RESIDENT EVIL ZERO

residentcover2.JPG (16016 bytes)Importante tappa per la autodeterminazione della saga, Resident Evil Zero introduce e rinnova. Introduce un secondo giocatore attivo nella azione e rinnova con la combinazione ludica del "doppio". Protagonisti della vicenda Billy Coen e Rebecca Chambers, membri della S.T.A.R.S. Ora la avventura prenderà forma imparando a comandare entrambi (con il tasto X potremo alternarne la guida) per combinare le loro abilità e perlustrare la estesa mappa concessaci da Capcom. Indubbiamente si tratta di un prodotto "serio", studiato ancora sul motore pre-renderizzato dei primi Resident Evil ma sicuramente acconcio alle capacità grafiche del Gamecube. Gli amanti della saga ci andranno a nozze ma arriveranno a storcere il naso quando apprenderanno che di novità strutturali, a parte il secondo giocatore, di fatto non ve ne sono. Il sistema di controllo è rimasto invariato, così come l'irritante passaggio tra le porte (e relativo caricamento) e una certa macchinosità a muovere i personaggi negli spazi brevi. Fatto incontestabile è che la immersione al gioco è totale e che l'atmofera raggiunge vette allarmanti.

L'introduzione al gioco è ormai un cult: lanciati a folle velocità su di un treno passeggeri pregno di zombie, dovremo cercare di restare vivi e al contempo dovremo trovare il modo di scendere sulla terra ferma. Il gioco ci chiederà con quale personaggio vorremo iniziare la avventura per poi lasciarci piena libertà di scelta nelle fasi immediatamente successive. Ma l'introduzione di questo dualismo non è da considerarsi un semplice ornamento, perchè in molte fasi di gioco sarà necessario agire simultaneamente (azionando due leve o premendo due pulsanti in modo sincronizzato). E ancora, capiterà che uno dei due membri della S.T.A.R.S. resti imprigionato in una stanza con ascensore non attivabile dall'interno. A questo punto dovremo cercare un oggetto che scadini la serratura dall'esterno, poggiarlo su piano ascensore e premere la X. Ora, alla guida del secondo personaggio, attiveremo l'ascensore, prenderemo l'oggetto e apriremo la porta in cui ci trovavamo inizialmente con il primo giocatore. Semplicemente geniale. L'uso della mappa si rivela fondamentale per non perdere l'orientamento e trovare subito lo spiraglio non ancora esplorato, e intanto la opprimente claustrofobia malaticcia dei corridoi si fa sempre più marcata trasmettendo una sensazione di forte angoscia. E' in questo fattore che riesiede il pregio maggiore della saga. E' nella efficace edificazione emotiva che Capcom ha costruito, con merito, le fortune di Resident Evil.

Resident Evil Zero è una avventura complessa e discretamente longeva. Dovremo affrontare le creature più disgustose e reggere il grande quantitativo di sangue che, come sempre, inonderà ogni pertugio. La contaminazione biologica è ancora più evidente che in passato, tanto che ci capiterà di affrontare insetti giganti mutati e incroci bestiferi dal realismo carnale impressionante. Le munizioni vengolo elargite come sempre col contagocce, e non di rado ci troveremo a secco nel bel mezzo della sparatoria. Se è vero che Capcom ha fatto si che ogni caricatore basti per l'abbattimento dei nemici dislocati in zona, è altrettanto irritante il fatto che ogni colpo sparato a vuoto si ripercuota direttamente (e pesantemente) sull'esito finale degli scontri a fuoco. Impeccabile sovviene essere, invece, la realizzazione tecnica generale. Per quanto ancora renderizzati, gli sfondi assumono una corposità tangibile e un dettaglio fuori parametro. Incredibili, assolutamente incredibili, le animazioni di contorno alla scena: vedremo caldelabri penzolare, piccoli oggetti sussultare alle vibrazioni del tavolo, ambienti esterni subire cambiamenti metereologici. Quando una fonte luminosa muta direzione, vedremo il fascio di luce da essa prodotto agire di conseguenza, illuminando dinamicamente le pareti. Nella sezione del treno nulla è fisso: tutti i più piccoli oggetti si muovono in modo sussultorio e quando usciremo all'esterno, sui vagoni appositi o sul tetto della vettura, il paesaggio circostante scrollerà in modo così realistico da apparire come in una sequenza di un film. Gran classe. Il sonoro merita altrettanta menzione per ciò che, musicalmente, riesce a restituire e per come, acusticamente, gli effetti si adeguino alle atmofere visive. Resident Evil Zero non sarà un capolavoro assoluto, ma di certo resta tra i migliori episodi della saga da che è nata nel lontano 1996.                            

 

 

resident1.jpg (13152 bytes)
resident2.jpg (5312 bytes)
resident3.jpg (9310 bytes)
resident4.jpg (8934 bytes)
resident5.jpg (8545 bytes)
resident6.jpg (11728 bytes)
resident7.jpg (12605 bytes)
voto_pregevole.gif (1704 bytes)

PRO

Atmosfera incredibile

Realizzazione tecnica sontuosa

Introduzione del "doppio"

CONTRO

Giocabilità a tratti discutibile

                 
                 

Home

Note di produzione