WE LOVE
KATAMARI Tutti commettiamo degli errori. Nel recensire il primo Katamari
l'errore è stato quello di sottostimarne il comparto musicale e sonoro, con il senno di
poi assolutamente, assolutamente straordinario. In We Love Katamari la
opera di rivisitazione del funky-pop su base swing in salsa jazz sperimentale
incontra estensioni di suoni ancora più paranoici adeguandosi a quella che, visivamente,
è pura follia. Il surrealismo sfrenato del precedente episodio è qui messo sul video con
un vigore più immaginifico, proporzionalmente alla maggiore percorrenza ambientale. E vai
di improbabili supereroi a pugno chiuso, lottatori di sumo che rotolano, pachidermi che
passeggiano allegramente in un giardino, samurai a cavallo e basi missilistiche, in un nonsense
generale rafforzato da questa palla che rotola e rotola appiccicandosi a tutto. La
struttura di gioco non è cambiata: direzionando i due stick analogici del Dual Shock piloteremo
Katamari a mo di carro armato, virando a destra e a manca con scanzonata goffaggine e
deambulando scoordinati verso la conquista del mondo. Uno stranissimo mondo.
Da un seguito degno di tale nome ti aspetti, per prima cosa, una lunghezza di gioco superiore. E in tale frangente We Love Katamari non tradisce le attese misurando scenari più vasti e provvedendo all'inserimento di nuove situazioni; ci ritroveremo in una aula con tanto di professori alla cattedra, ci immergeremo in un mondo subacqueo, scorazzeremo tra gli Champs Elisee, razzoleremo in una tavola imbandita, risucchieremo un intero prato fiorito. Ispiratissimo nel level design a spirale, concepito per rilasciare una oggettistica sempre più grande ed elaborata, WLK intrattiene il giocatore in un vortice che non concede pause. Raggiunto uno stato di grandezza medio, si passera a quello medio-alto, e poi a quello superiore, senza che ci si avveda dello scarto dimensionale occorso. Più grande è la palla, maggiore è la difficoltà nel controllarla. Ma all'aumentare delle insidie corrisponde, per contro, un netto innalzamento ludico, mantenuto su livelli altissimi dalla necessità di completare il diametro assegnatoci in un tempo limite. La intelligenza morfologica e geografica delle zone da "radere al suolo" deriva, essenzialmente, da un processo aereo di diramazione scalare: seguendo una serie di indizi e di indicazioni fittizie, è possibile conseguire un completamento più rapido delle missioni. Un punto di partenza, portando un esempio, potrebbe risiedere in una fila di piantine lungo un viale che, quando intrapreso del tutto, conduca per congiunzione a nuovo carattere di oggetti. La palla rimbalzante rappresenta, ancora più della sua antenata, una "divertente minaccia" per la blocchettosa popolazione di legolandia. Quando raggiungeremo una grandezza che consenta la acquisizione delle persone, cominceremo altresì a udire urla di terrore, grida disperate, imprecazioni varie, esclamazioni assortite ma anche, e con sommo divertimento, ritornelli allucinati come se il nuovo ospite fosse divertito dalla sua avvenuta investitura. La modalità per due giocatori si rinnova del tutto in We Love Katamari. Adesso, in virtù della nuova azione cooperativa, vengono a crearsi inediti sbocchi per il gameplay, che rispecchia brutalmente le capacità di coordinazione tra i due stick analogici disgiunti, sia che si incontrino armoniosamente, sia che, come è probabile che inizialmente accada, si scontrino in una pericolosa divergenza direzionale. Tuttavia la giocabilità del titolo Namco è specchio di una praticità grafica eccellente, di un disegno delle strutture raffinato ed essenziale, di una colorazione variegata e sublime. La semplicità degli scenari è solo apparente. Perchè Namco non fa che mascherare, attraverso la sua visione infantile del mondo, uno dei migliori motori tridimensionali mai prodotti da quando esiste Playstation 2. Il numero dei poligoni è allarmante, e per quanto si tratti di superfici flat shaded l'aspetto generale sovviene irresistibile anche per via delle strepitose animazioni. Noi amiamo Katamari. In questo secondo episodio la genialità meccanica di Katamari Damacy viene assecondata per ampliarsi ulteriormente, per scandire nuove forme di gerarchia poligonale, per assurgere a uno stato di intrattenimento concettualmente superiore. A metà strada tra gioco di azione e puzzle, We Love Katamari è l'ennesimo tributo della Namco alla causa della piattaforma Sony. L'ennesimo, grande gioco che giustifichi l'esistenza di Playstation 2.
|
![]() |
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
![]() |
PRO |
|---|---|
Struttura semplicemente geniale |
|
Colonna sonora magnifica |
|
CONTRO |
|
Nulla da segnalare |
|