GTA: Vice
City Secondo tentativo nella terza
dimensione per il gangster game made in Rockstar, Grand Theft Auto: Vice City
è lepisodio della serie che meglio riesce a insidiarsi nellimmaginario dei
videogiocatori (giovani e meno giovani), forte di un mare di citazioni e meta-riferimenti
culturali che spaziano da Brian de Palma a Michael Jackson. Siamo a Miami, anzi a Vice
City. Per farla breve: Miami Vice. Cè questo Tommy Vercetti, il personaggio che
impersoniamo, che già di per sé fa tanto mafia-movie. Vediamo Quei Bravi Ragazzi
della sua famiglia tramare contro di lui. Poi salta fuori un avvocatino clonato da Sean
Penn in Carlitos Way. E si comincia a giocare. Sali su una macchina e parte
lautoradio. Ecco che arriva il momento epifanico, il punto in cui Vice City acquista
la maggior parte della sua credibilità: siamo negli anni 80. Miami al mattino in
Vespa mentre The Whispers intonano And the Beat Goes On. Attraversare il
quartiere cubano su un taxi sgangherato con un mambo di Radio Espantoso. Un inseguimento
notturno lungo la costa al ritmo di Billie Jean. Cavalcare una moto al tramonto mentre ci
si gode Summer Madness di Kool and the Gang.
E per chi mastica linglese sarà uno spasso ascoltare
i dibattiti satirici su V-Chat o le assurde pubblicità tra un brano e laltro. E i ragazzini ci vanno a nozze: tutto è lecito durante il cazzeggio a Vice City. Investire meretrici, pestare bagnanti per derubarli, attirare l'attenzione di un poliziotto, ucciderlo per sottrargli le armi. E avanti ancora, in unescalation di violenza che aumenterà il nostro grado di criminalità fino a mobilitare un intero esercito delle forze dellordine per darci la caccia. Se muori, riparti dallospedale e il gioco ricomincia. Chiaramente è possibile giocare a Vice City evitando di prendersela con personaggi innocenti. E che magari devi comprarti un fucile per la prossima missione. E il modo più veloce per racimolare un bel gruzzolo è andare a fare una bella strage al centro commerciale. Che volete che sia un framerate incostante quando puoi avere tutto ciò? Che importa se per mascherare un motore grafico che arranca abbiano aggiunto un motion blur ai confini dellastigmatismo? Problemi che non si riscontrano nella versione PC, preferibile alloriginale PS2 per più di una ragione: dalla stazione radio personalizzata ai salvataggi, senza contare i caricamenti fulminei. Ciononostante, che si tratti di PC, XBOX o PlayStation siamo di fronte al medesimo gioco, nel bene e nel male. Possiamo comunque ritenere onesto l'episodio più amato della fortunata serie di Rockstar nel suo offrire al giocatore un mondo virtuale parodistico, dove la violenza è dobbligo ma è quasi clownesca, surreale, come quando giocavamo con gli omini del Lego. E' Rockstar stessa ad evitare di prendersi sul serio, poiché sarebbe davvero pretenzioso ambire al titolo di capolavoro quando il fulcro di ogni opera videoludica, ossia la giocabilità, risulta essere il punto più debole di tutto il gioco. Eppure, grazie al successo di vendite alimentato da un esagerato premio della critica, Rockstar Games pretenderà sempre di più di mascherare dietro a una nemmeno troppo ispirata vena autoriale delle meccaniche insoddisfacenti, a partire dall'ipertrofico capitolo che farà seguito al titolo in questione.
|
![]() |
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
![]() |
PRO |
|---|---|
La Miami di Miami Vice |
|
Imperdibile colonna sonora |
|
Piglio parodistico |
|
CONTRO |
|
Giocabilità fumosa |
|
Concept aleatorio |
|