WINNING ELEVEN 10

gradius5cover2.JPG (18977 bytes)La programmatica evoluzione della saga calcistica Konami, che ogni anno propone due versioni dello stesso gioco rilasciate a pochi mesi di distanza, descrive quello che è divenuto un meccanismo masochista autoinflitto. Le novità introdotte sul fronte del gameplay sono troppo irrilevanti perchè un nuovo episodio di Winning Eleven sia davvero giustificabile in un così stretto lasso temporale. E succede spesso che le tecniche difensive o di attacco appena assimilate debbano essere bruscamente messe da parte perchè nel nuovo episodio i programmatori hanno fatto marcia indietro. Troppo breve un anno. Sarebbe più onesto lasciare a decantare ogni capitolo per almeno due anni. Per valorizzarlo. Per non dovere fare in modo che ci si dimentichi completamente di ciò che si è giocato come un ipotetico pasto che si sia consumato il giorno precedente. Utopia. Winning Eleven 10 è naturalmente un capolavoro calcistico assoluto, ma di cui avremmo fatto volentieri a meno. Indubbiamente qualcosa è stato migliorato come i soliti passaggi, tiri, animazioni, stadi, effetti. Piccolezze. Dopo dieci anni di incondizionata devozione scatta l'ammutinamento.

In Winning Eleven 10 ritornano puntuali le medesime opzioni e modalità del precedente episodio. Quindi campionato, lega, compravendita fra squadre e allenamento, oltre ai soliti settaggi standard. La rosa di squadre a disposizione aumenta di qualche unità presentando come sempre sia i team nazionali che quelli di club. Restano selezionabili, fondamentalmente, tutte le più forti squadre del mondo: Barcellona, Real, Milan, Inter, Juventus e via dicendo, e ancora una volta è riservata molta attenzione alle singole individualità. Ronaldino è immediatamente riconoscibile non solo dal punto di vista estetico ma anche per la sua abilità palla al piede. Fra lui e gli altri della squadra, che sia il Barcellona o il Brasile, vi è il classico abisso: velocità assurda, elastico, dribbling stretto, pugni a razzo, alabarda spaziale e palle di fuoco. Ma esagerazioni a parte forse Ronaldino, così come Zidane o Adriano, risulta eccessivamente più forte degli altri calciatori "mortali". Soprattutto se si gioca contro un avversario umano i vantaggi derivabili da questi singoli tendono a disequilibrare le squadre, falsando in un certo senso le reali abilità del videogiocatore. Ma è anche vero che Konami abbia cercato di ribadire il suo concetto di realismo, presentando ciò che effettivamente ogni squadra ha da offrire in termini di qualità generale. La casualità di alcune azioni, dettate da particolari routine di A.I., tende in compenso a livellare la giocabilità, seppure in forma non definitiva.

Winning Eleven 10 è una elegante simulazione calcistica. Il divertimento scaturito dalla modalità per quattro giocatori rappresenta ancora la vetta del divertimento in multiplayer calcistico. In proposito segnaliamo che la modalità online, a causa dei problemi di lag ancora irrisolti, è stata eliminata (ritornerà nelle imminenti edizioni XBox 360 e PS3). Nel gioco in singolo ci si diverte invero, ma solo fino a un certo punto dati i limiti di A.I. della cpu, che tende sovente a ripetere le stesse azioni ciclicamente. Sulla grafica invece vale pressochè lo stesso discorso della precedente versione, dato che i miglioramenti globali sono impercettibili e riguardano quasi esclusivamente l'introduzione di nuove animazioni. Quindi la resa è sempre ottima e malgrado la pessima risoluzione delle textures ravvicinate degli spalti il titolo mette in rilievo uno splendido design degli stadi, una anatomia deambulatoria dei calciatori pressochè perfetta, un manto erboso dallo splendido rivestimento verdaceo. Molto suggestivi sono gli effetti atmosferici variabili durante la partita, come la stessa differente illuminazione del sole in una zona del campo rispetto ad un'altra. Riguardo la fisica dinamica del pallone non ci è parso di rilevare differenze concrete, quindi i rimbalzi e le scoccate si realizzano con il realismo già decantato in passato. Infine il sonoro rende come sempre giustizia alla spaziosità grafica, e malgrado delle musiche abbastanza insignificanti gli effetti da stadio restano apprezzabilissimi. Konami ha sfornato allora il medesimo capolavoro calcistico annuale, che però ha la presunzione di aggiungere veramente poco alla esperienza già maturata in WE9, ponendosi come acquisto essenziale solo per i neofiti. E' auspicabile che i prossimi capitoli next-gen introducano veramente qualcosa di nuovo, ma fino ad allora non sprecate i vostri danari.

 

 

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PRO

Livello simulativo impeccabile

Eccellente realizzazione tecnica

                     

CONTRO

Praticamente identico al prequel

Alcune individualità tendono a

sbilanciare il gameplay

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Note di produzione