XII STAG Sulla via del tramonto dello shooter
bidimensionale classico, quello da ultimare in sala giochi con una sola vita,
appariva su Playstation 2 XII Stag di Triangle Service (Trizeal).
Il titolo fu pubblicato nel 2002 in arcade sotto effigie Taito, per poi essere traslato
sul monolite pochi mesi più tardi e abbastanza in sordina. Ma lo sparatore merita.
Proviene da lontano la passione della avventura nei cieli trasmessa dai realizzatori, che
inventano un metodo di sparo bilaterale da subito interessante. La influenza di Cave si
avverte, ma non si pensi a una rivisitazione del manic shooter ad accumulazione:
XII Stag è più tradizionale di quanto voglia far credere inizialmente, e superati i
primi livelli si percepisce palese la devozione del titolo di Triangle Service verso il
verticalismo di Seibu, Toaplan e Raizing. Primi anni '90, non c'è dubbio. Lo si può
camuffare a shoot'em up "moderno" quanto si vuole, ma la radice
tradizionalista spunta fuori a ogni esplosione. Ed è un bene, credeteci. Sarà che siamo
abbastanza stanchi della clonazione dello sparatutto basato sul punteggio, ma il ritorno
alle origini ci ha fatto respirare aria di apocalisse. Quella vera.
Ciò che rende affascinante il motore balistico di XII Stag è il metodo Track' n Field. Desra e sinistra col joystick, velocemente, per realizzare delle combo a fattore di moltiplicazione. I realizzatori assecondano questa formula di attacco al nemico sviluppando delle condizioni dinamiche ad hoc, con sezioni di astronavi che attraversano i due bordi dello schermo per scoprire uno spazio centrale utile alla applicazione della "sbandata". E' in effetti possibile affrontare il nemico unicamente con la centrifuga laterale, ma è consigliabile optare per una sinergia di sparo che vi coniughi il fascio principale a detonazione continua. Divertente, piuttosto. Si scopre stradagiocando la efficacia stilistica e pratica di questa originale concezione dello spazzamento, che se vogliamo evolve il buzzing di Psyvariar nel ripensamento delle alternative alla distruzione elementare. XII Stag è interessante per la precisione dei controlli, per la schematicità di una struttura che stimoli l'assorbimento delle routine comportamentali nemiche. La flessibilità del gameplay, in contrasto con la filosofia Cave, non indossa i paraocchi della maniacalità di settore: il moderato affollamento a video consente di giocare per lo scoring system e allo stesso tempo per la gloria del boss finale. Un compromesso che indirizza la opera di Triangle Service a un pubblico eterogeneo. XII Stag è un titolo importante per volume e consistenza. La grande quantità di sprites non va quasi mai a incidere sui tempi di reazione, sulla abilità motrice del giocatore. I proiettili viaggiano veloci, ma altrettanto rapido è lo spostamento del mezzo volante, che possiede anche un cannone posteriore utile a coprire i margini inferiori dello schermo. Particolarmente indicata la cooperazione con un compagno, nonchè il ribaltamento preventivo del monitor per fruire della impostazione allungata dell'arcade. Ottima la grafica bidimensionale in pre-rendering, riccamente illuminata dal massiccio alpha blending dei raggi e delle esplosioni; il dettaglio dei fondali, disegnati al pixel, non pregiudica la fluidità dello scorrimento, solido anche nei momenti di culminazione massima degli elementi a video. Il mecha design moderatamente ispirato infonde allo sparatore una immagine hi-tech di immediato impatto scenografico, lasciandosi ammirare soprattutto nelle fasi conclusive. Si poteva osare di più sulla estensione dei singoli livelli, possibilmente, visto che tendono a concludersi in breve tempo, ma diciamo che i crediti non illimitati aiutano comunque ad allungare la esperienza. La buona colonna sonora di stampo jappo pop interferisce bene con la azione grazie al mantenimento di toni serrati, che sostengono la ferocia dell'atto bellico volante. Non ci spieghiamo quindi la sottostimatura che il titolo ha dovuto subire all'uscita sul mercato, sebbene le critiche giungessero perlopiù dalla mediocre stampa inglese. Per intenderci, la stessa che nel 1997 stroncò Symphony of the Night. Vi si esorta quindi alla libera interazione con l'XII Stag di Trinagle Service.
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PRO |
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L'effetto Track'n Field |
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Tecnicamente considerevole |
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CONTRO |
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Non eccessivamente longevo |
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