FORBIDDEN SIREN

beachcover2.JPG (14507 bytes)Keiichiro Toyama può essere considerato il nuovo master of horror videoludico. Dopo avere concepito uno dei titoli più significativi per Psx, Silent Hill, il talentuoso game designer riprova a lasciare il segno con Siren, esasperandone la componente survival e rivoluzionandone l'impianto ludico. Dopo aver impersonato personaggi carismatici dal look cool, Siren rovescia ogni nostra certezza, mettendoci al comando di 10 personaggi diversi e dalle identità più disparate: dal professore universitario alla maestrina d'asilo, dal teenager al cacciatore anziano. Ciò rende di fatto difficile immedesimarsi nel nostro alter-ego, ma l'abbondanza di punti di vista disponibili rende l'esperienza quantomeno variegata. Tramite una intricata strutturazione dei livelli diacronica, la trama di Siren si snoda attorno a un canovaccio abbastanza classico: un gruppo di persone si ritrova di punto in bianco, senza ragione alcuna, nel paese di Hanuda, scomparso in un terremoto anni prima, popolato da strane creature dalle fattezze umane ma dal comportamento demoniaco, gli shibito.

La trama essenziale è uno dei punti di forza del gioco, laddove non ci è dato sapere niente fino al traumatico epilogo finale, dove starà a noi ricostruire il filo degli eventi. Per decifrare il puzzle, la Sony ha svolto un'interessante manovra pubblicitaria: prima della release del gioco sono stati aperti diversi siti internet, localizzati per ogni regione, dove dei fantomatici reporter e ricercatori elaboravano le loro teorie riguardo il mistero di Hanuda. Una campagna senza dubbio coraggiosa, sopratutto di questi tempi. L'insolita struttura di gioco prevede che, per il superamento completo del livello, questo venga affrontato due volte, una per ogni obiettivo, il secondo dei quali sbloccabile dopo aver terminato il primo. Sarà fondamentale inoltre compiere determinate azioni volte allo bloccaggio di trigger che permetteranno agli altri personaggi di proseguire nell'avventura.
Se da un certo punto di vista questa rigiocabilità incrementa la durata di gioco, è altresì vero che mini fortemente la pazienza e renda virtualmente impossibile completare il gioco senza l'ausilio di una guida: alcuni trigger infatti sono completamente fuori di testa e difficilissimi da individuare. Inoltre molti personaggi appaiono troppo macchinosi da manovrare, così come molti movimenti soffrono di una eccessiva lentezza, aspetti che esaltano il senso di frustrazione. Ci vorra' del tempo prima di impratichirsi coi comandi, forse troppo per trovare lo stimolo di continuare a giocare.

Dotato di una grafica scarna ma visivamente shockante, a tratti fotorealistica, Siren vanta alcuni degli scenari più inquietanti mai apparsi in un videogioco. Prendiamo una qualsiasi cittadina di periferia, l'ambiente più inoffensivo che possa venirci in mente. Trasliamolo in una atmosfera tenebrosa da incubo, dove l'acqua diventa sangue e non ci è concesso di vedere la luce del sole. Il risultato, grazie anche all'ausilio di una devastante colonna sonora, è terrore misto a un senso di malinconia che pervade l'intero gioco. Siren si maschera da storia dell'orrore per parlare di una tragedia che affonda nei tempi più antichi, proprio come le leggende giapponesi. Le innovazioni non si fermano all'aspetto narrativo ma incidono anche nel gameplay. L'introduzione più significativa sotto quest'ottica è l'utilizzo del Sightjack. Gli sventurati protagonisti verrano dotati della facoltà di poter vedere attraverso gli occhi delle persone circostanti, shibito o sopravissuti che siano. Questo introduce una efficace componente stealth, tramite la quale potremo pattugliare un'area affidandoci allo sguardo altrui, studiandoci accuratamente il nostro percorso ed evitando di fatto eventuali attacchi nemici. Fondamentale, poichè utilizzare un'arma sarà privilegio per pochi. E' suggestivo inoltre poter vivere il punto di vista del nemico, seguire i suoi spostamenti, le sue abitudini, le sue voci: alcuni shibito ridono come isterici, altri pregano litanie incomprensibili (tra le quali spicca però un terrificante "spirito santo"). Degno di menzione infatti è il gran lavoro di localizzazione completa in italiano, con tanto di dialoghi ridoppiati, forse in modo poco sentito, ma sicuramente in maniera dignitosa.

Il gioco è stato bocciato da pubblico e gran parte della critica, tacciato di eccessiva pesantezza e relegato alla categoria dei giochi di nicchia. L'eccessiva difficoltà e macchinosità (in un primo momento) del gameplay ha reso Siren troppo ostico per il grande pubblico. Non tutti sono disposti a chiudere un occhio sul gameplay macchinoso. La massa preferisce l'immediatezza, preferisce forse una storia meno complessa e giudica troppo complesso un titolo poichè incapace di affrontare la "sfida" che esso rappresenta. Tutto sommato forse è meglio così. Dà più soddisfazione sentirsi parte di una elite, colei che ha vissuto l'esperienza horror più estrema e la storia più contorta che mente umana potesse concepire.

 

 

siren1.png (53422 bytes)
siren2.png (106304 bytes)
siren3.png (52538 bytes)
siren4.png (53986 bytes)
siren5.png (73160 bytes)
siren7.png (96310 bytes)
siren7.png (61973 bytes)
siren8.png (41679 bytes)
voto_dignicult.gif (4996 bytes)

PRO

Gameplay innovativo

Colonna sonora da incubo

Sceneggiatura da applausi

CONTRO

Difficilissimo e frustrante

Grafica scarna

Controlli legnosi

Home

Note di produzione