| VIRTUA
STRIKER 3 Ver. 2002 Scesi in campo le differenze non sono molte. Si avverte una aumentata velocità della azione, una migliore gestione dei passaggi, una intelligenza artificiale dei giocatori giusto un filino più efficiente. Ma il succo è lo stesso. Palla al piede dovremo pigiare i tre tasti di gioco (cross, tiro, passaggio) nell'intento di inquadrare il più velocemente possibile la porta e sorprendere il portiere. La palla potrà essere scagliata con forza anche da metà campo, e capiterà, come è sempre successo, anche di azzeccare il tirone sotto l'incrocio. Ciò che in Virtua Striker è simulato alla perfezione è la fisica dinamica del pallone e rispettivi rimbalzi contro i pali. Nessun altro gioco calcistico meglio di quello Sega restituisce a video la "spettacolarità del momento", sia esso palla sulla traversa, o semirovesciata, o testata in tuffo. L'errore che il giornalismo videoludico di medio-basso livello ha sempre commesso, per Virtua Striker (qualsiasi versione), è nell'averlo considerato un gioco del calcio, e in quanto tale nell'averlo sistematicamente tacciato come pessima simulazione. In realtà Virtua Striker è una filosofia ludica tendenzialmente arcade, estremamente arcade, che tende ad esaltare il principio dinamico del calcio più che il calcio stesso, che espone il giocatore a una visione di giocabilità strettamente legata al "tiro in porta", che appare sempre e comunque dipendente dello spettacolo. Soprattutto in due non ci si annoia. Checchè ne dicano i puristi brufolosi che si masturbano con PC Calcio. Piuttosto, Sega si è dimostrata avara nel concedere nuove vie alla visione arcade del gioco. Ad esempio si sarebbe potuto estremizzare il concetto di fallo, applicare maggiore violenza negli scontri (come accadeva in Super Sidekicks), potenziare il tiro con aggiunte fantasiose tipo megatiro che sfonda la rete. Avrebbero potuto creare due giochi in uno, come in Power Spikes II, con giocatori corazzati a la Soccer Brawl che si fanno male a vicenda quale modalità nascosta. Congetture. Si sappia che il titolo continua a divertire, anche nello snobismo generale, e che tecnicamente è ancora inarrivabile. Basta paragonare la sontuosità degli stadi di Virtua Striker 3 Ver. 2002 alle strutture, ancora rozze, presenti in Winning Eleven 8 per rendersi conto che Sega è ancora maestra nella espressione tecnologica tridimensionale, e che quando si tratta di creare un engine particellare complesso gli si può affidare anche un progetto della Nasa. Quindi giocatori animati fluidamente e plausbili (anche se persiste l'effetto "gamba di legno" quando cominciano a correre), collisioni con la sfera praticamente perfette, senso di confusione in aria abbastanza radicale e anche ventidue giocatori in simultanea nella stessa schermata senza mai creare rallentamenti. Impeccabile Sega. Il sonoro svolge il suo dovere, diciamo, anche se non vi è nulla di trascendente nè nelle musiche nè negli effetti, e il brano iniziale è veramente irritante. Insomma Sega ha prodotto l'ennesimo Virtua Striker con la consapevolezza di indirizzarsi a una nicchia. Non pensiamo che quì in occidente Virtua Striker 3 abbia ottenuto molti consensi, ma siamo abbastanta lucidi nel continuare a consigliarvi, qualora aveste il Dreamcast, la versione 2000.1. Se poi apprezzate molto la saga e avete il Cubo, un nuovo capitolo fa sempre bene, e vi aiuterà a tirare in porta dal centrocampo.
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PRO |
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Capolavoro grafico |
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Divertente, soprattutto in due |
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CONTRO |
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Giocabilità poco implementata |
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