OMEGA FIVE

Il Forgotten Worlds del ventunesimo secolo si chiama Omega Five. Lo ha realizzato Natsume in esclusiva su XBox Live Arcade a inizio 2008 per riportare al centro dello sparatutto l'eroe volante, superuomo di un lontanissimo futuro di tecnologie inarrivabili. La assoluta perfezione del collaudato controllo a doppio stick crea una condizione di simbiosi biologica col joypad, che diventa la estensione delle nostre capacità mentali, come se le braccia non esistessero. Il mondo cessa di esistere quando cominciamo a ruotare il fascio laser violaceo di Ruby - paragonabile al raggio serpente di Raiden II - che può essere collocato come immagine identificativa della opera di Natsume. Omega Five scuote le coscienze addormentate del virtuologo romantico, al quale deve essere mancata la seduzione dei "momenti leggendari", quando alla manopola del joystick corrispondeva sempre una azione-icona che solcasse la storia. Vi sono attimi di incredibile magnificazione dello sparatutto d'orizzonte, in Omega Five, attimi che ci fanno tornare in mente l'aggancio del pod rotante di R-Type, il free-range di Thunderforce V, il braccio prensile di Einhander.

La selezione del personaggio non è un atto superfluo. Nel titolo di Natsume il sistema di gioco cambia assieme alle armi dei protagonisti, quindi se la provocante Ruby potrà adoperare un fucile laser, un super mitragliatore e una pistola elettrizzante, il granitico Tempest farà uso di tre spruzzatori lanciafiamme, che per forma e metodo direzionale differiscono del tutto dall'arsenale di Ruby. Ma persiste una ulteriore variabile nel meccanismo di puntamento del nemico, finalizzata alla personalizzazione, che consiste nella difformità satellitare. Praticamente ogni personaggio possiede un supporto a coda che è possibile lanciare premendo il tasto "RT": Ruby  ha una specie di gancio metallico che si incolla al nemico come una sanguisuga, succhiandogli energia, e mentre ciò accade noi potremo tranquillamente continuare il bombardamento. Ma per Tempest la questione è radicalmente diversa, e se vogliamo più articolata. Per quest'ultimo, il supporto cambia in base all'arma acquisita, sortendo benefici differenti e più o meno efficaci in virù di come lo stesso viene percepito; adoperando il lanciafiamme classico, si otterrà un mirino a lock-on del bersaglio, cosa che ad esempio non accade usando l'irrigatore verde radioattivo, il cui satellite consiste in uno sdoppiatore bipolare del liquame. Chiedere di più a un "semplice" sparatutto sarebbe da bacchettoni...

E invece Omega Five procede oltre. Fa di più sul campo del level design, mettendo costantemente alla prova il giocatore ormai esposto ai raggi fotonici dei robot. Gli elementi caratterizzanti dei livelli li abbiamo già visti, in qualche altro sparatutto (il cubo a metamorfosi del primo quadro, il pitone del secondo, i detriti discendenti del terzo), ma la fusione di tutti questi clichè viene realizzata rispettando un montaggio sequenziale di alta scuola capcomiana, in modo che si possa gradualmente acquisire metodo di sparo e giungere alla conclusione. Finito il gioco con entrambi i personaggi ne vengono sbloccati due ulteriori, R.A.D. e Sensei, che naturalmente aggiungono ulteriori stimoli alla consumazione del gameplay. Visivamente, lo shooter di Natsume è un concentrato di tecnicismo. Il nitido 3D applicato alle strutture del fondale si riempie di effetti speciali di notevole complessità; fra alfa blending massiccio, rifrazioni, trasparenze, distorsioni, rotazioni e interpolazioni, Omega Five sfrutta alla grande le risorse del 360. La fluidità delle strutture in movimento, talune grandi cinque o sei volte lo schermo, impressiona per la sensazione di riempimento del video, mentre non si perde occasione di rilevare, in secondo piano, la imponenza degli edifici futuristici. Prevedibilmente, e a sostegno di una tale manifestazione di pura tecnica, i musicisti salgono in cattedra per comporre melodie di pregevole intersezione stilistica, senza dimenticarsi degli effetti deflagratori, che si "limitano" a mantenere alta la qualità sonora generale. Un gioiello, questo Omega Five. Natsume riscrive il metabolismo dello spara e fuggi di consistenza arcade attraverso lo sfruttamento di tutte le risorse di nuova generazione; così facendo, la software house si è assicurata un posto tra le grandi.

 

 

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PRO

Il raggio laser distruggitore a

rotazione

Estetica di elevato spessore

Colonna sonora imponente

CONTRO

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Note di produzione