FINAL SOLDIER

finalsoldiercover2.png (24752 bytes)Il terzo episodio PC Engine della saga di Star Soldier è in realtà un passaggio intermedio non del tutto hardcore. In Final Soldier Hudson alleggerisce il computo delle flebo post-partita con un genere di intrattenimento meno asfittico e più mortale. I proiettili sembrano viaggiare a velocità abbordabile, i mostri abbaiano al di sotto degli standard spaventevoli Hudson e quando perdi una vita il gioco riprende da dove lo avevi abbandonato. Facile? No, normale. Abituati a dovere innalzare il proprio livello di adrenalina per fronteggiare un reticolo di missili a ricerca, fatto usuale in Gunhed e Super Star Soldier, manovrare questa nuova navicella risulterà, sulle prime, addirittura rilassante. Ma i programmatori riescono a non cadere nella trappola della indolenza assicurando, nei livelli avanzati, una sfida abbastanza seria seppure edulcorata dalla manifesta volontà di non eccedere nella bastardaggine. Nonostante ciò Final Soldier non rinnega le origini.

Se nei precedenti due capitoli traspariva un universo spaziale sistemico, adesso lo scenario concede maggiore spazio alle ambientazioni terrestri alla 1942. Il secondo livello riprende la guerra tradizionale capcomiana nelle navi, nelle onde, nell'aspetto meno futuristico delle formazioni nemiche. Si ritornerà alla fantascienza esplicita nel terzo stage, dopo un inizio immerso nello spazio più nero. Le lamiere laccate del ferro, dei bastioni, dei cannoni coglie la continuità intellettuale della serie e anche il sistema di armamento non si distingue rispetto al passato. Cambia qualcosa, questo si. Ad esempio l'upgrade satellitare sarà più graduale, aggiungendo i pod laterali uno per volta e rendendoli più mobili, e si riscontra l'introduzione di una arma lanciafiamme. Non mancano la classica smart bomb che ripulisce lo schermo e il selettore a tre tacche di velocità (tasto Select) utile soprattutto quando si affrontano i boss. Questi ultimi li incontreremo a metà e a fine livello, come di consueto. Inevitabilmente la saga comincia a ripetersi nelle meccaniche generali accusando un senso di stanchezza e di ostentazione, benchè fosse proprio il fandom più accanito a non richiedere stravolgimenti di rilievo. Hudson porta a casa la pagnotta promuovendo le sue leggi aerodinamiche trasversali, offrendo un sistema di controllo ancora appagante, vomitando sprites su sprites bidimensionali senza scomporsi.

Final Soldier sostiene la equidistanza strategica fra gameplay e iconografia. Il video è sì abbastanza affollato da dichiararsi atomico ma non così tanto da compromettere la visuale. I proiettili si distinguono dallo sfondo, missili compresi, a beneficio di un senso della posizione pienamente in controllo. Come introdotto non ci si trova nella apnea di un Gunhed, con i nemici che spuntano da tutte le parti e il cuore in fibrillazione, bensì in un alleggerimento voluto della tensione di gioco atto a scremare il numero di oggetti in movimento. La semplificazione grafica è quindi un sintomo del momentaneo pacifismo hudsoniano malgrado, è giusto dirlo, la classe dei disegnatori si faccia apprezzare in svariate occasioni. Si vedano le basi volanti animate, si vedano le spettacolari digressioni cromatiche del quarto mondo, si veda lo stesso design della nuova astronave, allungata in verticale e ancora più tagliente che in precedenza. Lo scorrimento del quadro non denuncia incertezze anche nella estrema velocità della azione, che vedremo culminare con l'entrata in scena dei mostri finali, come sempre spettacolari. Dove Final Soldier convince maggiormente è nel sonoro metallico, nelle musiche, nelle immersione di un chiptune che rievoca antiche conquiste planetarie attraverso il fascinoso mescolarsi di pulsazioni monotimbriche a otto bit. Quando il fomato CD non era ancora divenuto lo standard del PC Engine, Hudson Soft orchestrava quel sound di fantascienza che sarebbe divenuto di ispirazione per gli sparatutto del Megadrive. Non un passo falso codesto Final Soldier, bensì un momento di riflessione prima di ritornare alla guerra totale senza condizioni (leggi Soldier Blade) e chiudere il ciclo a otto bit di una saga a sparatutto basilare.  

 

 

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PRO

Visione cromatica disturbante

Giocabile all'ossessione

                

CONTRO

Abbastanza identico a Gunhed

         

                       

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