Söldner-X: Himmelsstürmer

beachcover2.JPG (14507 bytes)In realtà dietro SideQuest Studios vi è un team di veterani del videogioco. Il leader del progetto Söldner-X, Marcus Pukropski, ha collaborato alla realizzazione di Settlers III, Albion e altri interessanti titoli Blue Byte degli anni '90. Pertanto Play-Asia ed Eastasiasoft c'entrano per scopi distributivi, data la difficile collocazione dello sparatutto, in quanto genere, nel mercato occidentale. E quindi Söldner-X, sparatore nazista in HD di questo improvvisato, ma esperto, gruppo di sviluppatori teutonici, ambisce a divenire il nuovo punto di riferimento dello shoot'em up in due dimensioni. Non riuscendovi del tutto, come vedremo, ma il tentativo è da premiare per la grafica abbagliante, per le musiche elettroniche di Rafael Dyll (lo stesso di Last Hope), per un sistema di controllo analogico realmente innovatore. L'impatto iniziale è ottimo: all'interno di un lussuoso quanto sobrio cofanetto nero sono custoditi due CD (uno del gioco, l'altro della colonna sonora) e un libretto rilegato di illustrazioni. Seguendo una idea di commistione artistica del videogioco, un tempo di Psygnosis, la estetica opulente della confezione viene imposta per necessaria regressione temporale della forma ludica.

Le schermate fisse intervengono nella presentazione e negli intermezzi, a ribadire le radici europeiste dello sparatutto e come affermazione dei tempi di gioco che furono di Disposable Hero e T-Zero. Il quadro scrolla a velocità contenuta abdicando sulla quantità abnorme dei nemici volanti, che riempiono velocemente l'intero quadro. Il mondo esplode causando uno spettacolare spostamento dell'asse dello schermo e le armi, fluorescenti, si utilizzano finchè l'indicatore di potenza non sballa. Un insolito metodo di sparo, quello di Söldner-X, che costringe il giocatore alla continua alternanza delle armi acquisite, ma anche a momenti di "contemplazione forzata", utili a ricaricare il termometro sovrastante. Ma lo spessore della opera SideQuest si decide sul terreno dei controlli. Meglio accantonare la croce direzionale, pur attiva, e spostare il pollice sullo stick analogico: la astronave si muoverà progressivamente, in accelerazione, risultando estremamente precisa in fase di scansamento e quindi restituendo sensazioni dinamiche inedite per uno shooter in 2D. Eppure, Söldner-X riesce a farsi odiare. A causa di un livello di difficoltà brutale anche in modalità "easy", lo sparatutto ostenta una cattiveria che diviene meccanica, sistematica. I guardiani di fine livello sono ostacoli quasi insormontabili per un giocatore di fascia intermedia, e ragionando in proporzione dei dodici stage previsti si realizza che il playtester di SideQuest è E.T. Ma non ci metteremo a piangere per questo.

Söldner-X è bello anche così. Non è quel capolavoro che avrebbe potuto essere con un maggiore bilanciamento, tuttavia ci si illumina di immenso nell'osservare il dettaglio a 720p offerto dagli sfondi parallattici. La fase dei grattacieli in fiamme, arancioni di zolfo, col ferro pesante dei mezzi volanti e la polvere di ruggine che quasi si respira, mentre suonano le note di un "Soldier Unleashed" che spacca il cuore, rientra nei momenti che scrivono la storia del videogioco, come l'alieno di Another World che ci indica la strada in una lingua incomprensibile, come l'animazione della pistola in Flashback, come la mano gracile di Yorda che afferra ICO mentre precipita nel dirupo. Söldner-X possiede il merito di scuotere, di emozionare, di portarci a uno stato di completa immersione nonostante la mole di fuoco a cui si deve fare fronte, e malgrado la giacente sensazione di potere esplodere da un momento all'altro. Il tributo di SideQuest allo spara e fuggi tradizionale è comunque importante. Ogni singolo mondo fa della semplificazione del level design il punto cruciale su cui elaborare un interscambio armi appagante, sufficientemente diverso dal clichè nipponico da introdursi come apprezzabile modificazione della struttura alla Gradius. La colonna sonora, ricca di spazi e sintetizzatore, amplifica il forte senso di tecnologia futuristica delle grafiche a colori intensi, come placche di rame che piovono, come metallo contorto che stride e pulsa. Himmelsstürmer è opera di spessore intrinseco, pesante, impregnata di una carica esplosiva che abbaglia e rende ciechi nel processo di sparo assoluto, e semidei nei momenti, rari, di annientamento nemico. Dopotutto la iscrizione sulla scatola parla di "qualcuno che sfida l'impossibile....".

 

    

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PRO

Grafica spaventosa

Colonna sonora di spessore

Atmosfera impagabile

Eccellente controllo analogico

CONTRO

Cattivo e impossibile...

                         

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Note di produzione