METAL
STOKER: Neo Hardboiled Shooting Ad avvalorare la tesi che vuole il PC Engine come la console che meglio incarna
la concezione artigianale dello sparatutto vi sono alcuni elementi cruciali. Dapprima vi
è la questione RED, fautrice di alcuni tra i più importanti shooting dello
scorso decennio, e che ha praticamente sviluppato solo per PC Engine. Poi vi è la
questione conversioni, che da R-Type in su si succedevano con arcade perfect assoluti
ma, soprattutto, vi è il fatto che anche le software house minori si adeguavano
riuscendo anche a non sfigurare. E' questo il caso di Metal Stoker,
violento sparatutto datato 1991 a opera di Face, piccola casa che aveva all'attivo giusto
una manciata di titoli. Ma questo non impedì ai programmatori di progettare un videogioco
non eccessivamente stereotipato, che riusciva a innovare il concetto di sparo classico
partendo da Thunderforce II e introducendo un sistema di controllo a bloccaggio
direzionale.
Il bello di Metal Stoker sta nella sua apparente
mediocrità. La prima partita potrebbe rivelarsi letale per la maggior parte degli utenti,
ma basteranno due o tre vite ben spese per prendere atto di una struttura intelligente,
che vede la navicella spostarsi di 360 gradi e in tutte le direzioni. I primo tasto
dell'Engine funge da lock on della direzione di sparo, mentre con il secondo
vomiteremo le raffiche del caso. Interessante. Per via della conformazione dei livelli,
disposti in modo sequenziale e "a zone" labirintiche, districarsi per trovare il
giusto direzionamento risulterà sì problematico, ma allo stesso modo gratificante una
volta entrati in simbiosi col joypad. Naturalmente potremo anche non utilizzare il
bloccaggio, ma così facendo pregiudicheremo la stabilità del fascio e la precisione
dello stesso. La via giusta è quella di realizzare, nel primo colpo d'occhio, il flusso
dinamico dei nemici e direzionare verso le potenziali zone nevralgiche. Sittale sbobba
scorre via con buona confusione, con numero di nemici variabile e upgrade delle armi
abbastanza radicale. In alcuni casi una freccia ci indicherà il punto esatto in cui
acquisire un power up e noi non dovremo fare altro che sparare sul guscio che lo
custodisce. Abbastanza bilanciato il livello di difficoltà, che a parte lo sgomento
iniziale renderà le partite piacevoli da affrontare seppure con alcuni picchi di
difficoltà. Il gioco risulta godibile, ma a tratti monotono....
Sarà anche un limite degli sparatutto verticali in
multidirezione, limite che affliggeva anche Thunderforce II, ma a medio termine
viene a mancare quella verve che solletica la prosecuzione. Il colpo di scena, quello
fatto di scrollate improvvise, megaboss trasoformabili, pod fluttuanti e hi tech latente
viene quì a mancare, abbastanza colpevolmente, in favore di una azione a tratti lineare.
Ma chi respira sparatutto da una vita si farà travolgere dalla frenesia, senza
considerare eventuali fattori esterni: Metal Stoker resta uno shoot'em up solido,
in grado di garantire una sfida di alto livello, di farsi apprezzare per la flessibilità
dei controlli e il sorprendente level design. La realizzazione tecnica tiene
conto delle peculiarità hardware dell'Engine, apportando una colorazione viva, un
notevole numero di sprites a video e una fluidità pressochè costante. Non si ravvisano
rallentamenti anche nelle situazione di forte confuzione, nè flikerii a scomparsa.
L'ottimo mechanical design contribuisce ad elevare il valore estetico generale,
mantenendo una fisionomia tecnologica dal discreto fascino visivo. Sul fronte sonoro
dobbiamo ammettere di essere rimasti favorevolmente colpiti: oltre agli effetti ben
realizzati, dobbiamo rilevare una colonna sonora veramente trascinante, orecchiabile e mai
ripetitiva. E poi...basta. Metal Stoker è, praticamente, uno sparatutto
"fiancheggiatore" che non aspira a divenire paradigma dei generi ma che,
indiscutibilmente, fa valere le sue buone doti tecniche e ludiche. Se vi aggiungiamo una
longevità incisiva, che esclude a priori tempi morti nella azione, ciò che resta è un
valido esponente dello sparaspara multidirezionale, che riesce a superare senza troppi
sforzi lo stesso Thunderforce II....
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