VANQUISH

vanquishcover.png (14507 bytes)Quando in un videogioco troviamo accreditato come director un certo Shinji Mikami, sappiamo già che sarà un'esperienza fuori dall'ordinario. E tale è Vanquish, che ad occhi distratti potrebbe apparire come un semplice clone di Gears Of War in salsa giapponese, uno specchietto per le allodole pubblicato da SEGA per alzare qualche quattrino sul mercato occidentale, sfruttando l'onda lunga dello sparatutto con le coperture. Ma non è così. Qui non ci sono bamboccioni goffi e ipertrofici, e nascondersi dietro un muretto serve a ben poco. Ma andiamo con ordine. L'intreccio è puro pop-corn: robots russi, capitanati da un simil-Putin cyberfetish, si sono impadroniti di una base spaziale americana dotata di generatore di energia solare con il quale hanno raso al suolo San Francisco, e minacciano ulteriori massacri; il presidente degli Stati Uniti, le cui fattezze sono quelle di Hillary Clinton, manda una task force a sbrogliare la matassa. Noi impersoneremo Sam Gideon, scienziato, ex stella del football e tabagista, buttato in mischia per supportare i militari e testare la sua nuova tuta sperimentale.

Quello che Platinum Games tira fuori da queste premesse è un massiccio sparatore action in terza persona, ipercinetico e furioso: le schermaglie guerresche si svolgono in un turbinio continuo di deflagrazioni e sciami di missili da evitare all'ultimo istante, in una girandola esplosiva portata al parossismo: esplodono i robot nemici, esplodono i nostri compagni, esplode lo scenario, esplodono anche le coperture, per cui scordatevi di bivaccare dietro una protezione uscendo il braccino di tanto in tanto pensando di essere al sicuro. La quantità di disintegrazione a schermo è inenarrabile, sembra quasi di trovarsi in una sorta di Bangai-o in 3D. Per difenderci purtroppo non avremo a disposizione nessun controattacco a megamissili, ma ci faremo bastare la nostra iper-tuta; questo ritrovato tecnologico ci rende un super soldato capace di mettere in atto le due azioni che sono il cardine del gameplay di questo titolo: la turbo scivolata e l'augmented reality mode. Con la prima potremo spostarci a velocità folle sul campo di battaglia, per aggirare i nemici, fuggire da una situazione troppo esplosiva, o piuttosto per lanciarci al centro dell'azione in un batter d'occhio; il secondo non è altro che una modalità bullet-time, attivabile durante la schivata, la stessa scivolata, nonchè in altre situazioni particolarmente coreografiche e nel caso si sia prossimi alla dipartita. L'arsenale offensivo, dal canto suo, pur non particolarmente originale constando dei soliti fucili di varia potenza e precisione, con solo uno spara-lame ed una pistola a colpo sferico elettromagnetico come diversivi, ci permetterà di sferrare un attacco corpo a corpo differente a seconda dell'arma selezionata, aggiungendo varietà strategica al gameplay. Ma attenzione, l'uso di tale attacco con alcune armi, come anche l'abuso delle abilità della tuta, portano al surriscaldamento e alla conseguente perdita della supremazia in battaglia per un certo periodo di tempo; dovremo dunque gestire le nostre risorse con maestria, saremo costretti ad entrare in simbiosi con la nostra corazza, assecondarne capricci e tempistiche, per giungere al fine in paradiso: evito la morte con una capriola, in copertura giusto il tempo di due boccate di sigaretta (tre in dotazione per livello, utili a distrarre i nemici) e poi subito via, salto fuori al ralenti seccando al volo la fanteria nemica per poi partire a supervelocità con la scivolata di potenza verso un boss da far soffire con un calcione devastante, con ciò innescando magari un quick-time event altamente spettacolare che se ben eseguito sarà foriero di ulteriore distruzione.

Il comparto tecnico è ottimo. Nonostante sia stata Playstation 3 la piattaforma di riferimento durante lo sviluppo, l'impressionante fuoco di fila presente a schermo si muove in fluidità sull'XBox 360, con solo insignificanti rallentamenti nelle situazioni più congestionate. Piccoli difetti come qualche texture un po' plasticosa e la leggera monotonia delle ambientazioni perdono significato davanti all'eccelso design dei robots (notevoli in particolare boss e midboss), ai raffinati effetti della nostra tuta (come la trasformazione dell'arma impugnata) e alle stupende decelerazioni temporali, durante le quali potremo ammirare in dettaglio i proiettili che ci sfrecciano attorno, tutti singolarmente animati e distruggibili, e gli effetti luminosi dei raggi disintegranti, per non parlare del consistente sonoro che sembra realmente proiettarci in una dimensione rallentata. E allora guidato da una concezione diremmo cyberpunk nell'estetica quanto nel gameplay, abbacinante esperienza puramente in single-player, Vanquish è filosoficamente più vicino a un coin-op piuttosto che a uno sparatore moderno. In virtù di tale cristallina classicità innestata con furia nel corpo lacero di un genere dunque reinventato, riteniamo il titolo Platinum una delle ultime vette incontaminate dell'attuale generazione di videogames.

 


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PRO

Furia e devastazione

Robot atomici esplosivi

Grandissima giocabilità

CONTRO

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