RIDGE RACER DS

anothercover2.jpg (20422 bytes)E che ve lo dico a fare che il DS non è potente quanto la PSP? E' superfluo. Vi dirò invece di chiudere gli occhi per un momento, e di immaginare che il portatile Sony non esista. Fatto? Bene. Adesso sono scomparsi anche tutti quelli che dicono che Ridge Racer sia infinitamente più bello su PSP che su DS. Sono scomparse le impietose comparazioni grafiche, e la notizia che sia una conversione da 64 (Nintendo, non Commodore) passa più o meno inosservata. Bene, ora che vi siete calati in questo mondo ovattato, prendete l'ostrica Nintendo, inserite la schedina senza fissare troppo la prosperosa Gina Cavalli (scelta infelice, se mi è concesso, data la sua estraneità al gioco e la presenza nella scuderia Namco di altre due fanciulle che avrebbero meglio figurato, tali Rena Hayami e Reiko Nagase…), e accendete.

Ora, avete tra le mani un capitolo di Ridge Racer, per la prima volta potete portarvelo a spasso, in bagno o dove vi pare senza un'ingombrante Psone. L'introduzione non lascia spazio a dubbi: nessun compromesso con la portatilità, se lo schermo del DS fosse di 21 pollici oltre a dei crampi mostruosi avreste un perfetto episodio casalingo. Ottimo, ora premete start, smettetela di guardare nella zip generosamente aperta della tuta di miss Cavalli e buttatevi tra le opzioni, precisamente tra i controlli, anche perché il settabile si limita grossomodo a quello. Ecco, ora vi trovate di fronte a tre tipi di controllo: Easy, basato sull'uso della croce direzionale, Medium, per usare il volante rappresentato sullo schermo tattile col pennino (!!!), e Hard, che prevede l'utilizzo di tale volante con il thumbstrap, impugnando il DS in maniera simile a quel Jogcon che tutti gli appassionati della serie ricordano affettuosamente. Dovrebbe essere dunque questa la feature che eleva il gioco dallo standard mondiale dei giochi di guida, ma alla prima curva effettuata in modalità Hard (per non parlare della Medium, che fa veramente venire la pelle d'oca peggio che una doccia fredda in inverno) vi chiederete se davvero valga la pena buttarsi su un simile metodo di controllo. Probabilmente passerete quindi alla modalità Easy, ed avrete subito un'odiosa sensazione di "macchina molle": le prime partite sono infatti un continuo sbandare per cercare di prendere la mano con lo sterzo inizialmente legnoso e poco preciso. Dando però una possibilità al gioco, il dito si abitua gradualmente e la macchina inizia a rispondere ai nostri ordini in maniera via via più precisa e soddisfacente. D'altronde la giocabilità è tipica di un Ridge Racer qualsiasi: esistono le sgommate oltre ogni limite (con un po' di allenamento è possibile fare le curve con un testacoda a 360°), i "rimbalzi" contro le pareti e le altre auto e tutte quelle caratteristiche dei giochi di guida arcade (tempo limite, check point etc.).

Avendo all'inizio solo quattro vetture, potremo cimentarci in una modalità Grand Prix dalle regole semplici semplici: ogni torneo ha 3 circuiti, e arrivando primi in ognuno si vince il trofeo e si sblocca il gran premio successivo. Facile no? Effettivamente non è impossibile, ma neanche facilissimo, vuoi per le iniziali perplessità dei controlli, vuoi per un'intelligenza artificiale degli avversari che tende a "gestire" la gara in modo da non andare in fuga quando state insultando il gran premio con una prestazione raccapricciante o di tenervi testa quando state andando forte (è capitato spesso di perdere gare pur facendo il record della pista e allo stesso tempo di vincerle con tempi non strabilianti). L'aspetto più divertente è comunque senza dubbio il Car Attack, che vi permette di acquisire una nuova macchina battendola in un uno contro uno, rinnovando il parco macchine sfidabili dopo la vittoria di ogni trofeo. Aggiungendo le macchine segrete, questo porta ad una notevole varietà di mezzi a disposizione, e la loro differenza su pista si avverte decisamente, portando una ventata di varietà che unita ai campionati con le piste speculari ed ai trofei speciali garantisce un divertimento a medio-lungo termine. Tornando alla premessa della portatilità, RRDS si presta particolarmente ad essere portato a spasso senza rinunciare alla giocabilità ed agli aspetti tecnici delle versioni casalinghe: è presente una modalità Quick Race, un classico ma mai sgradito Time Attack ed una modalità multiplayer sia per singola che per doppia cartuccia. La natura stessa del gioco d'altronde, con gare che difficilmente superano i 3 minuti, è perfetta sia per una partita veloce sull'autobus, sia per affrontare un intero campionato senza passare ore di fronte allo schermo. In un contesto senza tempo dunque, dove la concorrenza non esiste e dove il giocatore trova il proprio compiacimento nel giocare piuttosto che nel confrontare gli aspetti tecnici, Ridge Racer DS si erge come un solido e divertente gioco di guida portatile, confortato da una grafica pulita, colorata e definita e da una certa quantità di gare da affrontare. In altre parole, quello che si chiede ad un gioco di guida portatile, sebbene tarpato dallo scarso uso del touch screen e da qualche pecca nei controlli.

 

 

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PRO

Come rinnegare la fisica dinamica

e divertirsi allo stesso tempo

Ottima portatilità e atmosfera

CONTRO

Controlli a volte da rivedere

Il touch screen andava sfruttato

meglio...

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