SUPER MARIO SUNSHINE

supermariocover2.JPG (20966 bytes)Mettiamoci a costruire un gioco dove ci siano piattaforme e Super Marii e poi vediamo. Il popolo apprezzerà anche se Miyamoto non ci mette mano direttamente. Vediamo, meccanica, diremmo, o allineamento fra sistema di controllo e movimento visivo. Dovremo realizzare, giocando a questo nostro nuovo Mario a 128 bit, che muovere l'omino è facilissimo anche nella complessa visualizzazione tridimensionale, e che gli stick analogici del pad risultano essere un prolungamento delle nostre percezioni cerebrali: con quello di sinistra muoveremo Mario, con quello di destra ruoteremo l'inquadratura di 360°. La visuale potrà anche essere zoomata all'occorrenza, in modo che il giocatore abbia sempre il punto di vista migliore per proseguire. Lo stick analogico adibito al movimento dovrà possedere svariati gradi di velocità: inclinandolo leggermente vedremo Mario procedere a passi felpati, una ulteriore pressione e comincerà a muoversi più velocemente, ancora un'altra e comincerà a correre. Nulla di più semplice. E vedrete che poi il Cubo comincerà a vendere.

Ora, il Gamecube non è che vendette, ma resta il fatto che Super Mario Sunshine chieda assimilazione minima. Basteranno dieci minuti perché il giocatore sappia cosa fare, dove andare e come agire. Lo spruzzatore a corredo è la classica intuizione che modifica il gameplay in accordo al manovrare, per divenire lo strumento principale e quindi il motore dell'intero gioco. Con esso si potrà affrontare i nemici, scoprire oggetti nascosti e, con i dovuti upgrade, usare una propulsione ad acqua che ci consentirà di soprelevarci e restare sospesi in aria per qualche secondo. Ma le movenze dell'idraulico Nintendo non si fermano qui: affrontando un salto per tre volte consecutive effettueremo una specie di "terzo tempo" del basket, con l'ultimo stacco a mo di salto mortale in grado di catapultarci su postazioni difficilmente raggiungibili. Ulteriore variante sul salto la otterremo cambiando repentinamente direzione e premendo il tasto apposito: Mario effettuerà un balzo all'indietro piuttosto potente, e solo leggermente più corto del summenzionato terzo tempo. Agli shift laterali è dato compito di gestire la logistica dello spruzzo, che potrà essere prima "bloccato" e poi, in simultanea, direzionato a nostro piacimento. Ci sembrerà d'esser diventati pompieri, e il manovramento ne trae immenso beneficio. Sulla sistemazione dei livelli tutto abbastanza consueto, ovvero missione per ognuno, spiegata da taluni passanti, e passaggio al successivo con sottodivisione in mondi o locazioni.

Grande gioco. Malgrado non abbia avuto, a suo tempo, la auspicata accoglienza della critica "specializzata", Super Mario Sunshine mostra una maturità meccanica e pratica indubitabile. Come nella maggior parte dei titoli supervisionati da Miyamoto la giocabilità è una bustina di popcorn, per quanto sia soprattutto il bilanciamento della difficoltà a gratificare la progressione. Ogni livello possiede un determinato coefficiente ludico, che diverrà crescente senza forzature, secondo un principio che rende il passaggio da una zona all'altra del tutto indolore. Rispettando la tradizione di tutti i titoli dedicati a Mario, sono stati predisposti innumerevoli segreti, alcuni dalla astuzia letale, che contribuiranno a rendere ripercorribile un platformista già largamente inoculabile senza aggiunte di contorno. Non di certo secondaria è la tecnica grafica utilizzata, riflesso di una attenta analisi delle potenzialità tecnologiche del Gamecube. Dapprima le trasparenze, semplicemente incredibili, faranno sì che l'acqua fuoriesca letteralmente dal monitor imbrattando i nostri vestiti. A volte ci sembrerà di annegare. E' l'acqua la assoluta prima ballerina delle coreografie di gioco: il fascio acquifero spruzzato da Mario è evidentemente la più verosimile riproduzione delle dinamiche particellari annesse, offrendo allo spettatore esterefatto effetti di distorsione mai visti prima. Ciò non vuol dire che Nintendo abbia trascurato il resto della grafica visto che, ovunque ci si trovi, saremo circondati da un ambiente costantemente ispirato da animazioni impeccabili e tessiture da infiammazione della retina. La parte musicale è ottima ma non quanto la grafica, dato che a volte diventa leggermente ripetitiva nelle cadenze strumentali. Si recupera con gli effetti, efficaci e...acquosi. E per il momento può bastare. In attesa di un nuovo Mario, magari per la prossima console Nintendo, si sguazzi pure in Sunshine.     

 

 

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PRO

Acqua liquida che ti bagna

Appagante e ingegnoso

Lo spruzzatore...

CONTRO

Colonna sonora a tratti ripetitiva

                   
                      

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