LIQUID KIDS

liquidkidscover2.png (73992 bytes)Era necessario scendere a compromessi per la conversione PC Engine di Liquid Kids (Mizubaku Daibouken), essendo fra i primi coin op a sfruttare pienamente i processori a 16 bit. Per caratteristiche tecniche il platform della Taito era più adatto al Supergrafx che alla versione "liscia" dell'Engine, ma non sarebbe stato saggio sviluppare per una piattaforma dal potenziale economico inconsistente. Compromessi, dicevamo, che riguardano principalmente la grafica, che è qui ridimensionata per adeguarsi agli otto bit del processore Nec e alla capienza ristretta della HuCard. Ma il risultato finale è convincente. Anche sul PC Engine Liquid Kids sfodera un gameplay micidiale e quella stessa armonia cromatica della controparte arcade, a riprova delle affinità che legavano Taito alla piattaforma Nec. La esclusività di Parasol Stars, uscito l'anno precedente, non era affatto casuale e l'adattamento di Liquid Kids avveniva senza che nessuno se ne stupisse.

A stupire, piuttosto, era un sistema di gioco che nonostante le chiare attinenze con Bubble Bobble riusciva a sviluppare una idea platformista originale. Ma non solo con quest'ultimo, diremmo. Possibilmente, in Mizubaku Daibouken intervengono all'unisono Parasol Stars e The New Zealand Story in una alternanza di bolle d'acqua catturanemici e balzi di piattaforma a orientamento orizzontale. Il miscuglio acchiappa. I tre classici testè menzionati si interscambiano le logiche di base in una riuscita intersezione strategica, misurando i tempi di interazione e reazione del giocatore attraverso le scie d'acqua spazzatrici, che si insinuano fra i cunicoli immobilizzando temporaneamente i nemici. A questo punto basterà un tocco per eliminarli definitivamente e creare, come se non bastasse, una diversione in grado di annientare tutti i restanti pupazzi gommosi rimasti nelle vicinanze. La sovrabbondanza di sprites rotondi rende simpatica la consumazione ambientale, intrigante per umida allegrezza e acquosità da fiume in piena; travolgere gli animaletti con queste potenti cascate d'acqua crea la stessa soddisfazione che può scaturire da uno strike durante una partita di bowling. Ruffiana Taito. Ma non ce ne lamentiamo perchè Liquid Kids trova il modo di catturare il divertimento, di rendere ogni singola partita appagante proprio per la volontà di attingere alle debolezze del giocatore.

Come si fa a non amare Liquid Kids. Ci giochi cinque minuti e già ti sembra il gioco più bello del mondo con tutta la spaziosità della scena, la amichevolezza del sistema di controllo, la malattia dei boss di fine livello. E' piacevolissimo distruggere un "mostro" dagli occhi ebeti, pure nell'impegno che occorrerà per farlo, cullati da una intelligenza artificiale che non sfocia praticamente mai nella ossessione - in ossequio a Bubble Bobble - garandendo la sopravvivenza minima anche a chi il joypad non lo ha mai impugnato. Come anticipato il porting soffre della superiore potenza dell'arcade rispetto al PC Engine, e se in New Zealand Story le differenze potevano dirsi minime, adesso la involuzione estetica è palese. Rileviamo la assenza del parallasse, nonchè dei cambiamenti di colore per degli sfondi che risultano semplificati (si osservino gli alberi del primo livello). Ciononostante il lavoro svolto dai programmatori Taito è ottimo, perchè gli sprites e le animazioni, che erano gli elementi grafici essenziali dell'originale, non sono stati ridimensionati. Eccellenti e giganteschi tutti i boss, forse tra i meglio caratterizzati nella intera softografia Taito, ma la cosa migliore è la deambulazione pacioccosa della palla di pelo protagonista. Il sonoro riproduce fedelmente sia gli effetti che le musichette dell'arcade, e questo è bene perchè il soundtrack originale era abbastanza elaborato. Platform basilare. A diciassette anni dall'uscita nelle sale, Liquid Kids continua ad appassionare per coinvolgimento grammaticale e quindi sapiente bilanciamento della difficoltà, che è la caratteristica più importante perchè un platformista possa elevarsi dalla media del genere e dettare, anche dopo molti anni, le leggi fondamentali del divertimento.       

 

 

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PRO

Liquido e appagante

Tempi di gioco perfetti

                            

CONTRO

Sensibile scrematura grafica

rispetto all'arcade

                                 

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Note di produzione