SWITCHBALL

A volte si dice che l’avanzamento tecnocratico del mercato videoludico ha schiacciato i giochi d’ingegno. Molti generi hanno cominciato a decadere con l’avvento del treddì, per esempio. Ma non era colpa del treddì in sé per sé, era colpa dei designer che non sapevano che cosa farsene del treddì. Ancora oggi, buona parte dei puzzle-game si basano su una meccanica bidimensionale. E ora arriviamo al fulcro della recensione, ovvero a Switchball, ultimo erede di una tradizione che guarda a Marble Madness e Kula World: opera prima di Atomic Elbow, un gruppo scandinavo composto da ben sei sviluppatori, che ha collezionato oltre 50.000 acquisti dal negozio virtuale di Microsoft. In questo giochillo di appena 47MB vi ritroverete ai comandi di una palla, e dovrete partire dal punto A per arrivare al punto B. Archetipico, nevvero? L’originalità di Switchball risiede nella struttura e nel disegno dei livelli, in cui sono presenti diversi enigmi ambientali e fisici di varia difficoltà, a cui si aggiunge la fatica dell’attuare tale soluzione, in cui dovremo dimostrarci davvero abili nello smanacciare questa palla nel modo giusto per completare il livello nel minor tempo possibile.

I livelli sono composti da delle costruzioni “sospese” nel ciel infinito, ma costruite con materiali concreti: grande cura è stata riposta nel rendere realistici e distinguibili il legno, il metallo, il marmo, il velluto, la gomma e quant’altro. La concretezza si sposa con l’astrazione del concept. A questo proposito, citiamo ciò che dà risalto all’opera in mezzo a tante altre: l’applicazione della fisica. Il gioco è difatti dotato del motore Physix, che non funge però da lussuoso orpello, ma è invece parte integrante della risoluzione dei livelli. Ogni oggetto potrà interagire con l’ambiente in base alla propria composizione fisica; la palla di ferro avrà una capacità di spinta maggiore, ma è lenta, pesante, e soggetta ai magneti; la palla di gomma sarà leggera, gonfiabile, ma anche col brutto vizio di volar via; e c’è la palla elettrica, che avrà di volta in volta le più disparate proprietà (capacità di saltare, spin, magnetismo). L’atmosfera onirica che pervade i livelli è amplificata dalle meravigliose composizioni di sottofondo, che, per l’associazione di accattivanti percussioni e cristalline melodìe, ci hanno ricordato il miglior Dave Wise. E’ un peccato che i temi siano appena una manciata, e non è nemmeno disponibile una OST in alcun formato.

E’ altresì presente una considerevole porzione multiplayer via XBox Live: sia cooperativa, in cui la collaborazione fra le diverse palle è vitale per il raggiungimento delle navette volanti che segnano la fine del livello (i “girocotteri”), sia competitiva, dove vince la palla che arriva prima a scapito delle altre. Unica nota negativa, ci sono solo quattro percorsi per parte: dato il potenziale ludico di queste due modalità, sicuramente se ne meritavano di più. Il gioco è uscito perdipiù dopo che il limite fisico per i giochi Live Arcade è stato alzato da 50 a 150MB, ma evidentemente lo sviluppo non ne ha tenuto conto. Quello che distingue questo titolo dalla miriade di puzzle game di palle è la personalità. Switchball ha personalità nel design, nella cosmesi. Addirittura, nei suoi ultimi livelli, si accenna un atteggiamento emotivo strafottente verso il giocatore: in un’atmosfera calda come un vulcano, sul vostro percorso incontrerete ciò che resta di altri sfortunati concorrenti: girocotteri abbattuti, palle avversarie in pezzi. E, in un puzzle game, questo approccio è magnificato dalla freddezza che ci si aspetta di solito. Non mancheranno addirittura enigmi inutili: Switchballl vi ingannerà, vi farà pensare di avere il più impellente bisogno di quella cavolo di cassa, così difficile da raggiungere e ottenere, salvo poi metterne un paio come semplice “arredamento” a fine livello. Bastardo. Ingannare, oh sì. Questo gioco è ingannevolmente semplice, o semplicemente ingannevole. Sembra un mero videogioco di palle, ma questo è un gioco CON le palle. Niente è come sembra.




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PRO

Marble Madness nel terzo

millennio

Fisica a go go

Bello da vedere e da sentire

CONTRO

Pochi i livelli multiplayer

                  

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