SYBERIA Se dovessimo andare ad analizzare
ogni avventura grafica raffrontandola ai capisaldi del genere, probabilmente finiremmo per
stroncare ogni titolo uscito da quando la Lucas ha deciso che il mondo non aveva più
bisogno di lei (in realtà non è andata proprio così, ma ci piace crederlo). Tuttavia,
chiudendo il proverbiale occhio su determinati aspetti, è possibile scoprire che il mondo
non si è fermato quando Guybrush ha vinto la gara di sputi. Sicuramente non sono stati
fatti passi avanti tali da archiviare il biondino per sempre, ma di certo si sono
intraprese strade spesso piene di spunti interessanti e gradite sorprese. Sotto
questottica, Syberia è un bel giochino, diciamolo da subito. Probabilmente non
vedrete mai migliaia di nerd osannare il nome di Benoit Sokal e della sua
deliziosa creatura Kate Walker, e probabilmente non vedrete in nessuna firma di nessun
forum citazioni dei dialoghi tra il rampante avvocato newyorkese ed Oscar. Ma va bene
così, perché malgrado la presentazione pomposa sin dalla schermata del titolo,
lavventura grafica di Microids non può avere grosse pretese, poiché si basa su un
semplice inventario (arricchito solo da un telefono cellulare) e su un sistema di
movimento che può far discutere ma anche no.
Tutto sta nella versione che si è scelto di giocare: la
trasposizione su console soffre infatti di una terrificante intolleranza ai movimenti del
pad, per niente aiutata (anzi aggravata) dalla difficoltà nel capire quali sono i punti
dove è possibile camminare e quali invece servono soltanto di contorno. Naturalmente il
discorso con un PC cambia radicalmente, in quanto il mouse ci permette di esplorare tutte
le locazioni con un semplice utilizzo del puntatore. Sfortunatamente è comun denominatore
di tutte le versioni una certa intolleranza al dislivello di Kate, che per
salire le scale dovrà posizionarsi (per nostro sommo gaudio lo farà automaticamente)
esattamente al centro della rampa, fermarsi, concentrarsi e quindi intraprendere il primo
passo. Piuttosto snervante dopo alcune ore di gioco, soprattutto quando, nelle fasi più
avanzate, la risoluzione degli enigmi richiederà il continuo spostamento tra varie
locazioni dello stesso ambiente. Più raro sarà invece dover tornare sui propri passi, e
la cosa sarà chiara una volta superata la prima sezione, ambientata in una piccola
cittadina francese, che mette subito in chiaro la natura dei rompicapo da affrontare.
Nessuno di questi risulterà particolarmente cervellotico, ed anzi sarà piuttosto raro
rimanere bloccati in qualche puzzle difficile, dando sì continuità alla storia ma al
tempo stesso rendendo lesperienza più simile ad un film interattivo che ad una vera
e propria avventura. In fondo la linfa vitale di questo genere che disperatamente tenta di
tornare in auge è lo sviluppo di una storia che possa tenere desto linteresse
dellavventuriero medio. Forse Syberia non eccelle in questo, ma è
innegabile che la trama sia ricca di spunti abbastanza interessanti, a volte tarpati da
forzature che fanno pensare alla sventurata Kate come ad una Jessica Fletcher dei tempi
moderni, sempre pronta a seminare sfiga ed enigmi ovunque ella vada.
Digressioni televisive a parte, lidea di base è
molto buona: la ricerca di un erede apparentemente scomparso, che viene guidata dal
ricercato stesso, invoglia a scoprire i risvolti passati e presenti della vicenda, e
contemporaneamente apre una serie di interrogativi che (quasi) sempre trovano riscontro
man mano che ci si avvicina allobiettivo. Ad ogni modo, se questo titolo è riuscito
a far parlare di sé è stato principalmente grazie alla sua atmosfera: la cura maniacale
della grafica, rappresentante paesaggi di rara bellezza provenienti da tutto il mondo,
aiuta ad una totale immersione nella storia attraverso strutture mastodontiche e
incredibilmente particolareggiate, talvolta impreziosite da elementi animati (male).
Dalta scuola sono anche i filmati, che ben rappresentano lo stile di tutta
lopera, talvolta fondendosi con essa in gradevoli flashback. Ben integrati sono i
modelli poligonali dei personaggi, sufficientemente ricchi e particolareggiati, salvo
alcuni personaggi secondari che sembrano quasi essere intrusi
nellambiente circostante. A degno corredo di tanta magnificenza grafica troviamo un
sonoro fatto di temi musicali orchestrali dallaria maestosa, pur senza continui
picchi di qualità, che hanno come punto di forza il tema principale, veramente azzeccato.
Chiude piacevolmente il comparto un doppiaggio in italiano realizzato dai soliti
noti, ovvero doppiatori professionisti che ritroviamo in varie serie animate ed in
altri videogiochi, per i quali vi rimandiamo ai credits. Syberia è un bel giochino,
quindi. Non avrà la demenzialità dei primi Monkey Island, o lo humor nero di Grim
Fandango, o il cinismo di Indiana Jones, e neanche gli enigmi cervellotici
di Zak McKraken o la struttura aperta di Maniac Mansion. Però stiamo
parlando di mostri sacri, e la opera di Microids, non potendo sfidarli, gli porta comunque
rispetto, regalando agli avventurieri di vecchia data una storia gradevole e delle ottime
visuali, e rappresentando un discreto entry-level per chi non sa ancora cosa
vuol dire SCUMM.
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