NEXZAR Quello di Nexzar è un nero
spaziale pieno di folgore e detriti. Sullo sfondo compaiono esplosioni e scie luminose, a
volere rappresentare una guerra planetaria che si combatte in parallelo alla nostra. Dal
CD si espande una colonna sonora vagamente bluastra, dai toni avvincenti, e la navicella
spara in verticale verso astromobili giganti e robot corazzati. Il mondo di Nexzar è un
videometraggio animato di grande stile e grande visione, il cui fine è
intrattenere attraverso un sofisticato palcoscenico di lastre metalliche. Nulla di
particolarmente rivoluzionario, ma trattandosi di un titolo dato in pasto alla
spettacolarizzazione digitale del PC Engine DUO, Nexzar sguazza in una perfezione di forma
in grado di inibire tutte le convenzioni di fisionomia arcade. Difatti la direzione
fotografica regge questa struttura a scorrimento dallo sparo intenso come un atto di
scolastica routine, laddove le immagini diverranno il terminale della
giocabilità.
Giapponese nello stile e nella metodica,
Nexzar dispone un sistema di power up a monoarma abbastanza classico, visto che
non sarà possibile interscambiare al volo gli upgrade acquisiti. Uno scudo
protettivo aiuterà a districarsi dal rigurgito di proiettili delle astronavi nemiche,
piuttosto esteso, in una velocità standard sostenuta. La elementarità del level
design, rigido e schematico, necessita una costante memorizzazione di posizionamento,
ancorchè nei primi livelli sia in effetti possibile una ascensione moderatamente
normalizzata. Le insidie maggiori sopraggiungono con i guardiani, taluni veramente
massicci, e nelle fasi di accelerazione dello scrolling, la cui schizofrenia potrebbe
mettere in crisi anche il veterano che ha finito Raiden II con un solo credito.
Un titolo che obbedisce alla tradizione verticale, questo Nexzar, e non sembra casuale
l'inserimento di una opzione di restringimento del display a una ipotetica forma arcade
(peccato non fosse usuale, in quel periodo, la opzione di ribaltamento del monitor).
Comunque eccellente il sistema di controllo della navicella, che sebbene sprovvista di
gradi di accelerazione risponde con inerzia alle direzioni del joypad tavoletta,
facilitando la scansione dei tempi dinamici di evasione e reazione; il ritmo elevatissimo
della successione è reso sostenibile dalla puntuale manovrabilità, anche in un sistema
di collisioni che alla lunga si rivela intransigente.
La forma di sparo bidirezionale sembra essere
quella più adatta all'avanzamento. Ma tra missili a ricerca calorica e razzi frontali,
Nexzar riesce ad assecondare un po' tutte le manie perforatrici del settore, coniugando le
sensazioni di fuoco annesse a un notevole ritmo geometrico. Imponente la tecnica grafica.
I colori intensi e graduati delle carrozzerie, che sembrano riflettere le luci profonde
dello spazio siderale, realizzano una estetica prevalentemente incentrata sui sistemi
volanti, sui robot, sulle navi da guerra corazzate. Gli splendidi effetti di distorsione
degli spirtes sopperiscono alla generale mancanza di parallasse, mentre il mechanical
design supremo sembra prendersi tutta la scena, che si realizza proprio in funzione
di un disegno fatto di ferri e caschi alla Transformers. Oltre alla grande
grafica, da Kaneko era naturale attendersi un lavoro di scrittura musicale melodica di un
certo spessore, dopo le fastosità di Aero Blasters. Pertanto non ci si sorprende
della polistrumentalità digitale offerta dal supporto ottico, la cui combinazione col
chip sonoro dell'Engine produce campionamenti vocali di sottofondo ed esplosioni
moderatamente plausibili. E' la raffinatezza, nella globalità del significato, a
infondere in Nexzar quella abbondanza culturale che il modesto level design non
avrebbe altrimenti potuto trasmettere. La inflazione del sistema di gioco verticalista
poco incide sulla condizione, definitivamente stilistica, raggiunta nella sede di un
gameplay che si autodefinisce contemplativo, metaludico. Nexzar è il classico esempio di
sparatore autoreferenziale di corrente hudsoniana, vista la costante presenza di
riferimenti alla saga di Star Soldier. Del titolo sarebbe uscita una edizione speciale Summer
Carnival '93, riservata perlopiù al fandom devoto al punteggio e
ai record.
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