SHIKIGAMI
NO SHIRO III Non si era mai visto
che uno sparatutto così accreditato divenisse una esclusiva PC. Ma è accaduto. Shikigami
No Shiro III si immette sul mercato dei personal computer dopo essere uscito in
sala giochi su hardware TypeX. Alla Cyber Front l'onere di convertirlo, ma non deve essere
stato così difficile dato che la scheda originale corrisponde a un Pentium 4 con
processore a 2 GHz, che guardacaso è anche la configurazione domestica consigliata. Uno shooter
sinuoso ed elegante, forse più di quanto era lecito attendersi con un prequel
così ingombrante alle spalle - tra i migliori titoli di genere in assoluto su
Dreamcast - e con il latente pericolo di assuefare l'appassionato con la ripetizione di
schemi già acquisiti. A seguito di una attenta sessione di gioco preliminare possiamo
affermare che Shikigami III, malgrado l'ombra persistente dei criteri stilistici Cave,
adopera soluzioni riuscite per approccio logistico universale, per simbolismo pagano, per
intrattenimento nichilista. La scenografia assume un ruolo importantissimo nella opera di
Alfa System, a cui la migrazione da Naomi a Type-X sembra non avere causato disagi.
La caratteristica predominante del predecessore, che verteva nella ostentazione caratteriale dei personaggi, viene qui ampliata al fine di offrire ulteriori spiragli al gameplay. Ben nove gli eroi volanti selezionabili, che è bene dirlo sono radicalmente differenziati tra loro da un sistema di sparo personalizzato a due tasti: il pulstante uno rilascia la arma primaria e con il medesimo, ma esercitando pressione continuata, si attiva la arma secondaria. Per quest'ultima sono previste due varianti non cumulabili, il che significa che dovremo selezionarne una nel menu dei personaggi e tenercela fino a quando non crepiamo. Le secondarie sono le armi più spettacolari e coreografiche (al bastone rotante di Batu Harai non si resiste) ma, soprattutto, è grazie alle facoltà protettive fornite dalle stesse che potremo sperare, sottostando a un rigido periodo di adattamento e assimilazione, di ultimare il tutto senza fare incetta di crediti virtuali. Quello di Alfa System è uno sparatutto intelligente: se sfiorando i proiettili nemici moltiplicheremo la potenza del fascio primario, così impostando la partita su direzioni arcade tradizionali, utilizzando a oltranza la arma secondaria concentreremo il gameplay sul punteggio e le facoltà di performazione delle combo. Ma quale che sia la direzione di gioco adottata ci si diverte parecchio, senza annoiarsi. Shikigami No Shiro III offre al giocatore un comparto opzioni piuttosto esauriente. Oltre a poter scegliere tra Arcade e Director's Mode, oltre alle classiche modalità di gioco a due simultaneo e di allenamento, oltre alla possibilità di modificarsi il joypad o la tastiera come meglio si crede, Cyber Front dispone anche un impeccabile menu di visualizzazione. E' possibile scegliere tra svariati livelli di nitidezza e di zoom, che comprendono uno splendido TATE Mode di ribaltamento verticale e nondimeno la possibilità di adattare orizzontalmente i comandi, e usufruire di praticamente tutte le risoluzioni esistenti. La estetica volge al sublime: animazioni, caratterizzazioni, fondali portati a un livello di dettaglio difficilmente raggiunto su PC, sulla scia di effetti visivi cristallizzati e traslucenti, si fondono per realizzare una faraonica opera architettonica pseudo futuristica sottesa al colore assoluto. Le sfumature estreme portano a un barocchismo esteriore che bene accoglie il disegno nipponico dei personaggi, introdotti per contrasto al poligono delle strutture e per nulla estranei al contesto iconografico. Convincente in tutti gli strati emotivi una colonna sonora di evocazione e rievocazione, che introduce con incalzante sonorità espressiva fino al drammatico crescendo finale. E' nella visione spettacolosa e totalitarista lo Shikigami No Shiro III che ci convince, pure riconoscendo allo sparatutto le medesime possibilità di intrattenimento del predecessore. Rispetto alle ultime produzioni della Cave, la opera di Alfa System si colloca su di un gradino nettamente superiore tanto per lo schema, decisamente più vario, quanto per la incisività interpretativa delle immagini.
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PRO |
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Pregevole sistema di sparo |
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Moltissimi personaggi |
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Estetica semplicemente sublime |
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Convincente colonna sonora |
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CONTRO |
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Inevitabile somiglianza col prequel |
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