiare inquadratura e la perfetta risposta ai comandi. Abbiamo apprezzato la frenesia con cui tutto si muove, che concede al giocatore pochi attimi per pensare. E abbiamo apprezzato l'interscambiabilità delle tute, che offrono di volta in volta modalità di attacco differenti. Ciò che limiterebbe in qualche modo P.N. 03 è la monotonia schemtizzante delle situazioni, ma per quanto ci riguarda scansarsi e sparare offre quel tipo di divertimento essenziale che abbiamo sempre preteso da un giochino. Eseguire lo strife (schivata laterale) esalta quanto annichilire un cane macchina con una super mossa. Puro gameplay. Non ci saremmo sorpresi se lo sparatutto Capcom fosse stato traslato da un arcade omonimo tanto è immediato, fruibile e istintivo....

Vanessa Z. Schneider giustifica da sola l'acquisto del titolo. La vedremo prodigarsi in movenze ammiccanti e feline al contempo, con una animazione che esalta la sua femminilità che fa molto girl power. Dall'inizio risulta chiaro che Capcom ha posto il personaggio principale come icona universale del gioco, realizzando quest'ulitmo in funzione delle grazie di Vanessa. Se quindi avvertiremo, nell'incedere, delle scenografie non troppo varie e un po' zigrinate (persistente l'aliasing) non dovremmo prendercela più di tanto perchè, appunto, gli sfondi risultano dinamicamente trascurabili. Presi dall'azione, e dalle mosse di Vanessa, quasi non faremo caso al dettaglio degli ambienti tuffandoci a capofitto nelle sequenze stylish alla Devil May Cry. E non è un caso che il realizzatore di quest'ultimo sia quello stesso, ispirato, Shinji Mikami che ha donato linfa vitale a P.N. 03. Lo stile grafico adottato è comunque di indubbia classe: gli ambienti chiusi, fatti di tunnel infiniti e pareti in tonalità di grigio, rendono l'idea di un luogo inquietante governato dalle macchine e illuminato da luce artificiale. Non vi sono spazi aperti in P.N. 03, nè tantomeno varianti estetiche sul design dei robot e dei mezzi corazzati. Pensiamo sia una precisa scelta artistica di Mikami, che ha insistito nella coerenza scenografica pur variando, inevitabilmente, nella disposizione degli ostacoli e dei nemici. La colonna sonora incalzante, di suo, accresce ancora di più la atmosfera generale, disegnando un profilo timbrico adeguato ai fondali e mai così azzeccato per concezione. Avrete a questo punto intuito quali siano le qualità di questo P.N. 03, titolo squisitamente hardcore appositamente studiato per il Gamecube, e di conseguenza non proprio indirizzato a tutti. E il fatto che non sia mai stato convertito per i rimanenti sistemi a 128 bit lascia intravvedere la sua unicità.

                             

 

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PRO

Vanessa Z. Schneider

Estremamente giocabile

Coreograficamente stiloso

CONTRO

Qualche "scaletta" di troppo...

                     
                      

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Note di produzione