WOLF OF THE BATTLEFIELD: COMMANDO 3

Il Commando del 1985 è piuttosto noto ai veterani reduci della guerra delle sale giochi. Sparatutto verticale di terra, con omino armato fino ai denti e prigionieri da salvare, il titolo di Capcom produceva un divertimento acerbo ma distruttivo, e per questo degno di nota. Con l'avvento dei network di Digital Delivering, Capcom ha incaricato Backbone Entertaniment di realizzarle un remake che girasse su Live Arcade e PSN, e così nasce questo Wolf Ot The Battlefield: Commando 3, shooter in alta definizione per tre giocatori che celebra gli albori della Capcom arcadista. I realizzatori, seppure esterni, si dimostrano attenti osservatori del mercato dello scaricamento, dato che non si lasciano sfuggire l'opportunità dei controlli a doppio stick, divenuti standard dall'uscita di Geometry Wars. Quindi levetta di sinistra per muovere il pupazzo e quella di destra per direzionare lo sparo: ci si diverte. La ampiezza dello schermo orizzontale semplifica lo scansamento dei proiettili, ed è appagante vomitare fasci grappolo verso il carnaio da macello, o lanciare bombe a mano sui mezzi corazzati che attraversano la linea di tiro sgommando.

In Commando 3 ogni personaggio possiede una barra di tolleranza in grado di assorbire più colpi. Non si muore subito ed è un bene. Come armi di supporto standard, che affiancano quelle primarie a più gradi di potenziamento, si hanno le classiche mine, da lanciare con lo shift di destra, e una smart bomb (MK) che riduce in poltiglia tutti gli omini presenti a video. La azione è incessante e furiosa, col display che si riempie di cannonate, di fuoco e di fiamme, con le case che vanno in frantumi, con le mitragliatrici del nemico che sparano a 360°. Si interagisce parecchio, in WOTB, con gli elementi ambientali: è possibile pilotare mezzi di ogni tipo montandovi in due anche, e poi investire tutto e tutti sparando a linea di orizzonte. Le mitragliatrici lasciate sul campo dal nemico non aspettano che il nostro intervento risolutore: non esiste struttura che non possa essere ridotta in frantumi. Anche gli alberi vengono rasi al suolo dal nostro avanzare inesorabile, benchè tale potenza di fuoco sia in qualche modo proporzionale alle forze di assalto della cpu. Persiste un discreto bilanciamento pure in single player, il che valorizza il lavoro di playtesting di Backbone. E' essenziale raccogliere gli oggetti. Che siano kit di medicazione, power up, bombe atomiche o lanciarazzi è sempre bene acquisire, perchè Commando 3 è un gioco di quantità, di forza bruta.

E il probabile limite dello sparatutto è guardacaso il suo essere arraffone, il voler deflagrare da subito con l'effetto di sottrarre interesse alle zone avanzate. Inoltre dobbiamo rilevare una ricorrente piattezza nel design dei livelli, che si mostrano sin troppo lineari e semplificati nella costruzione del percorso. Per quanto divertente, il gioco non decolla mai verso l'eccellenza. Sembra che i realizzatori si siano impegnati più sul fronte del sistema di controllo, che in effetti ricopre un ruolo importante nella economia del gameplay, che su quello del level design. L'assiduo riempimento delle zone di guerra è un espediente per nascondere una generale mancanza di idee strutturali, di quella inventiva che aveva reso celebre l'illustre precursore. Anche la estetica poteva essere meglio. Oltre la buona definizione dei personaggi, caratterizzati fumettisticamente, e un dettaglio che si mantiene apprezzabile, ciò che non convince è la edificazione degli ambienti, troppo spesso semplificati e seplicistici, ma anche la intera colorazione dei paesaggi, che appare smorta, priva di brillantezza. Le tessiture fotorealistiche stridono quando sovrapposte alla "leggerezza" spigolosa dei personaggi, e pur trattandosi di una opzione artistica, riteniamo che i grafici abbiano avallato una soluzione clamorosamente fuori dal contesto di gioco. Il sonoro può piacere, tuttavia: è ciò che si intende per accompagnamento della azione, visto l'ottimo surround causato dalle esplosioni e vista una colonna musicale di buon mestiere. Un titolo accettabile, sicuramente. Malgrado i difetti riscontrati, WOTB vale gli 800 punti richiesti dal servizio Live Arcade; la piena funzionalità del gioco cooperativo online garantisce una esperienza longeva e capace di intrattenere una ampia fascia di utenti.

 

 

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PRO

Si può giocare in tre

Distruzione a 360°

Ottimo livello di interazione

CONTRO

Tecnicamente migliorabile

Level Design discutibile

                  

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