RATCHET & CLANK

colossuscover2.jpg (21024 bytes)Ci ricordiamo di Insomniac Games per la serie di Spyro the Dragon apparsa su PSOne. Studiato per un target abbondantemente minorenne, Spyro conquistò agevolmente la fascia d'utenza desiderata, generalmente all'oscuro dell'esistenza di Mario 64. Finito il periodo di rodaggio di PS2, Insomniac decide di creare un nuovo titolo sfruttando in licenza il kit di sviluppo dei colleghi Naughty Dog, gli sviluppatori di Crash Bandicoot, impegnati a loro volta nel dar vita a Jak & Daxter. Nasce così il diretto concorrente Ratchet & Clank, action game tridimensionale che vede protagonisti un peloso e simpatico alieno affiancato dalla sua superaccessoriata controparte meccanica. In un futuro parodistico, il dinamico duo si accinge a salvare la galassia dalle minacce del cattivo di turno: trama scontata, ma che viene raccontata con abilità quasi disneyana, complice una superba direzione del doppiaggio. Mettici un motore grafico fluido, animazioni brillanti, musiche molto più che orecchiabili, ilarità e varietà di situazioni, e salta fuori che Ratchet & Clank viene apprezzato pure in Giappone.

Certo, Edge (o Videogiochi, che è lo stesso) vi viene a raccontare che è piaciuto ai giapponesi perché i poverini sono tutti affetti da motion sickness, e hanno bisogno di videogiochi dotati di un cambio di prospettiva graduale e armonioso. Noi invece vi diremo che ai giapponesi piace il videogioco armonioso e basta, capace di proporre un mondo virtuale accessibile, giocabile e credibile.
Ratchet & Clank combina elementi già visti con idee notevolmente creative in maniera impeccabile, forgiando una miscela di situazioni variegate dal ritmo mai abbioccante. Si sparacchia parecchio, e si mena anche, ma ciò che piace è la struttura non lineare dei compiti da svolgere all'interno di un livello. Molto semplicemente, una volta sbarcati su di un nuovo pianeta, potremo scegliere un percorso ad esclusione degli altri. Giunti al termine del trancio di livello otterremo un oggetto chiave, oppure le coordinate per raggiungere un altro sistema. Viene aggiunto in questo modo un pizzico di logica adventure al nostro tragitto: capiterà ad esempio di sbarcare su di un nuovo mondo, ma di non poterlo esplorare per via di un gas irrespirabile. Dovremo quindi procurarci un respiratore da qualche altra parte. Esiste anche una gestione monetaria che permette di acquistare armi e bagagli di vario genere, tra cui un volopattino in tutto e per tutto simile a quello visto in Ritorno al Futuro. Chiamato Hoverboard, ci permetterà di gareggiare in circuiti particolari al fine proseguire il gioco o per guadagnare dei Bolt extra.

La sorniona follia di armi e gadget risulta esilarante anche per il più scafato hardcore gamer. Avremo a disposizione un'estrema varietà di oggetti, tra cui citiamo il Risucchiatore, che permette di utilizzare i nemici come proiettili, un clone olografico alla Total Recall, un rampino, nonché la Vis-Bomba, missile teleguidato che fa il verso al celeberrimo Nikita visto in Metal Gear Solid. Pare non ci sia un limite alla verve del team Insomniac, ma nonostante ciò la serie di Ratchet & Clank ha subito un inevitabile deterioramento, spostando sempre di più l'ago della bilancia sull'azione blastatoria e sul deathmatch online. L'ultimo nato, Ratchet Gladiator, è infatti una sorta di Unreal Tournament nemmeno troppo parodistico, con controlli dotati di strafe laterale e visuale in prima persona opzionabile. In quanto a progetti futuri, il team pare appunto tornare alle origini della sua carriera con il genere FPS (ricordiamo il debutto su PSOne con Disruptor) avendo perlomeno il coraggio di proporre una nuova serie ad ogni cambio generazionale. Tirando le somme, Ratchet & Clank è un titolo godibile anche da chi ha vent'anni di esperienze virtuali alle spalle, sebbene il fattore sfida sia calibrato per un'utenza giovanissima. La quale nel caso non riesca a digerire il retrogaming, troverà un'occasione di formazione ludica molto più dignitosa e intelligente rispetto a quella offerta da videogiochi per maggiorenni che campano essenzialmente grazie al consenso di ragazzini in età prepuberale (qualcuno inveisce contro Sant'Andrea). Un binomio di forma e sostanza che nel mercato odierno si scorge raramente, e che merita un riconoscimento per il suo estro tecnico e ludco.



 

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PRO

Ottima regia di gioco

Stile visivo azzeccato

Giocabile e simpatico

CONTRO

Fattore sfida per neoutenti

                          
                          

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