THE LEGEND OF ZELDA: The Wind Waker

zeldacover2.JPG (19539 bytes)La intelligenza di software houses come Nintendo o Sega, che hanno a che fare con il videogioco praticamente da quando è nato, sta tutta nel saper riciclare il proprio marchio, senza bisogno di stravolgere quelli che sono i principi essenziali del loro credo artistico. Con The Wind Waker Nintendo prende Zelda: A Link To The Past e lo eleva a una condizione iconografica rispettosa delle origini. Il tempo sembra essere rimasto quello incantato del Super Nintendo, quando tutto era avvolto da una inesplicabile magia e l'immaginazione era ancora la base portante del JRPG. L'evoluzione tecnologica, per una volta, illumina la leggenda: The Wind Waker si autocelebra nel Cel Shading mostrandosi in una versione cartoon stilisticamente incredibile. Nelle prossime righe tracceremo quello che è un importante punto di arrivo per il videogioco di ruolo moderno, e lo faremo tenendo presente che, nel corso dei prossimi anni, è quì che ogni titolo della medesima tipologia dovrà sbattere il muso prima di potersi considerare valido. Enunciare tutti i pregi del nuovo Zelda è mansione difficoltosa, ma ci proveremo.

Tutto ha inizio il giorno del nostro compleanno. La nostra sorellina ci ha regalato un canocchiale, e mentre sbirciamo quà e là succede che uno strano volatile lasci cadere dai suoi artigli una bambina: oscuro presagio. Dopo averla "recuperata", scopriremo che la bimba in questione è il capitano di una nave, e che non era l'unica ad essere stata rapita da quello strano mostro. Naturalmente partiremo con lei per mille avventure. Come nostra consuetudine non ci soffermiamo troppo sulla trama per non anticipare la narrazione, concentrandoci nella descrizione dei punti basilari. Che risiedono nella grandezza, nella semplicità, nella profondità. Il mondo di Zelda è vastissimo, oseremmo dire sconfinato, e la possibilità di navigare concede al fruitore una inedita libertà di esplorazione. Rispettando le sue tradizioni, Nintendo fa si che il sistema di controllo si fonda alle meccaniche del joypad corrispondente, in modo che a ogni tasto sia possibile assegnare una determinata funzione (attacco con la spada, suonare uno strumento, tasto di difesa). Il divertimento è un fatto naturale: si comincia a giocare e tutto diviene dannatamente immediato, senza che si debba comprendere nè il senso del gioco, nè il senso delle nostre azioni. La avventura dischiuderà una tipologia di ragionamento incentrato sulla azione, per glorificare un action RPG di matrice inedita che si autodimensioni territorialmente a uno status videoludico primordiale.

The Wind Waker è una esperienza indimenticabile. Il Cel Shading, dopo il sovrasfruttamento di cui è stato oggetto in tempi recenti, ritorna alla funzionalità estetica di Jet Set Radio, risultando essere la scelta più sensata per l'universo di Zelda. Un universo disegnato con una cura maniacale, perennemente maestoso in tutte le inquadrature proposte, anche quelle nei luoghi chiusi e nei dungeon. Le espressioni facciali dei protagonisti sono qualcosa di imperdibile, così come tutte le animazioni di contorno. In proposito i tocchi di classe si sprecano: vedremo gli abitanti del villaggio muoversi con immane naturalezza, vedremo un porcellino rotolare fra i cespugli mentre tentiamo di afferrarlo, assisteremo esterefatti a scene di intermezzo montate in modo cinematografico e quasi dimenticheremo di trovarci al cospetto di un videogioco. La genialità del team di Miyamoto sta proprio nell'avere realizzato un mondo parallelo tangibile, in cui la artificiosità forzata del ruolismo classico si espande oltre i confini (e i limiti) di un luogo circoscritto. Prendiamo atto che The Wind Waker sia qualcosa di completamente diverso, e sulla base visiva iconografica, e su di un sistema ludico che non è una semplice mistura tra avventura e gioco di azione. Nel titolo Nintendo vi è di più. Vi è quella magia fisiologica non descrivibile a parole, che è insita nella sua identità ludica e che è parte di una idea superiore. A completamento di tale opera interviene una realizzazione musicale sontuosa, che è anche parte del gameplay e che accompagna sinuosamente l'incedere del nostro eroe. Il parlato digitale è, per precisa scelta dei programmatori, quasi del tutto assente. Questo garantisce una assimilazione completa della colonna sonora, senza che vi siano interferenze esterne, in modo che quando il testo compare sul video siano le musiche a parlare per i personaggi.

 

 

zelda1.jpg (11913 bytes)
zelda2.jpg (12577 bytes)
zelda3.jpg (10664 bytes)
zelda4.jpg (9249 bytes)
zelda5.jpg (10431 bytes)
zelda6.jpg (7692 bytes)
zelda7.jpg (8648 bytes)
voto_pregecult.gif (4985 bytes)

PRO

Tecnicamente incredibile

Ludicamente incommensurabile

Musicalmente sontuoso

CONTRO

Nulla da segnalare

                      
                        

Home

Note di produzione