| DEAD OR
ALIVE ULTIMATE Glissando bellamente sul primo Dead Or Alive (vi rimandiamo a questo link per i riferimenti del caso) è giusto esaminare in dettaglio il secondo episodio, che in questa sua nuova incarnazione si avvantaggia di nuove arene, nuovi costumi e di un migliore dettaglio per gli stage preesistenti. La risoluzione è stata ulteriormente maggiorata per favorire il realismo e la corposità delle textures, che adesso rasentano la assoluta perfezione fotorealistica. Sembra che questo sia il definitivo punto di arrivo delle capacità tecnologiche di XBox, che solo Tecmo è riuscita a sviscerare, gradualmente, con Dead Or Alive 3 prima e Ninja Gaiden quale tappa intermedia "di avvicinamento" alla attuale perfezione. Vi è anche da dire che le animazioni sono pressochè le stesse che già abbiamo sviscerato nei precedenti capitoli, quindi da questo punto di vista non si può dire che i programmatori si siano spremuti più di tanto. E lo stesso vale per i protagonisti, che non si rinfoltiscono proponendo le sagome classiche che abbiamo comunque imparato ad amare. La fluidità è come sempre eccellente: 60 fps costanti e spaccati, senza alcun rallentamento o incertezza, ma di questo non dubitavamo. Avevamo in realtà il timore che le musiche fossero ancora una volta di scarso interesse, e in effetti ci abbiamo preso, visto che anche in Ultimate dovremo sorbirci una colonna sonora decisamente incomprensibile, priva di anima, scarsamente metal e fisiologicamente confusionaria. Parlavamo dei limiti di manovrabilità. Dead Or Alive Ultimate insiste ancora nella proposizione di un sistema di attacchi eccessivamente istintivo, discretamente tecnico ma inevitabilmente limitato in quanto a strategie comportamentali del personaggio comandato. Condividiamo la volontà di Tecmo di differenziarsi dai picchiaduro della Namco, ma attingere, quantomeno in parte, alla visione ludica di Soul Calibur in fase di spostamento "ragionato" sarebbe cosa buona e giusta, magari da adottare nei successivi episodi della serie. Ma non dimentichiamoci dell'online. Perchè se nel single player la appetibilità del prodotto resta ancorata allo sbloccaggio di nuovi costumi e nuove modalità, giocando con un avversario umano "a distanza" (ma non troppo, dato che contattando giocatori USA il tutto comincia a laggare terribilmente) è il massimo concepibile per un picchiaduro. Diamo per scontato che abbiate una connessione ADSL e che la banda non sia occupata troppo dal PC, perchè se cominciate a scaricare roba potete scordarvi una adeguata funzionalità di rete. Offline troveremo i classici Story Mode, Survival, Time Attack con l'aggiunta del Battle Record per allungare il brodo e rendere il gioco in singolo abbastanza longevo. Tutto quì. Ultimate è sicuramente un gran gioco, che trova la sua pace nelle funzionalità Live ma che, anche giocato normalmente, riesce a produrre un sano divertimento hardcore. Il leggendario bouncing è presente più che mai e i vestitini delle donzelle cominciano a essere sempre più stringati e supersexy. Ma il punto è che finalmente abbiamo un gioco poligonalmente complesso, che non è il solito sparatutto in prima persona, potenzialmente in grado di creare una folta comunità di giocatori sparsi per l'Europa, in attesa che la velocità della connessione migliori e che si possa finalmente sfidare un opponente d'oltreoceano.....
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PRO |
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Sontuosa realizzazione grafica |
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Presente anche il primo DOA |
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Praticamente eterno online |
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CONTRO |
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Sistema ludico un po' obsoleto |
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Colonna sonora di bassa qualità |
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Nessun lottatore nuovo |