| CITY
HUNTER Bella la trovata delle chiavi, che impone al giocatore una discreta ricerca all'interno dei livelli. Ma vi saranno altresì oggetti differenti, sempre utili per lo sbloccaggio di stanze o meccanismi, tanto per offrire artificiosa varietà. Gli omini avversari attaccano da entrambi i lati, ma basterà colpirli una volta per mandarli stesi. Difficoltà bilanciata, in effetti. Manca la frustrazione, intelligente e voluta, dei nemici che escono improvvisamente dalle porte, ma va bene anche così. Perchè, pur essendo un gioco di azione, lo scopo principale resta quello della individuazione di chiavi e stanze segrete, che consentono l'accesso alle aree successive. Ogni zona offre una sfida abbastanza diversificata, così da metterci dinnanzi a ostacoli sempre nuovi. Esempio: laser assassini, trappole, ostacoli in movimento. Ma di City Hunter resta la sola caratterizzazione dei personaggi, giocoforza mutuata direttamente dalle pagine del fumetto. Troppo poco. Il titolo è abbastanza monotono e dopo un po' si è immersi in una spirale di pericolosa noia che invoglia allo spegnimento della console. La meccanica, pur con l'innesto delle menzionate chiavi, si mantiene eccessivamente lineare senza procurare gli impulsi necessari che stimolino verso la scoperta del livello successivo. Sul PC Engine si è visto di molto meglio, e Sunsoft non si è nemmeno preoccupata di fornire un assetto grafico che potesse competere con la concorrenza.... Difatti colorazione, dettaglio e animazione restano pericolosamente nella norma, non fornendo nulla che si elevi per originalità o ispirazione, attingendo spudoratamente alla consuetudine arcade. La vasta palette dell'Engine è sfruttata nelle sole cut-scenes, con l'aiuto dell'ottimo character design mutuato dal manga. Tutto il resto "decade" nella normalità, con scorrimento fluido ma indolente, con varietà di scena praticamente assente e colori generalmente smorti. Il livello di programmazione è però molto buono, così da evitare a priori eventuali rallentamenti, flikerii e problemi vari dovuti al sovraffolamento degli sprites. La realizzazione sonora, di suo, se la cava grazie al ritornello orecchiabile, che richiama i temi principali ascoltati nell'anime, ma senza raggiungere picchi di eccellenza. Gli effetti si mantengono tra "l'appena sopportabile" e "l'insostenibile" a seconda delle situazioni, ma non ci farete caso. Insomma giocando City Hunter si ha l'impressione che i realizzatori abbiano puntato sul carisma di Ryo Saeba, senza preoccuparsi troppo del contorno scenografico. Un prodotto senza infamia, che non ambiva a divenire paradigmatico bensì a offrire un divertimento discreto con il privilegio di impersonare il mitico sweeper dei fumetti. A titolo conclusivo, il valore di questo City Hunter avrebbe avuto maggiore rilievo se Sunsoft avesse optato per il supporto cd-rom, che avrebbe significato colonna sonora suonata direttamente da cd e, forse, qualche scena animata in FMV. Ma anche così si è visto decisamente di peggio, e non ce la sentiamo di condannare i programmatori. Semmai condanniamo il gioco, che riponiamo sullo scaffale dedicato al PC Engine per lasciarlo lì, molto probabilmente, per svariati anni a venire....
|
![]() |
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
![]() |
PRO |
|---|---|
Ryo Saeba |
|
CONTRO |
|
Monotono |
|
Indolenza grafica diffusa |
|