R: RACING EVOLUTION

racingevolutioncover2.JPG (17710 bytes)Il binomio "ragazze succinte e motori" ha da sempre favorito la affermazione dei corsistici della Namco. Quindi non sorprende ritrovare, in R: Racing Evolution, i classici filmati in CG ammiccanti e spettacolari, quegli stessi che ai tempi di PSX avevano lasciato gridare al miracolo. Per virtuosismi registici non siamo ancora sui livelli di R4, ma di certo la realizzazione tecnica di questi filmati è ancora apprezzabile, e rappresenta un buon incentivo alla continuazione del gioco. Ne deduciamo che, il titolo in sè, non offra quella grande esperienza arcade prodotta nei vari Ridge Racer, e che il divertimento sia snaturato proprio dalla volontà di accantonare in toto le meccaniche della storica saga Namco. R: Racing Evolution è un ibrido. Una mistura pseudo-simulativa che cerca di addentrarsi superficialmente nella fisica dinamica di un Gran Turismo pur mantenendo una direzione semplificata nelle sterzate in curva. Obiettivamente si tratta di un titolo giocabile e moderatamente divertente. Ma da Namco, in sincerità, è lecito attendersi di più. E' lecito auspicare gare veloci e sfrenate, irrealistiche e realmente arcade.

Le opzioni standard delle competizioni su quattro ruote simulate restano tali: Time Attack, Arcade e Versus. Ma non è precisamente tutto perchè Namco, cercando di valorizzare il ruolo della protagonista femminile Rena - con tutto un suo background a dir poco bizzarro, in cui la si vede diventare pilota di superbolidi quasi per caso - crea ad hoc una modalità "carriera" suddivisa in capitoli, come se si trattasse di un romanzo interattivo. Una buona idea, per altro sviluppata piuttosto bene, che vede il graduale avvicinamento di Rena al successo planetario come una neo-Danica Patrick dalle forme ancora più provocanti. La "fase di contorno", dal design dei menu, al character design delle ragazze, alle musiche che accompagnano la navigazione tra le opzioni denuncia una grandissima cura per i particolari (il discorso vale anche per la sobria confezione), predisponendo così amichevolmente al gioco vero e proprio. Si resta delusi, allora, quando ci si rende conto che il modello di guida non è così efficace, e che per padroneggiarlo si debba venire a compromessi con il divertimento stesso. Laddove una stringa regolatrice rilevi il livello di inclinazione analogico del joypad - o di un eventuale volante -, mettendo a nudo una ricercatezza oggettiva sui modelli dinamici, la approssimazione con cui le autovetture seguono le traiettorie, dissestandosi a fatica pure nelle curve che favorirebbero la inclinazione centrifuga, rende ogni gara poco attraente.

Ma il principale difetto di R: RE sta nella scarsa sensazione di velocità fornita. Forse per via di un posizionamento "allargato" delle texture perimetrali, sfrecciare anche a 300 Km all'ora non comporta evidenti cambiamenti nell'ambiente di guida, nè concreti dissesti della macchina nell'atto della frenata compulsiva. La semplificazione del sistema di controllo incide in negativo per la esperienza di guida, che non presenta nè la cattiveria irrealista di un Ridge Racer nè la precisione direzionale di un Gran Turismo. R: Racing Evolution resta nel mezzo negandosi una reale identità ludica e preferendo rimanere, in questo modo, nella superficialità. E questo è male perchè non si può dire che il medesimo criterio sia stato adottato nella realizzazione tecnica. Difatti il motore tridimensionale del titolo Namco sfoggia con nonchalance ben sessanta fotogrammi per secondo, e quindi una fluidità ben superiore a titoli dal budget realizzativo più importante quali Project Gotham 2 e Forza Motorsport. Il dettaglio è inoltre molto buono, pur con qualche calo di tono in taluni ambienti poco variegati, mostrante tessiture nitide, riflettenti e in tutto fotorealistiche. Splendidi risultano i modelli poligonali degli automezzi - tutti regolarmente licenziati -, il cui posteriore concede quei particolari, come i bollini di scuderia o le striature nella carrozzeria, che vanno a incidere positivamente sul comparto estetico generale. La realizzazione sonora si avvale altresì di una ottima mescolanza di effetti e musiche ispirate, pertanto resta ancora più forte il rammarico per un racing game che avrebbe potuto assurgere a ben altro posizionamento sul mercato se solo supportato da una progettazione meno pretenziosa. Un gioco discreto quindi, sicuramente migliore di Enthusia, ma anche palesemente inferiore a un Ridge Racer qualsiasi.

 

 

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PRO

Ottima realizzazione tecnica

Eccellenti sequenze in CG

Piuttosto longevo

CONTRO

Sistema di controllo ampiamente

rivedibile

                  

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Note di produzione