RESIDENT
EVIL ZERO Importante tappa per la
autodeterminazione della saga, Resident Evil Zero introduce e rinnova.
Introduce un secondo giocatore attivo nella azione e rinnova con la combinazione ludica
del "doppio". Protagonisti della vicenda Billy Coen e Rebecca
Chambers, membri della S.T.A.R.S. Ora la avventura prenderà forma imparando a
comandare entrambi (con il tasto X potremo alternarne la guida) per
combinare le loro abilità e perlustrare la estesa mappa concessaci da Capcom.
Indubbiamente si tratta di un prodotto "serio", studiato ancora sul motore
pre-renderizzato dei primi Resident Evil ma sicuramente acconcio alle capacità grafiche
del Gamecube. Gli amanti della saga ci andranno a nozze ma arriveranno a storcere il naso
quando apprenderanno che di novità strutturali, a parte il secondo giocatore, di fatto
non ve ne sono. Il sistema di controllo è rimasto invariato, così come l'irritante
passaggio tra le porte (e relativo caricamento) e una certa macchinosità a muovere i
personaggi negli spazi brevi. Fatto incontestabile è che la immersione al gioco è totale
e che l'atmofera raggiunge vette allarmanti.
L'introduzione al gioco è ormai un cult: lanciati a folle
velocità su di un treno passeggeri pregno di zombie, dovremo cercare di restare vivi e al
contempo dovremo trovare il modo di scendere sulla terra ferma. Il gioco ci chiederà con
quale personaggio vorremo iniziare la avventura per poi lasciarci piena libertà di scelta
nelle fasi immediatamente successive. Ma l'introduzione di questo dualismo non è da
considerarsi un semplice ornamento, perchè in molte fasi di gioco sarà necessario agire
simultaneamente (azionando due leve o premendo due pulsanti in modo sincronizzato). E
ancora, capiterà che uno dei due membri della S.T.A.R.S. resti imprigionato in una stanza
con ascensore non attivabile dall'interno. A questo punto dovremo cercare un oggetto che
scadini la serratura dall'esterno, poggiarlo su piano ascensore e premere la X. Ora, alla
guida del secondo personaggio, attiveremo l'ascensore, prenderemo l'oggetto e apriremo la
porta in cui ci trovavamo inizialmente con il primo giocatore. Semplicemente geniale.
L'uso della mappa si rivela fondamentale per non perdere l'orientamento e trovare subito
lo spiraglio non ancora esplorato, e intanto la opprimente claustrofobia malaticcia dei
corridoi si fa sempre più marcata trasmettendo una sensazione di forte angoscia. E' in
questo fattore che riesiede il pregio maggiore della saga. E' nella efficace edificazione
emotiva che Capcom ha costruito, con merito, le fortune di Resident Evil.
Resident Evil Zero è una avventura
complessa e discretamente longeva. Dovremo affrontare le creature più disgustose e
reggere il grande quantitativo di sangue che, come sempre, inonderà ogni pertugio. La
contaminazione biologica è ancora più evidente che in passato, tanto che ci capiterà di
affrontare insetti giganti mutati e incroci bestiferi dal realismo carnale impressionante.
Le munizioni vengolo elargite come sempre col contagocce, e non di rado ci troveremo a
secco nel bel mezzo della sparatoria. Se è vero che Capcom ha fatto si che ogni
caricatore basti per l'abbattimento dei nemici dislocati in zona, è altrettanto irritante
il fatto che ogni colpo sparato a vuoto si ripercuota direttamente (e pesantemente)
sull'esito finale degli scontri a fuoco. Impeccabile sovviene essere, invece, la
realizzazione tecnica generale. Per quanto ancora renderizzati, gli sfondi assumono una
corposità tangibile e un dettaglio fuori parametro. Incredibili, assolutamente
incredibili, le animazioni di contorno alla scena: vedremo caldelabri penzolare, piccoli
oggetti sussultare alle vibrazioni del tavolo, ambienti esterni subire cambiamenti
metereologici. Quando una fonte luminosa muta direzione, vedremo il fascio di luce da essa
prodotto agire di conseguenza, illuminando dinamicamente le pareti. Nella sezione del
treno nulla è fisso: tutti i più piccoli oggetti si muovono in modo sussultorio e quando
usciremo all'esterno, sui vagoni appositi o sul tetto della vettura, il paesaggio
circostante scrollerà in modo così realistico da apparire come in una sequenza di un
film. Gran classe. Il sonoro merita altrettanta menzione per ciò che, musicalmente,
riesce a restituire e per come, acusticamente, gli effetti si adeguino alle atmofere
visive. Resident Evil Zero non sarà un capolavoro assoluto, ma di certo
resta tra i migliori episodi della saga da che è nata nel lontano 1996.
|
 |