BATTLE LODE RUNNER

battleloderunnercover2.png (73992 bytes)La giapponesizzazione del puzzle game secondo Broderbund passa da Battle Lode Runner, parentesi hudsoniana di un titolo risalente ai primi anni '80. Esce su PC Engine nel 1993 con la variante della modalità a cinque giocatori per non deludere i fanatici della console Nec, ormai abituati ai fasti multiplayer di Bomberman. Un titolo accattivante. A parte la menzionata possibilità di sfida contro più esseri umani, il nucleo resta nel gioco a uno, strutturato come un rompicapo multilivello con elementi platform. Nella profondità delle miniere, recuperando le pepite d'oro ed evitando i nemici, si passerà al livello successivo consci di doversi fare il mazzo, visto che si dovrà lavorare su più fronti. In primis sarà bene eludere gli assalti degli omini cattivi, che come dei segugi senzienti tendono non solo a pedinarci, ma anche ad aggirarci per sorprenderci alle spalle. L'intelligenza artificiale, anche se elementare, si realizza impeccabile.

Il presupposto è quello di non fare rivoltare nella tomba gli illustri episodi apparsi in sala giochi. Pertanto Hudson si limita, inizialmente, a ripercorrere lo stato di corrosiva apnea omofobica degli spazi orizzontali e a introdurre il giocatore nello schema squadrato dei livelli. In seguito la situazione peggiorerà. Battle Lode Runner era retrogaming già nel 1993: estraneo alla revisione concettuale del gameplay arcade occorsa all'inizio degli anni '90, il gioco procede nella geometria di parametri comportamentali a spirale, dà addosso al giocatore per costringerlo a seguire dei tempi di reazione calcolati al millesimo, risolve la componente enigmistica per intercessione del nervo ottico. L'intuitivo sistema di controllo a due tasti non necessita di chissà quali automatismi, visto che a ogni pressione corrisponde una buca scavata a destra o a sinistra dell'omino (tasto uno sinistra, tasto due destra). Questa sarà la nostra unica "arma" di evasione, e quindi l'unica azione diretta per evitare il contatto con i cattivi. Poi vi sono le scale, presenti in ogni singolo livello ed essenziali, manco a dirlo, perchè una volta imprigionato un omino scemo sarà bene proseguire verso la ultimazione del quadro, che avverrà non prima di avere raccolto tutte le pepite d'oro. Alcune di esse sembrano non raggiungibili, eppure vi è sempre una via di accesso fattibile: basta osservare con attenzione e ponderare i possibili spiragli di evasione.

Non sarà raro arenarsi irrimediabilmente. Ossia di rimanere bloccati all'interno di un muro senza alcuna possibilità di risoluzione; a questo punto l'unica cosa da fare è mettersi l'anima in pace e ricominciare daccapo il livello. Crudele, ma le virtù di Lode Runner risiedono paradossalmente nel mantenimento della tradizione arcadista di Broderbund, appropriata al genere e necessaria al completamento delle astruse tecniche di sopravvivenza. L'elevato numero dei livelli garantisce una interazione a lungo termine gestibile attraverso l'inserimento delle classiche password. Resta da vedere quanto il giocatore medio sia disposto ad accettare la reiterazione di uno schema comunque fisso e immutabile per i 100 e passa livelli previsti, che non sono neppure tanto vari esteticamente. La grafica, anche se oggettivamente graziosa, risulta spartana nel disegno e scarsamente colorata. I nemici così come il protagonista sono animati discretamente, beneficiano di una buona caratterizzazione, sono sufficientemente rotondi da lasciarsi avvicinare, ma non bastano a definire un comparto tecnico ampiamente inferiore alle aspettative trattandosi di un PC Engine. Meglio le musichette, molto Hudson Soft nei temi portanti pacioccosi, sorridenti, volutamente stupidi. Battle Lode Runner resta un buon titolo perchè è la giocabilità originale a sostenerlo, malgrado gli anni e malgrado un senso di vetusto difficilmente asportabile dal contesto blocchettoso minimalista. Su PC Engine vi è il vantaggio non di poco conto del multiplayer massivo, che non reggerà il confronto con sua maestà Bomberman per livello di intrattenimento, coinvolgimento, lobotomia, ma che comunque fa il suo nella diluizione del gameplay.   

 

         

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PRO

Struttura di gioco affascinante

Impegnativo fino all'ultimo

                            

CONTRO

Pericolosamente ripetitivo

Grafica al di sotto degli standard

del PC Engine

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Note di produzione