| DRACULA X:
Chi No Rondo
La azione prende forma in tredici livelli pullulanti fauna medievale e scheletri. Per far fronte alla marmaglia si avrà sottomano una trousse di oggetti utili al superamento di percorsi multipli, dato che il gameplay delinearizza in fase di avanscoperta e asseconda il rinvenimento di nicchie e passaggi segreti. Quindi per terminare il gioco al 100% si dovranno mettere in salvo le quattro donzelle che il conte tiene prigioniere in luoghi impensabilii: a metà avventura sarà possibile impersonificare Maria Renard, ragazza con la testa sulle spalle e assai agile, sempre che si riesca a scoprire il luogo in cui è stata rinchiusa. Giocare nei panni di Maria regalerà nuove e inattese soluzioni strategiche, essendo in possesso di differenti abilità rispetto a Richter nonchè di un differente e bizzarro arsenale. Graficamente parlando Dracula X è un capolavoro. Si riconosce subito la grande attenzione nei particolari, che si estende alle animazioni degli sprites e che si completa nell'arte del raffigurare, rappresentare: un uomo (forse Dracula?) si staglia in lontananza su di un ponte diroccato mentre il vento squote il suo lungo mantello, e ancora le braccia delle sabbie mobili, che putrescenti ci tirano giù. Le musiche, interamente incise su traccia, risuonano evocatrici e riescono a spaziare con disinvoltura dai classici assoli dell'organo a tonalità più orchestrali o ritmate. Lavoro eccellente. Konami attinge al passato con parsimonia e fa in modo che il nuovo Castlevania manifesti la sua unicità trainando a sè l'arcade adventure di origini nintendare e nondimeno trafficando nella tradizione dei coin-op della Taito. Eppure Chi No Rondo non è una "via di mezzo". Rappresenta un genere. Crea, probabilmente, Il Genere arco-esplorativo. Il raggiunto equilibrio tra divinazione iconografica ed esaltazione coatta pone Dracula X su di una posizione soprelevata rispetto alle elementarità concorrenti. Allora la precisione matematica del level design sovrappone urgenze arcade a necessità di ragionamento avventuroso per ritornare alla sfida col mostro di fine livello - il minotauro è qualcosa di realmente spaventoso - dal coefficiente di difficoltà in ascensione graduale a consentire di apprendere e "carpire" i vari meccanismi di attacco evitando particolari vette di frustrazione. Bisogna altresì rilevare l'intelligente posizionamento dei "punti di ripristino" in quanto, persa una vita in prossimità di un boss, si ricomincia dalle zone immediatamente antistanti. E bisogna altresì menzionare il salto all'indietro del nuovo Belmont, che altroché se serve quando un drago sputatafuoco sputa il fuoco in diagonale. Eccellente, Dracula X: una volta ultimato si lascia volentieri ripercorrere per via della sua struttura percentile e per il fatto di rendere Maria utilizzabile dall'inizio, con annessa modificazione della A.I. dei nemici. Riteniamo che la opera di Konami risulti iperbolica, colossale, per come riesce a ottenere risalto dai singoli strati bidimensionali. Che non sono solo parallattici e che evidentemente celano la necessità di trasmutare il mero platformista in un romanzo di avventure interattivo, in una pellicola con la quale si possa interferire allo scopo di reinstaurare il capcomismo delle sale giochi un po' anni Ottanta, anni Novanta. Codesto stilosissimo e costosissimo Castlevania formato CD-Rom giustifica l'esistenza di Zeus e del PC Engine DUO. Non vi è titolo che caratterizzi meglio di Dracula X: Chi No Rondo le essenze a sedici/otto bit della console Nec. Faceva uguale Super Castlevania IV col Super Nintendo, ma qui è diverso. Qui si sfidano i principi del videogioco con le piattaforme. Qui si riconquista il romanticismo del paradigma.
|
![]() |
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
![]() |
PRO |
|---|---|
Magnifico in tutto |
|
CONTRO |
|
Nulla da segnalare |
|