RATCHET
& CLANK Ci ricordiamo di Insomniac Games
per la serie di Spyro the Dragon apparsa su PSOne. Studiato per un target
abbondantemente minorenne, Spyro
conquistò agevolmente la fascia d'utenza desiderata, generalmente all'oscuro
dell'esistenza di Mario 64. Finito il periodo di rodaggio di PS2, Insomniac
decide di creare un nuovo titolo sfruttando in licenza il kit di sviluppo dei colleghi
Naughty Dog, gli sviluppatori di Crash Bandicoot, impegnati a loro volta
nel dar vita a Jak & Daxter. Nasce così il diretto concorrente Ratchet
& Clank, action game tridimensionale che vede protagonisti un peloso e
simpatico alieno affiancato dalla sua superaccessoriata controparte meccanica. In un
futuro parodistico, il dinamico duo si accinge a salvare la galassia dalle minacce del
cattivo di turno: trama scontata, ma che viene raccontata con abilità quasi disneyana,
complice una superba direzione del doppiaggio. Mettici un motore grafico fluido,
animazioni brillanti, musiche molto più che orecchiabili, ilarità e varietà di
situazioni, e salta fuori che Ratchet & Clank viene apprezzato pure in Giappone.
Certo, Edge (o Videogiochi, che è lo stesso) vi viene a
raccontare che è piaciuto ai giapponesi perché i poverini sono tutti affetti da motion
sickness, e hanno bisogno di videogiochi dotati di un cambio di prospettiva
graduale e armonioso. Noi invece vi diremo che ai giapponesi piace il videogioco armonioso
e basta, capace di proporre un mondo virtuale accessibile, giocabile e credibile. La sorniona follia di armi e gadget risulta esilarante
anche per il più scafato hardcore gamer. Avremo a disposizione un'estrema varietà di
oggetti, tra cui citiamo il Risucchiatore, che permette di utilizzare i nemici come
proiettili, un clone olografico alla Total Recall, un rampino, nonché la Vis-Bomba,
missile teleguidato che fa il verso al celeberrimo Nikita visto in Metal Gear Solid. Pare
non ci sia un limite alla verve del team Insomniac, ma nonostante ciò la serie di Ratchet
& Clank ha subito un inevitabile deterioramento, spostando sempre di più l'ago della
bilancia sull'azione blastatoria e sul deathmatch online. L'ultimo nato, Ratchet
Gladiator, è infatti una sorta di Unreal Tournament nemmeno troppo
parodistico, con controlli dotati di strafe laterale e visuale in prima persona
opzionabile. In quanto a progetti futuri, il team pare appunto tornare alle origini della
sua carriera con il genere FPS (ricordiamo il debutto su PSOne con Disruptor)
avendo perlomeno il coraggio di proporre una nuova serie ad ogni cambio generazionale.
Tirando le somme, Ratchet & Clank è un titolo godibile anche da chi ha vent'anni di
esperienze virtuali alle spalle, sebbene il fattore sfida sia calibrato per un'utenza
giovanissima. La quale nel caso non riesca a digerire il retrogaming, troverà
un'occasione di formazione ludica molto più dignitosa e intelligente rispetto a quella
offerta da videogiochi per maggiorenni che campano essenzialmente grazie al consenso di
ragazzini in età prepuberale (qualcuno inveisce contro Sant'Andrea). Un binomio di forma
e sostanza che nel mercato odierno si scorge raramente, e che merita un riconoscimento per
il suo estro tecnico e ludco.
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PRO |
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Ottima regia di gioco |
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Stile visivo azzeccato |
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Giocabile e simpatico |
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CONTRO |
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Fattore sfida per neoutenti |
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