TRIALS HD

Nel 2009 questi buontemponi finnici nomati RedLynx, dopo la prova generale su PC di Trials 2: Second Edition, approdano su Live Arcade con Trials HD, titolo che riscuote immediatamente un grande successo e che, ad oggi, è ancora uno dei giochi più scaricati di tale piattaforma. E' subito chiaro che ci troviamo di fronte ad un motorettismo di alta scuola, ispirato al classico Kikstart per C64 ma in qualche modo anche all'acrobatico Uniracers, una classica corsa a ostacoli dove lo scopo è arrivare dal punto A al punto B, nel minor tempo e con il minor numero di errori possibile, in svariati percorsi realizzati in 3D ma dalle meccaniche puramente bidimensionali; per giungere al traguardo utilizzeremo uno schema di controllo minimale: grilletto destro per accelerare, grilletto sinistro per frenare, stick analogico sinistro per spostare il peso del corpo del pupo pilota avanti e indietro. Completata una pista, si otterrà una medaglia il cui prestigio dipende appunto dal tempo e dagli errori, e un piazzamento nel ranking mondiale.

La semplicità arcadista di questo concept non deve essere scambiata per semplicismo, e ce ne renderemo conto non appena saltati in sella, avanzando fra i tracciati di difficoltà ascendente: la curva di apprendimento è piuttosto ben bilanciata, ed iniziando da piste elementari, fino ad arrivare alla follia dei tracciati estremi, il sistema di controllo si metterà in luce per l'allarmante profondità. Le variabili da considerare sono molteplici: l'uso di freno e acceleratore va dosato con estrema cura ed adattato alla superficie su cui poggiano le ruote per ottenere il grip ottimale; lo spostamento del peso è fondamentale soprattutto nei salti, per sfruttare l'effetto molla e atterrare in giustezza senza destabilizzare il mezzo. Inoltre sono presenti differenti modelli di motoretta ognuna con il suo peculiare ma sempre bizzoso comportamento; padroneggiare tale complessità porterà all'apprendimento di tecniche avanzate come il "bunny hop", fondamentali per avanzare nelle piste più difficili. Le piste ordunque. L'intrepido guidatore si troverà a scorazzare in mezzo a tubi, container, gomme, rocce, ringhiere, ascensori, auto allo sfascio, piattaforme semoventi, rotanti, sospese, catapulte, giri della morte, palle di ferro giganti, crolli fiamme ed esplosioni, ventoloni che lo faranno alzare dal suolo, razzetti che lo faranno decollare, vetrate che si infrangono sulla testa, martelloni assassini, discese ardite e risalite, tronchi esplosivi, supersalti, paesaggi onirici, caverne, abissi infiniti, ma, soprattutto, quel maledettissimo ostacolo che non riusciamo a superare neanche dopo duecento tentativi... Il tutto in un 3D nitido e con minime sbavature, assolutamente funzionale all'azione e senza inutili voli pindarici della telecamera. In molti di tali tracciati sono presenti percorsi multipli, dovremo dunque scegliere strategicamente come affrontarli: tentare il rischiosissimo salto per imboccare la scorciatoia o scegliere la strada più lunga ma meno perigliosa, ascendere verso le piattaforme superiori saltando e sfruttando la molla o incamminarci nei saliscendi sottostanti, e così via.

Sono presenti inoltre delle sfide di abilità che mettono alla prova in aspetti tangenziali del gioco, come l'impennata, lo spaccamento di ossa, o il volorazzo. E' presente l'editor dei livelli che rende Trials HD virtualmente eterno. Come già detto è presente la classifica mondiale, uno stimolo non indifferente alla rigiocabilità, quantomeno per dare una lezione ai propri amici. La varietà e qualità di tutto ciò è evidente, ma d'altronde anche la difficoltà, la quale nei livelli avanzati raggiunge spesso e volentieri picchi estremi, facendo perdere al titolo la spiccata dinamicità delle corse intermedie e trasformandolo quasi in un puzzle game, dove dopo ogni singolo ostacolo bisogna fermarsi a ponderare attentamente su come affrontare il successivo, contemporaneamente imprecando per l'insostenibile sequela di rovinose cadute; ma anche in situazioni semplici è necessaria sempre la massima concentrazione se si vogliono evitare terribili schianti (per alleggerire la tensione, dopo ogni incidente avremo la possibilità di far contorcere l'omino per vederlo agonizzare in preda ad atroci sofferenze). E' un gioco cattivo. E' comprensibile che un gameplay così incompromissorio possa portare nel medio termine alla frustrazione e alla noia, d'altro canto la ripartenza istantanea alla pressione di un tasto elimina del tutto i tempi morti e può portare facilmente all'assuefazione: l'innocente sessione pre-prandiale di 10 minuti si può trasformare in un'odissea di 4-5 ore senza neanche accorgersene. Durante tali sessioni sono stati riscontrati i seguenti stati d'animo: fastidio, felicità, nervosismo, rabbia, psicosi, esaltazione, tristezza infinita, estasi, odio, compiacimento. Infine, trascendenza, quando, dopo decine se non centinaia di ore di allenamento, occhi e mani iniziano ad andare in perfetta sincronia con il mezzo e si riescono ad effettuare le manovre più ardite, inizialmente considerate impossibili, con assoluta naturalezza. Poi vedi gli incredibili replay dei superplayers, te li immagini come maestri nerd/zen, con il pad in mano in stato di trance, e ringrazi di avere una vita.

 

 

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PRO

Scorazzare in motoretta

Altamente acrobatico

Virtualmente eterno

CONTRO

Immensamente frustrante

         

                  

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Note di produzione