THE
LEGENDARY AXE Con Legendary
Axe Victor seguiva la corrente arcade del platform orizzontale. L'eroe barbarico
si erge a superuomo uccidendo orchi e insetti giganti, solcando antri infernali,
dispensando fendenti d'ascia alla Astyanax. Nell '89 il genere proposto era
abbastanza inflazionato, ma era anche il tipo di videogioco meglio recepito
dall'adolescente con le mani sudate. Sia in sala che su console un bel platform di
denominazione fantasy non si rifiutava, ancora di più se lo stesso si presentava
con una grafica sgargiante e piuttosto dettagliata. La avventura di questo nuovo barbaro
domestico può dirsi interessante perchè mistura delle azioni in game di Rastan Saga
e il ciondolare canuto di Castlevania. Il titolo scopiazza dove può
rimodellando, aggiungendo, sottraendo, mischiando allegramente le carte del platformista
classico per non dovere cercare soluzioni originali. Saggiamente i realizzatori danno al
pubblico ciò che il pubblico vuole: gioco arcade.
Però Legendary Axe non è difficile quanto Rastan. Percorrendo i livelli, alcuni sezionati in due aree comunicanti, ci si abitua a uno schema che muove i nemici come fossero automi, nella aggravante di un metodo di avanzamento eccessivamente orizzontale. Le varianti allo sciabolare periodico - alcuni mostri dovranno essere colpiti più volte - non sono tali da offrire una sfida mutevole, anzi in ogni singolo stage le tecniche di salto e il tempismo occorrente osservano una routine di A.I. che sembra ripetersi come un unico ciclo comportamentale. Il level design è sciatto: avanza ascia nemico spara spara spara nemico nemico insetto Castlevania salto ragno tunnel spara spara finchè nemico non muore stop. Il nemico è sostanzialmente stupido. La massima variante di attacco lo vede saltare a ogni colpo subito, ma poi basterà abbassarsi per schivare e nuovamente attaccare per avere il sopravvento. Siamo difronte a un titolo semplicistico, che sebbene influenzato dalle dinamiche di un coin op risulta troppo elementare, noioso e grossolano. Non basta la riuscita atmosfera a risollevarne le sorti, in virtù di un senso di ostilità che sembra annacquarsi con il passare dei livelli e in senso antiorario. Legendary Axe si limita a svolgere il compitino del bieco intrattenimento senza considerare la possibilità di evolvere la azione in funzione di un processo di apprendimento ascendente, che sviluppasse un barlume di divertimento. Nel tentativo di riprodurre le costanti geometriche di un coin op Victor lascia per strada la razionalità. Ci si rende subito conto dello scarso carisma del gameplay, dei nemici disposti un po' a casaccio. Durante i primi cinque minuti ci si diverte anche, ma è una condizione destinata a frantumarsi sulla ripetitività dei livelli successivi al primo. Il team creativo dimostra le proprie capacità nel comparto estetico, che indubbiamente si lascia osservare per le ottime colorazioni e il disegno riuscito degli sfondi. Lo scorrimento va via fluidamente assieme alle animazioni, molto buone, e alle caratterizzazioni, apprezzabili soprattutto negli scontri finali. Manca il parallasse in effetti, ma visto che il titolo gira su di una Hucard non ce ne lamenteremo. Dobbiamo ammettere che a quei tempi una efficace realizzazione tecnica poteva bastare e avanzare per i polpastrelli del videogiocatore utente, soggiogato dalla manifesta superiorità tecnologica del PC Engine rispetto alla concorrenza (rammentiamolo, siamo nel 1989). Ebbene si, anche noi, a quei tempi, le belle partitozze a Legendary Axe ce le facemmo, e ci sembrava anche bellissimo. Non rinnegheremo del tutto Legendary Axe perchè è tra quei titoli che in qualche modo si imprimono nell'immaginario, e i cui limiti vengono fuori solo a una disamina postuma, quando il platform ha ormai completato il suo percorso ideologico attraverso le saghe di Sega, Hudson Soft e Nintendo. E' il ricordo a salvare questo titolo dall'oblio, ma anche una colonna sonora che rievoca pesantemente il Castlevania del Nes, che riesce a realizzare, con le note affascinanti del background e pure in un contesto di gioco ingenuo, quella alchimia di sprites e pixel che 20 anni fa aveva un suo perchè.
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PRO |
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Grafica evocativa |
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Colonna sonora molto Castlevania |
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CONTRO |
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Sistema di gioco arcaico |
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