GRANZORT Tratto da una serie animata della Sunrise
di fine anni'80 codesto Granzort approda sul Supergrafx nel
1990 sotto patrocinio Hudson Soft. Si tratta come vedremo di un gioco arcade dalle
attinenze platform piuttosto atipico per il periodo, forse per via di un
elaborato concetto di fusione tra mech o meglio ancora di trasformazione
spirituale. Avremo la possibilità di impersonare tre diversi robot che si alterneranno
liberamente, ognuno con il suo peculiare armamentario che si adeguerà al contesto di
gioco che verrà a crearsi. Per il 16 bit della Nec si trattava di un progetto raffinato,
in grado di mostrare le smisurate capacità grafiche di una console estintasi ancora prima
di affrontare piattaforme quali il Super Famicom o il Megadrive. Granzort è
un gioco appositamente studiato per sfruttare la migliore risoluzione del successore del
PC Engine e, forse, per rendere ancora più gravoso il rammarico verso un sistema ludico
che avrebbe potuto dominare il mercato incontrastato senza temere alcuna concorrenza.
Come già accaduto con Aldynes ciò che da subito attira l'attenzione dell'utente è la grafica eccellente. Sfondi dettagliatissimi e sprites levigati da una colorazione plurima creano un affresco visivo di forte impatto, in grado di sfoggiare un fluido parallasse e un dettaglio fuori dal comune. Notevole il disegno dei mech, che esprime una attitudine peculiare a seconda delle trasformazioni: perfettamente riconoscibili per i fan della saga, i meccanismi annimati perdono davvero poco nonostante la loro inevitabile scrematura in pixel. Tutte le animazioni appaiono sufficientemente curate per non sfigurare dinnanzi al magniloquente fondale di gioco, con particolare elogio verso la caratterizzazione dei boss di fine livello e, naturalmente, verso le movenze del trittico robotico principale. Abbiamo scorto delle apprezzabili animazioni anche nel background parallattico e tocchi di classe nelle sfumature applicate alle strutture poste in secondo piano: eseplari il pianeta oltre l'orizzonte nel primo livello e le luci bluastre a intermittenza nel secondo. Un comparto estetico che non offusca una realizzazione sonora sopra la media, che suona potenti le musiche di sottofondo e adduce violenti gli effetti a tema. Non siamo comunque sulla eccellenza di analoghe produzioni su CD Rom, e ci mancherebbe, ma se raffrontato a una buona parte di titoli d'azione usciti su formato Hucard Granzort riesce a svettare senza particolari problemi tanto sul fronte acustico quanto sul piano del design. Ma in tutta questa accuratezza iconografica Granzort riesce a non sfigurare anche dal punto di vista strutturale. Abbiamo accennato alla alternanza dei tre robot ognuno aventi peculiari caratteristiche, che possiamo dire esternate con efficacia ludica esemplare. E' nella semplicità di opzione tra mech che la opera Hudson Soft offre il meglio, laddove ogni meccanismo avrà la sua arma e potrà usarla nelle variegate situazioni di gioco. Ma più che di alternanza tra mech si tratta di interscabio di armature, poiché appunto il robot resta il medesimo ed è il guscio a generare il principio camaleontico. L'armatura base è quella rossa, con uno spadone in dotazione che rende i corpo a corpo assolutamente letali per i malcapitati avversari. La seconda armatura, di color blu intenso, offre la particolarità di potersi librare in volo con una buona potenza negli scontri ravvicinati mentre quella verde, ultima selezionabile, è forse la più malleabile in quanto dotata di un mega arco in grando di scoccare frecce infuocate. Durante il gioco si renderà comunque necessario sfruttare il trittico a oltranza, per superare in via aerea taluni ostacoli, per sconfiggere un mostro con la corazza particolarmente resistente oppure per centrare alcuni bersagli da lunghe distanze. Entriamo così in simbiosi con una manovrabilità che esige un po' di pratica ma che non si rivela a conti fatti complessa in quanto evidentemente votata al gameplay. E' questo a nostro avviso il punto nodale che conferisce lustro al titolo Hudson, che lo crea gioco originale e potenzialmente rigiocabile.
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PRO |
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Grande grafica |
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Musiche trascinanti |
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Ottimo gameplay |
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CONTRO |
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A tratti lineare |
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