| DEAD OR
ALIVE: Xtreme Beach Volleyball L'implementazione simulativa è molto povera. Dovremo giusto premere qualche tasto al momento giusto, e la cpu provvederà a direzionare la palla o a riceverla a seconda dei casi. Il divertimento è limitato e la prima cosa che ci verrà in mente sarà quella di riaccendere il Cubo e continuare la partita a Beach Spikers che avevamo lasciato a metà. Restermo ancora un po' giusto per vedere che succede dopo la prima vittoria, e sarà in quel preciso istante che apprenderemo il vero senso ludico del titolo Tecmo. Ci eravamo sbagliati: lo spessore c'è, solo che è direzionato in modo differente da come lo avevamo immaginato, puntando su di una concezione manageriale dell'erotismo nonchè sulla ricerca del gadget più ricercato. Effettivamente se Tecmo avesse sviluppato meglio la parte giocosa della pallavolo avremmo preferito restarvici, senza che la voglia di esplorare il mondo circostante ci educasse al sottogenere rappresentato. In Xtreme Beach Volleyball il "contorno" gioca un ruolo cruciale, è il gioco stesso per certi versi, e assecondare la scelta dei programmatori significherà anche scoprire virtù ludiche inusuali. La gestione della nostra pallavolista virtuale è semplice e intuitiva: attraverso un menu potremo farle compiere una serie di azioni complementari, come una passeggiata sulla spiaggia, una puntatina ai negozi, una esposizione al sole con tanto di abbronzante e via dicendo. Si respira un clima ovattato che pone al centro di tutto i capricci della nostra bella. Vedere la ragazza indossare quel costume tanto ambito, che praticamente copre solo il minimo necessario (e forse anche meno) è una sensazione che non si può spiegare a parole. Avremo vinto e potremo passare alla prossima donzella. La longevità del titolo Tecmo è tutta quì, e prima di aver sviscerato tutti i segreti che, per ogni ragazza, Xtreme Beach Volleyball racchiude dovranno passare diverse settimane di assidua interazione. Ma una volta conclusa la ricerca non si rigioca, è pacifico. Limite delle simulation a cui non si piò ovviare in alcun modo, ergo teniamoci il giochino finchè dura e magari mostriamolo agli amici che non sanno dove può arrivare il feticismo videoludico se stimolato a dovere. Superfluo sottolinearlo, ma la grafica di Xtreme è stupenda. Modelli femminili così dettagliati non si erano ancora visti, neppure in Dead Or Alive 3, che pure costituiva un passo importante verso tale direzione. Il livello delle tessiture è pazzesco: la pelle delle ragazze è tangibile, vera. Si abbronza, mostra impercettibili fili di cellulite, diventa perlata quando si bagna e noi, come dei beoti, lì a guardare come se quelle ragazze fossero più attraenti dei corrispettivi reali. E in parte è vero. La perfezione anatomica delle bambole è tale da comportare una generale sottovalutazione della ragazza media, che suo malgrado raggiungerà difficilmente una tale sinuosità erotica. Le animazioni, manco a dirlo, sono di elevatissima fattura. Persistente il bouncing dei davanzali, ma le ragazze sapranno farsi apprezzare anche quando si esibiscano in una schiacciata o si tuffino per ricevere un tiro difficile. Menzione particolare va riservata allo splendido filmato introduttivo, che probabilmente verrà ricordato come il più ammiccante FMV dedicato a un videogioco da quando i FMV hanno fatto la loro comparsa. Appurato allora che la originalità non difetta al titolo Tecmo ve ne consigliamo l'acquisto.
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PRO |
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Ragazze splendide |
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Ottima longevità generale |
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Appassionante a tratti |
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CONTRO |
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Scarsa rigiocabilità |
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Povera struttura pallavolista |
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