ZACK & WIKI: Quest For Barbaros' Treasure

pangyacover2.png (14507 bytes)Vi sono dei pirati, vi sono delle scimmie, vi è un mondo pieno di gag esilaranti. E vi è un controllo tramite puntatore. Di cosa stiamo parlando? Crediamo che i pensieri della maggior parte dei videogiocatori siano tornati alle avventure di Guybrush Threepwood, verso LA saga di Lucasfilm. Come si leggerà da qui in avanti, invece, non esporremo di un gioco della saga di Monkey Island, né di un gioco Lucasfilm e nè tantomeno di un titolo occidentale. Capcom si è presa sulle spalle un pesante fardello: non solo si è accollata l'impegno di far rivivere un genere ludico ormai di nicchia, ma ha deciso di volerne riscrivere in parte le regole attraverso la pratica innovativa del Wiimote. La avventura è locata in un mondo piratesco un po' fuori di testa, dove il nostro alter ego Zack e la sua compagna Wiki (una scimmietta con dei poteri magici di cui parleremo approfonditamente più avanti) si imbattono nel teschio del leggendario pirata Barbaros, un filibustiere di mestiere e di fatto il cui scheletro è stato smembrato e sparso per tutto il globo. Questo abbietto personaggio ci tenterà proponendoci l'affare del secolo: se noi lo aiuteremo a trovare tutti i pezzi del suo corpo egli ci farà dono della sua nave pirata, vera leggenda della nautica d'abbordaggio.

Zack & Wiki mostra subito una differenza sostanziale con le avventure grafiche di un tempo: la sua visione ludica non è aperta, ovverosia non vagheremo di location in location in cerca di oggetti e quant'altro. Zack è Wiki è basato su di una struttura sistematica a livelli tale da apparire platformistica, a una prima distratta occhiata, ma dopo pochissimi istanti ci si accorgerà di non dover vagare per il livello in cerca del tesoro (la parte del pirata sopra nominata) bensì di trovare il modo di raggiungerlo combinando gli oggetti e le creature che popolano il quadro. La nostra cara compagna Wiki può essere impugnata e letteralmente suonata come un campanaccio, tramite lo squotimento del wiimote, e se questa azione viene eseguita nei pressi di una creatura essa si trasformerà in qualcosa di estremamente utile, che può essere una pinza, una trivella, una bomba, un martello. Tutti oggetti che poi si useranno sottoforma di "simulazione del movimento" tramite telecomando. Tale artifizio  presenta tuttavia delle piccole controindicazioni, visto che si potrà trasportare un solo oggetto per volta e che l'utilizzo errato di quest'ultimo potrebbe seriamente compromettere il prosieguo, costringendo il giocatore a ricominciare il livello dall'inizio. Vi è comunque da dire che ogni percorso presenta più vie di risoluzione, a vantaggio del coefficiente di rigiocabilità.

Piuttosto riuscita risulta essere la caratterizzazione dei personaggi, stupidi e divertenti al punto da determinarsi in personalità virtuali carismatiche (Johnny Style si prende tutta la scena). Analizzando poi il titolo da un lato tecnico non si può non tesserne le lodi:
Zack & Wiki si autocelebra in un cel shading in stile manga assolutamente riuscito, dove il design dei personaggi si amalgama a sfondi dalle raffinate colorazioni, e solo la persistenza dell'aliasing limita in parte la tecnica grafica. Musiche ed effetti sonori si presentano ovviamente spassosi e aderenti alla tradizione avventurosa ludica di appartenenza; non mancherà un divertente minigioco musicale in cui poter ascoltare alcuni temi storici delle opere Capcom, e inoltre viene data la possibilità di raccogliere dei gadget inerenti proprio i classici della casa di Osaka. Zack & Wiki è un riuscito tentativo di riportare in vita un genere praticamente estinto e paradossalmente lontano dalla cultura del sol levante, ma anche un esperimento che potrebbe evolversi ulteriormente in futuro. Questo gioco propone uno stilema fresco, immediato ma decisamente profondo, una longevità sopra la media e un impianto estetico-sonoro che sfrutta le risorse del Wii. Se dopo Monkey Island la nostra passione per le avventure grafiche ebbe una sferzata verso l'alto, potremmo allo stesso modo affermare che dopo Zack & Wiki le stesse tornino in una posizione privilegiata, nonostante la occorsa semplificazione del concept. Noi occidentali eravamo i re incontrastati dei titoli "punta e clicca", ed è in effetti strano rivedere una sittale formula attraverso il filtraggio della cultura giapponese. Tra uno spinoff di Star Wars e l'altro, prendano appunti i signori della LucasArts: il gioco basato sul ragionamento non è necessariamente morto, e non sarebbe fuori luogo imporre adesso, alle nuove generazioni, un po' di sana cultura.

 

 

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PRO

Esteticamente ottimo

Lungimiranza ludico-strutturale

              

CONTRO

Lieve aliasing

Visione di gioco semplificata

         

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