VIRTUA TENNIS 3

beachcover2.JPG (14507 bytes)I primi due Virtua Tennis possono collocarsi in un sottogenere sportivo di impostazione arcade dal consumo rapido e disimpegnato. Quello che conta è colpire forte e fare i portieri quando si attacca, qualunque sia il tennista alter ego. Ci siamo quindi sorpresi nel rilevare, in Virtua Tennis 3, il gene della simulazione autentica; lo stile peculiare degli atleti riprodotti (Federer, Roddick, Nalbandian e molti altri), oltre a essere riconoscibile nei rispettivi movimenti, è applicabile scientificamente attraverso l'uso combinato della pulsanteria a tre tasti e la levetta. Sega si evolve. Il "volo" in recupero, che nelle prime partite parrebbe violentare il gameplay, si evita del tutto imparando l'uso della "X"; il tiro potente lo si fa rispettando il timing dei rimbalzi e trasformando la risposta di contenimento in un attacco in controtempo; a rete ricavi punti solo dopo un tiro profondo e mai con approcci avventurosi. Benchè sia uscito inizialmente in sala giochi, riteniamo che il titolo sia stato pensato in funzione degli adattamenti domestici postumi, e che abbia beneficiato, per assurdo, della crisi del mercato arcade.

L'adattamento per XBOX360 propone una serie di aggiunte sul versante opzioni, come era naturale attendersi. Viene quindi introdotta la completa personalizzazione del tennista digitale, che potrà essere utilizzato nella modalità carriera e nel gioco online (altra novità). Vi è l'aggiunta di una sezione allenamento elementare con tiro al bersaglio, abbattimento di birilli e diavolerie già viste nel secondo capitolo della saga. Si ritrovano le modalità torneo contro la cpu ed esibizione, utili per sperimentare quanto appreso durante gli allentamenti e per sfidare un amico sulla stessa console. Ma nel gioco in single player è la carriera (Tour Mondiale) a interessare maggiormente per via della elevata quantità di tornei da disputare e grazie alla necessità di fare evolvere le caratteristiche fisiche e tecniche della nostra creatura silicea. Di vittoria in vittoria scaleremo la classifica, sbloccheremo gli Open più importanti e alla fine otterremo anche due personaggi inediti (King e Duke). Sfida discreta, che intrattiene per parecchie ore ma che, a lungo andare, denota i limiti comportamentali della cpu e sposta l'interesse verso il multiplayer online. Ed è qui che viene fuori la profondità ludica di Virtua Tennis 3, fra singoli, doppi e doppi misti performabili in apposite stanze personalizzabili. Superato l'ostacolo della ciclicità artificiale degli opponenti computerizzati, si scopre gradualmente la incidenza delle superfici sullo stile di gioco da adottare, che va realizzato sulla base del tennista precedentemente scelto. Aiutano, nel merito, le pressochè perfette routine di rimbalzo della pallina.

Il perfezionamento delle tecniche tennistico-simulative dei primi due capitoli interviene in diverse fasi. Vi è dapprima la scrupolosa riproduzione stilistica di ogni singolo atleta licenziato: Roddick sfodera un servizio poderoso, ma deficita nei colpi da fondo e non può vantare il super rovescio di Nalbandian. Federer è il tennista più completo e, se bene interpretato, può produrre colpi definitivi sia da fondo che a rete, lì dove, ad esempio, un Henman trova la unica zona di campo praticabile. Poi vi è la questione dei livelli di pressione sul tiro, che determina lo smash, il top spin, la palla corta e la smorzata a combinazione di persistenza con lo stick. Le accelerazioni improvvise vanno ponderate più sui rimbalzi e il posizionamento dell'altleta che sul tempo di rilascio dei pulsanti, visto che negli scambi più cruenti saranno le sequenze di "tocchi" a determinare gli equilibri in campo. Ancora, il servizio: decisivo per conseguire vittoria, come lo è nel tennis reale, si potrà eseguire con l'effetto a uscire, in potenza, centrale o angolato, e anche alla "Chang" a mo di palla corta. E, come nel tennis reale, se non lo si è imparato si fa prima ad abbandonare il joypad, perchè si verrebbe annullati dalle risposte aggressive degli opponenti. L'unica caratteristica limitante di Virtua Tennis 3, tra l'altro eredità dei precedenti due episodi, è la persistente difficoltà ad effettuare il passante con il giocatore avversario a rete. In questi casi è buona regola operare un pallonetto, comunque di non semplice esecuzione, o affidarsi a una smorzata che mantenga bassa la traiettoria della pallina. Esteticamente imponente, con le tessiture che raggiungono la verosimiglianza fotografica assoluta, con le stupende animazioni dei tennisti, con la risoluzione a 1080p che disegna gli stessi così come appaiono dal vero, Virtua Tennis 3 mostra lacune tecniche unicamente sul fronte delle assillanti musiche pseudorock ingame, che sarebbe bene disattivare per manifesta inutilità. Un ottimo tennis, dunque. Inaspettatamente, Sega abbandona la leggerezza strutturale dei suoi precedenti titoli sportivi imponendo un sistema di gioco rigoroso nella riproduzione degli stili, della tecnica, delle cadenze, delle dinamiche del tennis moderno.




vtennis3_01.png (94942 bytes)
vtennis3_02.png (105309 bytes)
vtennis3_03.png (101469 bytes)
vtennis3_04.png (90632 bytes)
vtennis3_05.png (89595 bytes)
vtennis3_06.png (80611 bytes)
vtennis3_07.png (103194 bytes)
vtennis3_08.png (105591 bytes)
vtennis3_09.png (97311 bytes)
vtennis3_010.png (105421 bytes)
voto_pregecult.gif (4985 bytes)

PRO

Sistema di gioco versomile

Perfetta riproduzione estetica e

tecnica dei tennisti licenziati

Eleganti tessiture delle superfici

CONTRO

Ancora difficoltoso il passante

Colonna sonora inutile

Home

Note di produzione