RIDGE RACER V

ridgeracercover2.JPG (12524 bytes)Quando Ridge Racer V uscì sul mercato, nell'ormai lontano 1999, la solita stampa specializzata puntò il dito sulle "antiestetiche scalette" che il comparto grafico evidenziava. Orbene le scalette non esistono. Non esistono per come noi esseri superiori intendiamo la estetica di un videogioco, per come un videogioco dovrebbe essere realmente analizzato. Le scalette non esistono perchè il gioco stesso le annulla celebrandosi nella sua violenza poligonale, nella sua velocità arcade altamente spettacolare, nel design stilisticamente traslucido, zincato, fuorilegge. Ridge Racer V è il canto del cigno di una saga basilare, cominciata in sala giochi e perfezionatasi nelle successive versioni per console. Ora su Playstation 2 tutta la tridimensionalità radicale di Ridge Racer si eleva a un concetto di guida superiore, generalmente meno rigido di quanto lo fosse stato su Psx e decisamente più cool. Seppure con una console appena uscita sul mercato Namco dimostra già di sapersi destreggiare alla grande, sparando il motore grafico a 60 fotogrammi al secondo e muovendo un numero di poligoni prima di allora impensabile.

Ridge Racer V è puro stile. Sin dalle stringhe del menu principale e con la sinuosità di Ai Fukami, che succede alla celebre Reiko Nagase di R4. Ed è da R4 che il quinto capitolo della serie estrae il rigore didascalico delle scritte animate, della presentazione che pur non essendo in CG fa centro e attizza l'immaginario. La giostra corsistica resta strutturalmente simile agli episodi passati, presentando un Gran Premio suddiviso in livelli (quattro per ogni sezione) dalla difficoltà crescente. Ottima scelta di programmazione, che incentiva la longevità, è data dalla impossibilità di salvare nelle fasi intermedie, allorchè per vedere abilitata la classica scritta "save" dovremo superare tutti e quattro i percorsi di ogni stage. La varietà degli stessi è aumentata notevolmente, e in molti casi il chilometraggio raddoppia estensione rispetto agli standard passati. Novità radicale è costituita dal sistema di controllo autovetture, assolutamente più flessibile in tutte le circostanze: effettuare il derapage è adesso mansione più intuitiva e il comportamento delle auto in fase di tamponamento è regolato da una fisica dinamica meglio implementata. Non capiterà più di bloccarsi se si urta il bordo pista, oppure di venire rallentati dagli urti di una macchina che ci sorpassa. Sottigliezze che elevano il gameplay. Piccolezze che fanno di Ridge Racer V un titolo corsistico dalla giocabilità immediata e coinvolgente. In effetti per alcune caratteristiche ci si avvicina a Rave Racer.

Con Ridge Racer V Namco ritrova i meccanismi ludici che più gli sono acconci: velocità, spettacolo, immedesimazione. Ritroveremo la affascinante struttura a biforcazioni, che parte da uno stesso tracciato e si evolve andando a formare i successivi percorsi. Praticamente ci si diverte. Anche per via dei 60 fotogrammi per secondo, che non costituiscono un semplice ornamento grafico in quanto incisivi in modo diretto sul comportamento delle macchine. Tradotto in termini pratici, quando perderemo il controllo cominciando a sbandare, sarà anche la fluidità del motore a farci ritrovare rapidamente il giusto assetto. Al di là della fluidità, comunque estrema, la grafica esprime una brutale potenza poligonale, muovendo milioni di poligoni in modo disinvolto e senza mai rallentare. La sensazione è quella di procedere a velocità folle, anche nei primissimi circuiti e con le macchine non ancora potenziate. La spettacolarità scenografica sarà accentuata dalla conformazione stessa dei circuiti, che alternano paurosi dossi e curve a gomito offrendo sempre quella scarica adrenalinica necessaria nei giochi di guida arcade. I tocchi di classe si sprecano: effetti di rifrazione fotografica sui vetri e sulle lamiere delle vetture, scintille sul retrotreno, sorgenti di luce solare, cambiamenti atmosferici. Quando una automobile avversaria ci affianca, sfiorandoci, udiremo un effetto metallico stridente dal realismo pauroso, tanto per introdurvi a una realizzazione sonora/musicale di altissima qualità. "Paris" è il brano musicale che più ci ha entusiasmato, ma è un fatto che tutti i pezzi si attestino su di un livello tecnico underground di reale spessore. Lo scrivente spera, a questo punto, di avere convinto il lettore che si è perso il titolo nel' 99 a prendere in seria considerazione l'acquisto di Ridge Racer V, che resta tuttora tra i migliori giochi per PS2.     

 

 

ridgeracer1.jpg (7079 bytes)
ridgeracer2.jpg (10489 bytes)
ridgeracer3.jpeg (13696 bytes)
ridgeracer4.jpeg (10902 bytes)
ridgeracer5.jpeg (13718 bytes)
ridgeracer06.jpeg (11281 bytes)
ridgeracer07.jpg (12712 bytes)
voto_pregecult.gif (4985 bytes)

PRO

Stiloso e selvaggio

Dannatamente giocabile

Tecnicamente eccellente

CONTRO

Se non amate i racing arcade...

                    
                      

Home

Note di produzione