KOF MAXIMUM IMPACT Regulation "A" Quando un videogioco basato sulle
mazzate si limita a offrire una unica modalità a giocatore singolo e un comparto opzioni
ridotto all'osso si è propensi, solitamente, per una allegra stroncatura. Solitamente. Ma
non nel caso di KOF Maximum Impact Regulation "A", distribuito
simultaneamente in versione coin-op e Playstation 2 nel Luglio del 2007. Ufficialmente
questo "update" di Maximum
Impact 2 sancirebbe il passaggio in sala giochi del franchise parallelo
alla saga regolare di King Of Fighters, dopo gli anni di "emarginazione"
domestica. Tuttavia, dietro una operazione che potremmo definire di propaganda
trasversale, si cela l'episodio meglio riuscito della serie. Le aggiunte, le
modificazioni, le trasformazioni portate oltre il secondo capitolo si realizzano
funzionali alla edificazione di un gameplay definitivamente dinamico, basato sul linkaggio
ramificato di centinaia di combinazioni di attacco. La semplicità elementare del
sistema di controllo a quattro tasti, attraverso cui è possibile performare un castello
di coreografie sensazionali, implica una fase di apprendimento sorprendentemente breve.
In Regulation "A" SNK Playmore torna sui suoi passi. Difatti con la reintroduzione della regola del team battle tre contro tre, a questo punto non casuale visto il ritorno al formato coin-op, si rimescolano le tempistiche dello scontro e si promuove contestualmente la turnazione introdotta nel '94. In aggiunta a ciò, vengono ripescati tre personaggi provenienti dalla saga di Fighter's History (Ash Crimson, Blue Mary e Makoto Mizoguchi) e immesso un lottatore completamente nuovo, tale Xiao Lon. Sulle manovre essenziali di spostamento ed esecuzione, per quanto continuative del Maximum Impact 2, ci si avvede di un certo numero di mosse inedite per lottatore, che comprendono nuove super e nuove combinazioni. Curiosamente, in single player è possibile affrontare il solo "attacco al tempo", non essendovi traccia nè di uno Story Mode nè di un Survival, benchè optando per il Versus ci si sceglie il proprio opponente a piacimento con la possibile variante dell'uno contro uno. La assenza di una vasta possibilità di sfida in singolo non rappresenta un reale limite di interazione: Regulation A è un titolo con la spina dorsale, che non punta sulle modalità extra perchè, semplicemente, non ne ha bisogno. E' la sostanza a premiare la opera di SNK Playmore: il vuoto lasciato dalle vie di gioco alternative viene ampiamente colmato da una quantità di mosse, e di potenziali strategie, difficilmente vista in altri esemplari di beat'em up dal maggiore blasone. Per offrire un quadro esauriente sul tipo di picchiaduro preso in esame, basti sapere che gran parte delle sequenze di combo principali vengono determinate premendo lo stick in avanti e alternando i tasti dei pugni e dei calci, a seconda della tecnica di combattimento del lottatore selezionato. Regulation A si riassume in tre parole: semplicità, velocità, frenesia. Anche se immerso in un delirio di tecnicismo di alta manovalanza tridimensionale, e pure mantenendosi nella ristretta fascia dei beat'em up per giocatori non casuali, la opera di Playmore riesce a soggiogare chiunque osi accostarvisi. E' una questione di affinità a primo impatto, di magnetismo stylish tipicamente nippo, di pulsioni primordiali che portino a uno spamming combo alieno, esasperato. Piuttosto indicato un joystick a microswitch, che faccia rumore, che si congiunga alla violenza visiva fatta di poligoni sparati a tutto schermo e caratterizzazioni estreme. I quarantuno protagonisti si prendono tutta la scena già dalla schermata di selezione, mostrandosi raffinati nel tratteggio visagista in full screen: impossibile resistere. A match cominciato l'occhio cade sulla eleganza delle anatomie poligonali e la nitidezza delle tessiture, ma è quando i personaggi cominciano a muoversi in questa danza di capriole, super salti e fasci luminosi che si apprende della reale imponenza estetica dispensata dal team creativo. Poco importa se qualche fondale non sia particolarmente ispirato, perchè vi è lo stage urbano di Dotombori a decidere per tutti e a realizzare una definitiva e cumulativa eccellenza scenografica. KOF Maximum Impact Regulation "A" porta il picchiaduro tridimensionale a incontri su di un livello superiore, surclassando sul medesimo campo da gioco la stessa Namco e divenendo il primo titolo originale di SNK Playmore a potersi definire capolavoro.
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PRO |
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Sistema di combattimento |
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elementare e allo stesso tempo |
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complesso |
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Estetica di grandissimo impatto |
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CONTRO |
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Gioco online riservato al Giappone |
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