DORAEMON: Meykiu Daisakusen

asukacover2.JPG (19175 bytes)A seguito del discreto successo della omonima serie animata, nell '89 Hudson Soft produsse Doraemon: Meykiu Daisakusen, un titolo arcade di impostazione labirintica che sfruttava le meccaniche del raccoglimento oggetti. Sarebbe uscito anche in USA sotto il nome di Cratermaze, ma a causa di una questione di diritti e copyright la divisione americana di Hudson optò per l'inserimento di un personaggio non legato alla serie (una specie di robot umanoide). Se non altro, la giocabilità del referente restava immutata, per quanto si perdesse il carisma del gattone animato. Da qui la necessità di esaminare la Hucard nipponica per rispettare l'idea originaria e stabilire se fosse davvero necessario scomodare Doraemon per un titolo di genere. La risposta è no, naturalmente. Cratermaze o Doraemon, il risultato è pressochè il medesimo, ed è per giunta buono. Malgrado una certa lentezza del ritmo, il titolo della Hudson predilige una notevole immediatezza e si avvicina di fatto a Bomberman.

Il fine ultimo è sempre quello di ripulire lo schermo. Nello specifico, dovremo acquisire i panini sparsi nei livelli per poi raggiungere la via di uscita. Elementare. Durante il gironzolare e di pari passo con il superamento dei quadri vedremo apparire a schermo dei potenziamenti mirati come la supervelocità, la pistola o il moltiplicatore di buche. Difatti Doraemon, quale mezzo di difesa primario, ha la facoltà di scavare delle nicchie utili all'intrappolamento dei pupazzi nemici, che generalmente tendono a tagliarci la strada. L'upgrade di queste trappole, una volta acquisito, ci consente di incrementarne il raggio di azione, e quindi di beneficiare di una maggiore libertà evasiva. Il level design, che dispone in modo efficace le insidie collaterali, risulta strutturato piuttosto bene: per aggirare taluni ostacoli e penetrare in zone inaccessibili Hudson studia un pratico teletrasbordo, che oltre a vivacizzare il gameplay realizza una interessante variabile strategica. Buona anche la trovata dei trampolini, che quando innescati offrono la facoltà di selezionare la direzione verso cui essere sbalzati. Difficilmente si viene a noia. Doraemon, batuffoloso e compassato, regala una dimensione di spensieratezza anni '80 nelle dinamiche di apprendimento tipicamente adolescenziali, e per questo si lascia amare. Senza considerare che, per finirlo, si dovrà ultimare un considerevole numero di mondi e sottolivelli.

Interessante come, settando il livello di difficoltà su "difficile",  si presenti un sistema di gioco sensibilmente differente dalla modalità standard. Quindi vi saranno più nemici da affrontare e le buche saranno letali anche per noi che le inneschiamo; ponderare accuratamente la fase di rilascio diventa in questo caso essenziale, se non si vuole correre il rischio di rimanere intrappolati. Sulla grafica mettiamo in cassaforte il mestiere della Hudson nel fornire colore lì dove serve pur minimizzando gli sforzi. Il disegno delle mappe, semplicizzato, si lascia apprezzare per simmetria e le animazioni, divertenti, si integrano perfettamente al quadro estetico d'insieme. Doraemon gigioneggia strappando qualche sorriso, così come quegli strani esserini verdi e gelatinosi che puntualmente finiscono nelle nostre buche. Un titolo tecnicamente scolastico che a ogni modo concede momenti di buonissima ideazione cromatica, come nel caso dei corsi d'acqua su cui zampillano i pirana con gli occhi storti. L'accompagnamento musicale, pur senza trascendere, si mantiene sul divertentismo hudsoniano che avremmo imparato ad apprezzare negli anni, e allora si tende a non essere disturbati dalla scemenza dei brani. Ciò che manca a Doraemon è la modalità in multiplayer di Bomberman, ed è strano che non si sia provveduto ad inserirne una vista la ossatura del gameplay, evidentemente predisposta alla fruibilità di due o più giocatori. Per il resto, glissando sulla difficoltà veramente bassa in modalità "normale" e su qualche scenario tendente a ripetersi, Doraemon: Meykiu Daisakusen propende verso una giocabilità giapponese all'antica generalmente arcadomane, che ha comunque il pregio di sapersi trascinare fino alla schermata di chiusura.

 

 

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PRO

Giocabilità Hudsoniana

Esteticamente gradevole

     

CONTRO

Sin troppo semplice in modalità

normal

                         

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Note di produzione