THE RUMBLE
FISH Visto in superficie, il picchiaduro Dimps rientra negli standard dei videogiochi
di genere. Abbiamo sprites in 2D, sfondi prospettici, meccanica "uno contro uno"
con barre a caricamento assortite, super mosse e flash luminosi tipici della Atomiswave.
Ma addentrandosi, pazientemente, nel sistema di combattimento studiato dai programmatori
ciò che viene alla luce è una profonità di gioco non messa in preventivo. Differente
sia dalle saghe Capcom che da quelle SNK, The Rumble Fish ne raccoglie
solo le caratteristiche ornamentali delle power meter su livelli di caricamento,
concentrandosi nella creazione di uno scontro tatticista e dinamicamente evoluto. La
chiave è la block meter sotto la stringa energetica standard: decrescente per
ogni colpo parato, essa è l'ago della bilancia dell'intero gameplay, che in questo modo
dipende tanto dagli attacchi messi a segno quanto dalla destrezza impiegata nell'evitarli.
L'atteggiamento difensivo a oltranza è del tutto bandito nel picchiaduro Dimps, e questo
porterà a ricercare vie alternative per la eventuale vittoria finale.....
Le defense e offense meter, visibili in
basso, seguono l'andamento dei combattimenti assegnando al limitare delle super arts ad
hoc, simili concettualmente a quelle dei King Of Fighters pre-98, ma aventi a
corredo una apocalittica ultimate critical art eseguibile quando entrambe le
barre raggiungono il culmine. Una intelaiatura collaudata, in parte, che però rende del
tutto impronosticabili i tre round concessi all'utente anche quando opposto alla cpu. La
A.I. dei lottatori è sorprendentemente evoluta: reduce dai buoni risultati ottenuti in Dragon
Ball Z Budokai, Dimps perfeziona le tempistiche di attacco dei personaggi teleguidati
inserendoli in una condizione di lotta generalmente plausibile. Sul numero di movenze
performabili con ogni personaggio si resta nella norma, nonostante si avverta sovente la
presenza di colpi direttamente estratti dalle saghe Capcom ed SNK. Ma non è un vero
problema in virtù della profondità di gestione mosse, che possono essere
"ribaltate", ridirezionate, cancellate. Appunto le cosiddette cancel offrono,
se eseguite a tempo, campo libero a un counterattack che risucchi possibili combo
(Impact Break) incidendo quindi sulla defense meter, che viene
ridotta di una buona metà. La esecuzione del Jolt Attack (pugno debole +
calcio debole) richiede invece una intera offence meter: lo schermo diverrà
rosso scuro causando il rallentamento forzato della azione e favorendo la concatenazione
di combo customizzate sul momento.
Con dodici personaggi effettivi e un parco movenze
ottimizzato per assecondare una azione evasiva continua, The Rumble Fish fa della
pulsanteria a quattro tasti una naturale derivazione della meccanica Naomi (eredità di
praticamente tutti i titoli Atomiswave), semplificando quanto possibile le tecniche di
esecuzione colpi. Se quindi il personale di ogni personaggio potrà apparire sin troppo
immediato, è solo il risultato di una differente visione architettonica del beat'em
up in 2D, ora massimizzato più sulla qualità effettiva delle mosse che sulla
parvenza numerica delle stesse. Maschile o femminile che sia, il nostro alter ego digitale
possiede due, tre colpi di potenza media e uno o due di violenza pesante. Spetta a noi
individuare quali siano più a adatti a quale situazione, ma la particolarità non
trascurabile di questo gioco è che anche un novellino potrà carpirne le fondamenta
ludiche, e con un minimo impegno cerebrale. Ma si parlava di Atomiswave: la conversione
dalla scheda Sammy appare perfettamente gestita da Playstation 2, che si rivela ancora una
volta un hardware tecnicamente compatibile con gli effetti pseudo-tridimensionali della
Naomi che fu. La grafica eccelle, di fatto. Sfondi ispirati che fotografano ghetti di Hong
Kong, porti al chiaro di luna e costruzioni vagamente futuristiche renderanno affascinante
l'ambiente di gioco, oltremodo impreziosito dall'elegante character design. La
qualità delle animazioni si mantiene altresì alta, forte di un elevato numero di
fotogrammi assegnati per combattente, e complessivamente siamo bene al di sopra degli
ultime produzioni Playmore per la console Sony. The Rumble Fish non è un beat'em up qualsiasi.
Adatto tanto al veterano dei picchiaduro a incontri che al neofita, ha dalla sua parte un
sistema di scontro studiato e profondo, capace anche di non ghettizzare la utenza più
occasionale.
|
 |