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RACER V Ridge Racer V è puro stile. Sin dalle stringhe del menu principale e con la sinuosità di Ai Fukami, che succede alla celebre Reiko Nagase di R4. Ed è da R4 che il quinto capitolo della serie estrae il rigore didascalico delle scritte animate, della presentazione che pur non essendo in CG fa centro e attizza l'immaginario. La giostra corsistica resta strutturalmente simile agli episodi passati, presentando un Gran Premio suddiviso in livelli (quattro per ogni sezione) dalla difficoltà crescente. Ottima scelta di programmazione, che incentiva la longevità, è data dalla impossibilità di salvare nelle fasi intermedie, allorchè per vedere abilitata la classica scritta "save" dovremo superare tutti e quattro i percorsi di ogni stage. La varietà degli stessi è aumentata notevolmente, e in molti casi il chilometraggio raddoppia estensione rispetto agli standard passati. Novità radicale è costituita dal sistema di controllo autovetture, assolutamente più flessibile in tutte le circostanze: effettuare il derapage è adesso mansione più intuitiva e il comportamento delle auto in fase di tamponamento è regolato da una fisica dinamica meglio implementata. Non capiterà più di bloccarsi se si urta il bordo pista, oppure di venire rallentati dagli urti di una macchina che ci sorpassa. Sottigliezze che elevano il gameplay. Piccolezze che fanno di Ridge Racer V un titolo corsistico dalla giocabilità immediata e coinvolgente. In effetti per alcune caratteristiche ci si avvicina a Rave Racer. Con Ridge Racer V Namco ritrova i meccanismi ludici che più gli sono acconci: velocità, spettacolo, immedesimazione. Ritroveremo la affascinante struttura a biforcazioni, che parte da uno stesso tracciato e si evolve andando a formare i successivi percorsi. Praticamente ci si diverte. Anche per via dei 60 fotogrammi per secondo, che non costituiscono un semplice ornamento grafico in quanto incisivi in modo diretto sul comportamento delle macchine. Tradotto in termini pratici, quando perderemo il controllo cominciando a sbandare, sarà anche la fluidità del motore a farci ritrovare rapidamente il giusto assetto. Al di là della fluidità, comunque estrema, la grafica esprime una brutale potenza poligonale, muovendo milioni di poligoni in modo disinvolto e senza mai rallentare. La sensazione è quella di procedere a velocità folle, anche nei primissimi circuiti e con le macchine non ancora potenziate. La spettacolarità scenografica sarà accentuata dalla conformazione stessa dei circuiti, che alternano paurosi dossi e curve a gomito offrendo sempre quella scarica adrenalinica necessaria nei giochi di guida arcade. I tocchi di classe si sprecano: effetti di rifrazione fotografica sui vetri e sulle lamiere delle vetture, scintille sul retrotreno, sorgenti di luce solare, cambiamenti atmosferici. Quando una automobile avversaria ci affianca, sfiorandoci, udiremo un effetto metallico stridente dal realismo pauroso, tanto per introdurvi a una realizzazione sonora/musicale di altissima qualità. "Paris" è il brano musicale che più ci ha entusiasmato, ma è un fatto che tutti i pezzi si attestino su di un livello tecnico underground di reale spessore. Lo scrivente spera, a questo punto, di avere convinto il lettore che si è perso il titolo nel' 99 a prendere in seria considerazione l'acquisto di Ridge Racer V, che resta tuttora tra i migliori giochi per PS2.
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PRO |
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Stiloso e selvaggio |
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Dannatamente giocabile |
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Tecnicamente eccellente |
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CONTRO |
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Se non amate i racing arcade... |
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