WINNING ELEVEN 9

gradius5cover2.JPG (18977 bytes)Naaaa, non può essere. Non può essere che, giunta al nono capitolo, la saga di Winning Eleven continui a evolversi inesorabilmente pur su di una tecnologia hardware quasi sorpassata. Non sappiamo se questo sarà l'ultimo episodio ad apparire su Playstation 2, ma siamo certi del fatto che molto più in là non si possa andare. Con Winning Eleven 9 Kcet ha toccato il fondo, nel senso buono del termine, arrivando a solcare un livello di realismo che cinque anni fa, all'indomani della pubblicazione di Winning Eleven 5 (il primo capitolo della serie ad apparire su Playstation 2), non avremmo minimamente auspicato. Eppure, a seguito di un raffinato studio delle risorse tecniche della console Sony siamo quì ad osservare un gioco che è quanto di più vicino alla realtà simulata da che esistono le simulazioni. Non pensiamo di esagerare se vi diciamo che lo staff dei realizzatori ha inserito un centinaio di animazioni in più per le movenze standard e altrettanti per i calciatori più conosciuti (inequivocabile la falcata di Cassano così come quella di Ronaldino) per narcotizzare quelli che ritenevano Winning Eleven 8 praticamente inarrivabile....

Ma eccoci quì, una volta ancora, in una standing ovation quasi commossa nella contemplazione di una struttura di gioco che continua a evolversi anno dopo anno. In apparenza tutto è rimasto invariato, dal sistema di controllo alle movenze possibili per ogni calciatore, ma dopo la prima mezz'ora di gioco si avvertono i primi cambiamenti. Vi è d'apprima il pallone, i cui rimbalzi appaiono più soggetti alla forza di gravità di quanto lo fossero in passato, e lo si avverte al momento del cross in area, o quando il portiere effettua una respinta che scagli la sfera a campanile. Generalmente il pallone appare più "pesante" al contatto con l'erbetta e l'attrito, nei passaggi rasoterra o durante i rimpalli, restituisce quel rotolamento compassato delle triangolazioni viste in tv. In proposito, il sistema dei passaggi è stato rivisto: adesso effettuare uno scambio palla a terra con un compagno è più difficile, perchè le traiettorie tendono sovente a non rispettare un direzionamento calcolato. Dipende anche dal calciatore che effettua il passaggio, naturalmente, ma non è raro che possa sbagliare anche un campione virtuale. La scalata verso il realismo prosegue nella gestione del lancio filtrante, quello che nel precedente capitolo tendeva a smarcare sin troppo facilmente l'attaccante di turno. Adesso, se il ricevente non si trova davvero in condizione potenziale di scatto verso l'area si ritroverà a dover rimendiare a una autentica zappata. Riguardo la disposizione delle difese registriamo un deciso passo in avanti.....

Rammenterete di certo i rimpalli un po' fortuiti che occorrevano nell'ottavo capitolo della serie allorquando si tentasse di difendersi sottomisura. Orbene adesso tale problema è stato definitivamente risolto, oltre che dalla rivista A.I. dei calciatori, anche dalla più efficace prestanza fisica degli stessi. Soffiare la palla, sopratutto a un difensore, è adesso una impresa ardua e qualora ci riuscissimo vedremo il nostro opponente vendere cara la pelle pur di recuperare la sfera appena smarrita. Poi vi è l'anticipo in scivolata che tende, finalmente, a non essere sempre falloso e a privilegiare un tipo di gioco che, ora più che mai, può definirsi davvero all'inglese. L'arbitro risulta meno invadente del solito e non fischia a ogni dannata infrazione, magari riservandosi di ammonire o riprendere il calciatore incriminato ad azione conclusa. Sulle azioni di attacco la miglioria più rilevante riguarda la rielaborazione delle fasi di tiro, atta a rendere più "ficcanti" le mine da fuori area e a gestirne in modo più intelligente il dinamismo. Caso emblematico sono i tiri in controbalzo, finalmente possibili, e gli stessi tiri al volo da fuori, che calcolando bene il tempo di discesa del passaggio riescono che è una meraviglia (vedi foto numero 5) al contrario di quanto succedeva in precedenza, con l'attaccante che anzichè coordinarsi di piede entrava di testa. La grafica è semplicemente straordinaria sia nella realizzazione del manto erboso che nelle animazioni, adesso presenti in numero smisurato. Ma è la nitidezza delle textures (da sempre il punto debole della saga) a lasciare senza parole, tanto che è possibile riconoscere le giunture del ginocchio di Totti, dal basso, e i suoi lineamenti a telecamera ravvicinata. Ma vale lo stesso discorso anche per gli altri calciatori. Siamo ammirati, in effetti, e a questo punto dire che Winning Eleven 9 sia la più grande simulazione sportiva di tutti i tempi è l'unica cosa sensata da fare.

 

 

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PRO

Manovrabilità "naturale"

Rilevanti aggiunte strutturali

Tecnicamente straordinario

CONTRO

Nulla di rilevante da segnalare

                         
                       

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